Arrighetti: “PA e cittadini più vicini grazie a noi”

A marzo 2015 scatta l’obbligo per tutte le PA di adeguarsi alle politiche di fatturazione elettronica. Sia ha messo a punto una piattaforma su misura di città: già in corso un progetto con il Comune di Roma che punta a diventare un modello replicabile

Pubblicato il 03 Nov 2014

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Quando si parla di pagamenti digitali non si può non pensare a Sia. Nel 2013 la società di servizi e soluzioni tecnologiche per i sistemi di pagamento ha gestito quasi 5 miliardi di operazioni con carte, bonifici e incassi, oltre a 28,6 miliardi di transazioni nell’ambito delle piattaforme di trading e post-trading. Da anni è un punto di riferimento per la gestione dei pagamenti elettronici per imprese, istituzioni finanziarie e Pubbliche amministrazioni. “Ora abbiamo deciso di fare un ulteriore passo: fare dialogare la PA con i cittadini, e gli enti locali con l’amministrazione centrale”, spiega l’amministratore delegato Massimo Arrighetti.

Di dialogo con la PA si parla da tempo. Cosa cambia ora?

Adesso c’è una scadenza che non può essere ignorata: a marzo 2015 scatta l’obbligo per tutte le PA di adeguarsi alle politiche di fatturazione elettronica. E questo vale anche per i Comuni che però, in molti casi, sono rimasti ancora indietro sulla digitalizzazione.

Cosa può fare Sia per rendere meno traumatico il passaggio?

Abbiamo già messo in campo la proposta EasyCity: si tratta di una piattaforma con una serie di strumenti innovativi capaci di agevolare il percorso di digitalizzazione della PA. E abbiamo già all’attivo un progetto con il Comune di Roma che potrebbe diventare un modello replicabile.

Di cosa si tratta?

È una soluzione con cui cerchiamo di aiutare l’amministrazione comunale a gestire per intero il sistema dei pagamenti. Una delle caratteristiche più importanti è la possibilità di mettere in comunicazione biunivoca il ciclo attivo, ovvero gli incassi ricevuti come i pagamenti dei tributi da parte dei cittadini, e quello passivo come i sistemi di fatturazione elettronica in logica “paperless” o gli ordinativi di pagamento.

Quali sono i vantaggi per Comune e cittadini?

I cittadini hanno a disposizione un sistema multicanale (Gdo, terminali Atm, home banking, bar-tabaccai, delegazioni Aci ecc.) per effettuare pagamenti ad esempio di tributi, servizi scolastici e multe. Per il Comune c’è soprattutto il vantaggio di avere una rendicontazione omogenea ed integrata di tutti gli incassi in tempo reale. Stiamo lavorando su più fronti sempre nell’ottica di dare efficienza semplificando i processi e migliorando i servizi. Per esempio abbiamo già avviato un progetto per i ticket sanitari che in Emilia Romagna e in Lombardia possono essere pagati anche alle casse del supermercato. Sempre in Lombardia ora è possibile per i celiaci acquistare i prodotti senza glutine usufruendo del contributo regionale anche al supermercato.

Insomma l’infrastruttura è pronta, non resta che sposare davvero la digitalizzazione dei processi.

Per quello serve un cambio culturale, ma intanto l’importante è abilitare processi e sistemi. E convincere imprese, cittadini ed esercenti che i pagamenti elettronici sono un valore aggiunto e non un ostacolo da superare.

Gli italiani e il contante: non è facile sradicare la paura della smaterializzazione dei soldi. Sono in molti ancora a credere che bancomat e carte siano poco sicuri. Figuriamoci i pagamenti via smartphone.

È vero. Da una recente indagine che abbiamo effettuato su un campione di italiani risulta evidente come su questo fronte il nostro Paese sia ancora spaccato in due fra chi si sente pronto a virtualizzare i pagamenti e chi, invece, non riesce a rassegnarsi a pagare con la moneta elettronica: 35 italiani su 100 hanno ancora paura di lasciare a casa il contante contro un 23% che invece vorrebbe poter pagare sempre con carte, bancomat o, addirittura, con il telefono.

Sia è leader nel mobile payment: di sperimentazioni si parla ormai da un po’, ma ora i tempi sono maturi per pensare davvero al cellulare come un sistema di pagamento?

Abbiamo progettato e realizzato per primi in Europa un piattaforma aperta per i pagamenti con smartphone dotati di tecnologia Nfc (Near Field Communicaton). Da circa due anni abbiamo lanciato numerose sperimentazioni che hanno coinvolto cinque istituzioni finanziarie e tre operatori telefonici nazionali. Si tratta di progetti pilota – attivati sull’hub tecnologico di Sia, che permette la virtualizzazione di una carta di pagamento sulla sim del cellulare – e ora siamo arrivati ai primi lanci commerciali. Insomma, adesso si parte davvero. Finalmente.

Ora non resta che “convertire” anche gli esercenti.

Di certo bisogna ancora lavorare per diffondere la filosofia del cellulare-bancomat, ma intanto stiamo lavorando per creare una rete integrata di servizi digitali per gli esercenti.

In che modo?

Con la nostra soluzione EasyShop. Si tratta di un hub che gestisce molteplici servizi per i negozi: dalla trasmissione dati al wi-fi, dai collegamenti del terminale Pos al sistema di videosorveglianza e di allarme. L’obiettivo è permettere anche ai piccoli esercenti di sviluppare servizi innovativi per semplificare le procedure e fidelizzare i clienti. Intanto dopo la virtualizzazione delle carte di pagamento sui cellulari siete andati oltre con Jiffy.

Sì, all’ultimo Sia Expo abbiamo presentato un’applicazione per effettuare bonifici attraverso il cellulare in pochi secondi: è stata sviluppata con l’obiettivo di creare un sistema semplice in cui il beneficiario viene identificato attraverso il suo numero di telefono e i soldi trasferiti in tempo reale. Così anche i bonifici diventano smart.

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