Assocontact: “Call center che violano privacy danneggiano tutti”

Il presidente Luca D’Ambrosio dopo la Relazione del Garante: “Condanniamo le violazioni perché vanno a screditare tutte le altre aziende che operano correttamente”

Pubblicato il 13 Giu 2013

Assocontact condanna con forza i call center che, come emerge dalla Relazione annuale del Garante della Privacy, violano i dati personali degli utenti in maniera illegale per fare business. E auspica il pugno di ferro nei confronti delle aziende che non rispettano la riservatezza dei dati personali. “Dalla Relazione annuale del Garante emerge che alcuni contact center hanno utilizzato banche dati protette dalle prescrizioni della stessa Autorità. Assocontact, Associazione nazionale dei Contact Center in Outsourcing, condanna questo tipo di pratiche di alcuni operatori che finiscono per danneggiare l’intero settore, screditandolo”, si legge in una nota.

Diversi i passaggi della relazione in cui il Garante cita usi illeciti di banche dati protette da parte di call center. In particolare, fra i casi citati e sanzionati nel 2012, l’uso indebito di immagini riservate registratre da un sistema di videosorveglianza (pag 13), il riascolto di telefonate registrate (pag 15), la mancata comunicazione alle autorità del trasferimento all’estero di un call center (pag 42), la mancata comunicazione all’utente da parte degli operatori che chiamano dall’estero (pag 43).

“Assocontact garantisce l’osservanza della normativa vigente da parte dei propri associati – prosegue la nota – A tale scopo l’Associazione si è dotata di un codice di autodisciplina per il trattamento di dati personali utilizzati per le attività di contact center in outsourcing, volto a garantire il rispetto del diritto alla riservatezza e del diritto all’identità personale”.

Va sottolineato il fatto che i call center in outsourcing ricevono le liste di persone da contattare dal committente, che è quindi il titolare del trattamento di tali dati ed è tenuto a garantirne la legittima provenienza ed utilizzo. I call center, da parte loro, si impegnano ad usare queste liste secondo i criteri previsti dal codice Assocontact.

“Come associazione di categoria non accettiamo la violazione delle norme per l’utilizzo dei dati personali e condanniamo questi comportamenti perché vanno a screditare tutte le altre aziende che operano correttamente – commenta Luca D’Ambrosio, presidente di Assocontact – Mi sento sereno nel dire che i nostri associati sono attenti a rispettare le regole. Purtroppo ci sono altre aziende, fuori dal nostro raggio d’azione, che non fanno altrettanto e per questo raccomandiamo ai committenti di verificare sempre la riservatezza dei dati prima di condividerli con propri partner”.

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