Apple dà il via libera per il ritorno di Parler nell’App store. È stata la stessa Cupertino a comunicarlo con una lettera inviata ieri al Congresso americano. La decisione arriva a seguito dei miglioramenti apportati dalla piattaforma di social media per rilevare e moderare l’incitamento all’odio all’interno della community frequentata soprattutto da conservatori ed esponenti dell’estrema destra.
La lettera indirizzata ai politici americani
La lettera – indirizzata al senatore Mike Lee e al rappresentante Ken Buck e letta dalla Cnn – spiega che da quando il software è stato rimosso dalla piattaforma Apple a gennaio per violazione delle condizioni d’uso, Parler “ha proposto aggiornamenti alla sua app e pratiche di moderazione dei contenuti veicolati”.
“Il 14 aprile, il team di revisione delle applicazioni di Apple ha comunicato a Parler che le modifiche proposte erano sufficienti”, continua la lettera, secondo cui “l’app Parler aggiornata sarà disponibile immediatamente non appena la società la rilascerà”. Ora, tutto ciò che Parler deve fare è premere l’interruttore. Il repubblicano Mike Lee ha definito la decisione una “enorme vittoria per la libertà d’espressione“.
La battaglia di Parler per riconquistare un posto al sole
Parler, un’alternativa a Facebook e Twitter che si autodefinisce un paradiso per la libertà di parola, era stata rimossa dalle principali piattaforme tecnologiche all’inizio di gennaio in seguito alle rivolte del Campidoglio degli Stati Uniti del 6 gennaio. Se Apple e Google l’avevano bannata dai propri store, Amazon Web Services aveva rifiutato di ospitare sui propri server i dati dell’azienda. Parler in seguito ha affermato che anche altri fornitori hanno deciso di tagliare i ponti con la società, che è stata costretta a sospendere il servizio. Per diverse settimane, dunque, i visitatori del sito web di Parler sono stati accolti da una pagina statica. L’app è tornata online il 15 febbraio, ma per l’appunto ci sono voluti altri due mesi prima che Apple approvasse il ripristino di Parler nel suo app store.
Nel frattempo, il gruppo sta conducendo una battaglia legale contro Amazon per tornare sui suoi server, sostenendo nei tribunali e non solo di aver sviluppato un sistema di moderazione dei contenuti basato sull’intelligenza artificiale.