Al ceo dell’azienda di Cupertino il titolo accademico in Innovation and International Management, consegnato dal rettore dell’Università Federico II, Matteo Lorito. Ad aprire la cerimonia la lectio magistralis di fronte ad una platea di centinaia di studenti
Il rettore dell’Università Federico II di Napoli, Matteo Lorito, ha consegnato oggi la laurea honoris causa in Innovation and International Managment a Tim Cook, amministratore delegato di Apple, arrivato ieri sera in città. “E’ un onore ricevere questo riconoscimento da un’istituzione con una storia così illustre, che ha istruito alcune tra le menti più brillanti per quasi 800 anni”, il commento del Ceo di Apple. “Apprezziamo molto la nostra partnership che ha portato alla prima academy europea di Apple proprio qui. Da quando abbiamo avviato il programma, l’Academy ha insegnato a quasi 2mila studenti di 77 Paesi diversi a costruire le proprie app e a dare vita alle loro idee. L’innovazione non è facile ma lavoriamo con persone che sono pronte a sfidarsi sugli obiettivi più ambiziosi”, ha aggiunto il manager di Cupertino.
La lectio magistralis di Cook: “chiediamoci come la tecnologia migliori le nostre vite”
Prima di ricevere la laurea nell’aula magna dell’ateneo, Cook ha tenuto una lectio magistralis di fronte agli studenti, a cui si è rivolto dicendo: “So che oggi il futuro può sembrare incerto, ma io non posso che sentirmi ottimista, perché ovunque guardo vedo potenzialità, le vedo qui a Napoli, le vedo in questa straordinaria università e lo vedo soprattutto in voi studenti”, aggiungendo poi che “il nostro mondo è complesso, e lo diventa sempre più ogni giorno. Ma quando le cose diventano troppo complicate, bisogna fermarsi e chiedersi: ho posto le domande giuste? Oggi la questione non è solo come migliorare la tecnologia, se non ci chiediamo anche come la tecnologia può migliorare la vita delle persone”.
Lorito: “i valori di Cook sono vicini a quelli che promuoviamo da 800 anni”
“Incontriamo una delle grandi menti del nostro tempo, è un momento veramente importante e storico incontrare una persona del calibro di Tim Cook“, ha detto invece il rettore dell’università Federico II di Napoli, Matteo Lorito. “E’ un’opportunità – ha spiegato Lorito – per tutta la Federico II e per i nostri studenti che lo incontreranno a San Giovanni. Un momento bello, che parte dalla considerazione che i valori che Tim Cook ha tradotto in questa gigantesca azienda che è la Apple, una delle più potenti multinazionali oggi al mondo, sono vicini anche a quelli che noi portiamo avanti da circa 800 anni, quindi formazione, accessibilità per tutti alla formazione, sicurezza, inclusione”. Lorito ha raccontato che l’ateneo ha “consolidato il rapporto con la Apple per l’Academy, che era un progetto sperimentale ed è diventato oggi una realtà strutturale. Un anno fa abbiamo stipulato l’accordo e lì è nata l’idea di proporre questa laurea honoris causa a Tim Cook, che ha accettato con grande entusiasmo e ne siamo molto contenti”, ha concluso.
Ad aprire la mattina nell’aula magna era stato proprio Lorito, seguito da Adele Caldarelli, direttrice del dipartimento di economics management. A seguire Luigi Cantone, professore di economia e gestione manageriale, impegnato in un laudatio magistralis di Cook, che nella giornata di ieri, appena arrivato a Napoli, ha visitato lo studio dello scultore Jago, nella chiesa Sant’Aspreno ai Crociferi nell’area dei Vergini.
Il sindaco Manfredi: “innovazione strumento di trasformazione sociale”
“Tim Cook è rimasto impressionato dalla città e da questa esperienza di San Giovanni (sede della Apple Accademy, ndr) che lui considera straordinaria, molto positiva e perfettamente nello spirito di quella che è la missione di Apple, cioè utilizzare l’innovazione come grande strumento di trasformazione sociale, di creazione dei diritti, di riduzione dei divari”, ha commentato con soddisfazione il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, a conclusione della cerimonia di conferimento della laurea honoris causa al Ceo di Apple.
“Credo che San Giovanni rappresenti tutto questo, un esempio positivo, e ci indica anche la strada che dobbiamo seguire – ha aggiunto – cioè trasformare questa città utilizzando l’innovazione per creare inclusione, aiutare i più fragili e deboli ad avere una opportunità per il futuro”. Del resto, ha ribadito Manfredi, “in questo momento di grande difficoltà, anche dal punto di vista economico per le vicende geopolitiche, ci vuole una grande responsabilità sociale. Chi ha di più e ha più opportunità deve dare una mano a chi ha di meno, è l’unico modo per garantire una coesione sociale, e questo deve essere fatto sempre guardando allo sviluppo e alla formazione”.
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