STRATEGIE

Bassanini: “A Telecom conviene liberarsi della rete. E Open Fiber può acquisirla”

Il presidente della società: “Investimenti sul network molto costosi, meglio valorizzare l’asset. OF ben posizionata. Sinergie vanno sfruttate”

Pubblicato il 07 Ago 2017

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Una delle strade possibili per la realizzazione dello scorporo della rete di Telecom Italia “prevede che gli azionisti di Tim decidano che conviene a tutti, non solo al Paese ma anche a loro, liberarsi della rete, che comporta oggi investimenti molto costosi, soprattutto una volta che non saranno più monopolisti. Naturalmente cercando di valorizzare al massimo l’asset che hanno”. Ad affermarlo Franco Bassanini, presidente di Open Fiber, in un’intervista a La Stampa parlando dell’ipotesi dello scorporo della rete.

“Open Fiber, o i suoi azionisti sono in questo caso ben posizionati per acquisire la rete Telecom, potendo sfruttare al meglio le sinergie tra le due reti e accelerare la migrazione di tutti dal rame alla fibra, con vantaggi importanti anche per i clienti finali”, ha aggiunto, sottolineando che nel caso in cui il progetto si arenerà, “continuerà la competizione infrastrutturale e vincerà il migliore”. “Sempre ché le istituzioni non decidano di imporre la separazione societaria della rete come ora in Gran Bretagna (e come si fece in Italia per la rete gas Snam)”, ha precisato Bassanini.

“La separazione societaria riduce i rischi di abuso di posizione dominante, e la competizione infrastrutturale continuerebbe tra due società whole sale only”, ha aggiunto. “Sarebbe più facile anche arrivare a qualche forma di accordo o di integrazione, che eviti la duplicazione di infrastrutture e consenta di accelerare la costruzione della rete di nuova generazione”.

L’impressione è che l’accelerazione che c’è stata negli scenari tecnologici e di mercato spingerà a decisioni rapide. Decisioni del mercato, dunque di Telecom e di suoi azionisti, o dello Stato, anche se le elezioni imminenti non favoriscono una decisione delle istituzioni”, ha proseguito il numero uno di Open Fiber precisando che “premesso che ha ragione il ministro Padoan a sostenere che nelle utilities è buona regola separare la proprietà delle reti da quelle dei servizi, soprattutto quando le infrastrutture di rete non sono moltiplicabili a piacere, bisogna chiedersi se questa regola valga ancora oggi”.

Dal suo punto di vista la regola “vale più che mai, perché negli ultimi anni nel mondo delle tlc stanno cambiando molte cose. La rete tlc diventerà come gli aeroporti, non conviene a ogni compagnia aerea farsi il suo. O come le autostrade. Un’infrastruttura al servizio di tutti evita il rischio che questi investimenti non siano sostenibili, oppure che vengano fatti col contagocce e l’Italia resti indietro rispetto alla concorrenza internazionale. Insomma oggi ci sono ragioni che non c’erano venticinque anni fa quando venne privatizzata Telecom”, ha osservato.

La rete di Telecom “non è un ferrovecchio come qualcuno dice, ma va rapidamente sostituita dalla rete in fibra”, ha ribadito Bassanini, convinto che “ovviamente c’è un forte interesse aziendale di Telecom a prolungare per il tempo più lungo possibile la vita della rete in rame, perché è un asset iscritto a bilancio con una valutazione molto elevata, e poi va messo in conto che in gran parte d’Italia le consente (ancora, ma per poco) di essere in posizione monopolista”.

Open Fiber “è nata per costruire una rete a prova di futuro, dunque tutta in fibra fino a casa. E per offrirla a tutti i 320 service providers italiani. Siamo anche un pungolo competitivo nei confronti di Telecom Italia, risultato che già si vede, perché Telecom è stata costretta ad accelerare sugli investimenti. Noi investiremo circa 7 miliardi di euro, compresi i contributi dello Stato, allo scopo di raggiungere 19 milioni di abitazioni, ovvero il 70% della popolazione nazionale”, ha evidenziato.

Quanto poi alle parole del presidente di Telecom Italia Arnaud de Puyfontaine, che sempre in un colloquio con La Stampa si è detto disponibile a ragionare sullo scorporo della rete, Bassanini ha parlato di un’intervista “storica”, “perché è la prima volta che ufficialmente Telecom apre a questa ipotesi”.

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