I PROVVEDIMENTI

Banda ultralarga, in arrivo altri 100 milioni per le aree bianche

Nel decreto Pnrr licenziato dal Senato previste risorse aggiuntive per accelerare sulle reti nelle zone a fallimento di mercato. Proroga di 24 mesi dei permessi per realizzare le infrastrutture. Def: dalla Missione 1 del Pnrr “Digitalizzazione e Innovazione” impatto sul Pil dell’1,5%

Pubblicato il 14 Apr 2023

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Più risorse per la banda ultralarga nelle aree bianche. E proroga dei permessi per realizzare le reti di nuova generazione. Sono queste alcune delle novità inserite del decreto che riforma la governance del Pnrr, licenziato dal Senato.

Piani Italia 1 Giga, Italia 5G Backhauling e Italia 5G

Al fine di garantire il perseguimento del pubblico interesse alla tempestiva e corretta esecuzione del contratto, ai Piani Italia 1 Giga, Italia 5G backhauling ed Italia 5G, il valore del contratto di appalto verrà calcolato l’importo dell’anticipazione del prezzo pari al 20% da corrispondere all’appaltatore entro quindici giorni dall’effettivo inizio della prestazione.

Banda ultralarga, risorse al Mimit per le aree bianche

Fino a 100 milioni per il 2023, in favore del Mimit, per consentire la rendicontazione del Grande progetto nazionale “banda ultra larga aree bianche”. La somma prevista sarà concessa dal Fondo di rotazione per le politiche comunitarie, sui programmi operativi cofinanziati dai Fondi strutturali e di investimento europei per la programmazione 2014-2020.

Reti a banda ultralarga, arriva la proroga dei permessi

Via libera alla proroga di 24 mesi per certificati, permessi e autorizzazioni per gli interventi per la rete a banda ultralarga. Al fine di consentire il tempestivo raggiungimento degli obiettivi di trasformazione digitale per gli interventi relativi alla realizzazione di infrastrutture di rete a banda ultra larga fissa e mobile, sono prorogati di ventiquattro mesi, nel dettaglio, i termini relativi a tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, compresi i termini di inizio e di ultimazione dei lavori previsti dal materia edilizia, che siano stati ” rilasciati o formatisi alla data di entrata in vigore del decreto”. La disposizione si applicherà anche ai termini relativi alle Segnalazioni certificate di inizio attività (Scia), nonché delle autorizzazioni paesaggistiche e alle dichiarazioni e autorizzazioni ambientali.

Infrastrutture comunicazione in aree usi civici

La realizzazione di infrastrutture di comunicazione elettronica ad alta velocità nelle zone gravate da usi civici, escluderà, d’ora in poi, la necessità dell’autorizzazione del ministero dell’Economia, senza la quale i Comuni e le associazioni agrarie non potrebbero alienare o mutare la destinazione dei terreni “convenientemente utilizzabili come bosco o come pascolo permanente”. Inoltre, a iniziative finalizzate a potenziare le infrastrutture e a garantire il funzionamento delle reti e l’operatività e continuità dei servizi di telecomunicazione, non si applicherà il vincolo paesaggistico a mente del quale sono comunque di interesse paesaggistico le aree assegnate alle università agrarie e le zone gravate da usi civici.

Spid, contributo per i provider

In arrivo un contributo una tantum destinato ai soggetti gestori di Spid per la fornitura del servizio di identità digitale, a fronte dei costi sostenuti per l’adeguamento delle infrastrutture tecnologiche alla crescente domanda da parte di utenti e service provider pubblici (con livelli di qualità di servizio, sicurezza e affidabilità più stringenti), nonché per garantire l’allineamento costante dei dati comunicati dai cittadini in fase di richiesta delle identità digitali con i dati presenti in Anpr. Tale proposta, presentata sotto forma di emendamento del Governo al dl Pnrr – e che ha ricevuto l’ok in commissione- richiede una spesa nel limite di di 40 milioni, “a valere sulle risorse assegnate alla Missione 1 Componente 1 Investimento 1.4.4” del Pnrr.

Digitale, ecco cosa c’è nel Def

Nel Documento di economia e finanza il governo analizza l’impatto degli investimenti Pnrr sul Pil.

Per quanto riguarda la  Missione 1 “Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo”, il 45 per cento delle risorse è assegnato agli incentivi/crediti d’imposta alle imprese, il 31 per cento ai prodotti e servizi Ict 14 e il 12 per cento alle costruzioni. In totale queste attribuzioni costituiscono l’88 per cento circa delle risorse addizionali destinate a questi progetti. La Missione determina un aumento del Pil di 1,5 punti percentuali, con un maggior contributo dovuto
alla Componente 2 “Digitalizzazione, innovazione e competitività nel sistema produttivo”, per effetto degli investimenti attivati dall’infrastrutturazione delle reti banda larga-ultra larga e 5G.

Anche nella Missione 6 “Salute” la quota maggiore di risorse è innestata nel modello Cge sul settore delle costruzioni (33 per cento circa), seguito dai “prodotti informatici, elettronici ed ottici” (30 per cento circa), dai “servizi di assistenza residenziale e servizi di assistenza sociale non residenziale” (16 per cento), dai “servizi sanitari (9,3 per cento), dai servizi di R&S” (6 per cento delle risorse della Missione).

L’impatto sul Pil è dell’1 per cento, attribuibile soprattutto alla Componente 1 “Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza”.

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