Assicurazioni 2.0, Sperimborgo: “Col Big data il cliente non sarà mai solo”

Il managing Director Strategy di Accenture: “Finita l’era della semplice vendita di polizze. Le compagnie tenderanno a seguire l’utente nella sua quotidianità e potranno stabilire accordi per fornire servizi collegati. Così cambierà il calcolo del rischio dei clienti”

Pubblicato il 30 Ott 2015

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Il settore assicurativo nel giro dei prossimi due anni sarà al centro di una vera e propria rivoluzione digitale. In gioco ci sono i modelli di business delle stesse compagnie, che con l’utilizzo sempre più massiccio di big data, analytics, wearable devices, saranno destinati a cambiare pelle.

E l’innovazione passerà proprio attraverso la gestione dei dati, utilizzati per offrire al cliente polizze personalizzate, calcolando il profilo di rischio sulla base d’informazioni captate da sensori e apparecchi mobili, interconnessi tra loro tramite il sistema dell’Internet of things.

Sarà quindi strategico per le aziende assicurative stabilire alleanze proprio con le start up all’avanguardia nell’elaborazione dei big data e degli analitycs che le aiutino a migliorare i loro sistemi di analisi.

Uno scenario più di collaborazione che di competizione quello che si profila tra player delle assicurazioni e aziende dell’Ict, almeno secondo Stefano Sperimborgo, managing Director Strategy di Accenture.

Quali trend si prospettano nel mercato assicurativo negli anni a venire?

Il settore cercherà sempre più di allargare i suoi confini di business. Gli stessi meccanismi competitivi saranno rimessi in discussione. Passeremo da un’economia di prodotto a una di risultato.

Cosa significa tradotto in parole povere?

Significa che grazie all’utilizzo dei big data e dell’Internet of things, che forniscono informazioni importanti sulle preferenze e sulle abitudini dei consumatori, le assicurazioni non si limiteranno più soltanto a vendere polizze, ma rimoduleranno la loro offerta e includeranno nuove iniziative, alleandosi con le start up ad alto valore tecnologico. Le imprese di settore attraverso i wearable devices tenderanno a seguire l’utente nella sua quotidianità e potranno stabilire accordi con nuovi partner per fornire servizi in qualche modo collegati al loro ramo. Penso ad esempio al Programma assicurativo Vitality, lanciato dalle Generali, che attraverso un’app promuove stili di vita corretti, suggerendo all’utente l’acquisto di prodotti biologici o di abbonamenti fitness con strutture convenzionate. La linea comune sarà quella di creare, attraverso i dispositivi mobili, una continua connessione tra clienti e assicurazioni.

Quali altri impatti avranno i big data e gli analytics sull’offerta commerciale delle imprese di settore?

Grazie ai big data, cambierà sostanzialmente il modo di calcolare il profilo di rischio del cliente. Le assicurazioni dovranno dotarsi di motori intelligenti che sappiano analizzare i dati dell’utente trasmessi dagli apparecchi mobili ed essere pronti a variare il prezzo della polizza in base alle informazioni che ricevono.

Insomma, si andrà verso un’offerta più flessibile. Oltre alla capacità di elaborare i dati, c’è però anche il nodo della gestione dei sensori che captano le informazioni. Che cosa succederà?

Assisteremo a un’accesa competizione sul dominio dei sensori, perché proprio questi avranno una funzione strategica. Ciascun player dovrà capire quale ruolo assumere.

Alla luce di questi cambiamenti, come si sta muovendo il mercato assicurativo italiano?

Nel caso dell’Italia c’è stata un partenza più a rilento rispetto ad altri Paesi. Tuttavia, pensiamo che nel giro di un paio d’anni il contesto italiano si adeguerà anche perché lo chiedono i clienti. Per i player molto grandi la trasformazione potrà avvenire anche più rapidamente, in un anno. Sarà fondamentale a tal proposito per le imprese individuare partner che le aiutino a migliorare i loro motori analytics. I data scientist, cioè coloro che hanno elevate competenze digitali nell’elaborazione dei dati, saranno figure professionali sempre più richieste dal mercato assicurativo.

Come affronteranno gli enti regolatori questa rivoluzione del mercato delle assicurazioni?

ll fenomeno della digitalizzazione è di tale portata per cui il regolatore dovrà necessariamente aggiornare le proprie vedute rimuovendo alcuni ostacoli che, ad esempio, hanno fino ad oggi frenato nel nostro Paese l’adozione dell’identitá digitale. L’implementazione dell’agenda digitale in Italia dará un grosso stimolo in questa direzione.

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