LA SFIDA DIGITALE

Big data per small business, così le Pmi si fanno grandi

La gestione della grande mole di dati è la sfida del futuro. Davenport (Deloitte): “Un modo per conoscere meglio clienti, fornitori e mondo esterno”

Pubblicato il 10 Apr 2015

open-data-120214180002

Lo scetticismo attorno ai big data sta lasciando spazio all’entusiasmo. E questo non accade solo per le grandi organizzazioni: anche i piccoli trovano opportunità inedite di business dall’analisi di grandi moli di dati non strutturati erogati in grandi quantità da sorgenti diverse. Con l’Internet delle cose alle porte e la penetrazione sempre più capillare del digitale nella vita delle persone e delle aziende, infatti, la raccolta e l’analisi automatica (machine learning) dei dati è quella che produce l’oro digitale di domani. E forse anche di stasera. C’è chi ha studiato a lungo il tema Big data passando dallo scetticismo a una attenzione seria rivolta alle aziende. Negli Usa spicca Tom Davenport, senior advisor di Deloitte e accademico di fama.

“Ci sono vari aspetti dei Big data che possono contribuire all’innovazione anche per le vostre Pmi”, dice a CorCom. Il tema è ampio: “I Big data sono un ottimo modo per imparare di più sul mondo esterno, su clienti e potenziali tali, fornitori e altri fattori che possono avere un impatto sulle piccole aziende che alle volte non hanno sistemi transazionali capaci di creare dati “puliti” e adatti a questo tipo di analisi. Ma per fortuna ci sono sorgenti esterne, come i social media e gli open public data, che possono fornire ciò che serve”. Il limite è diverso da quel che si pensi: non è l’hardware (“per questo esiste il cloud che riduce la spesa drasticamente”) o il software (“l’open source in questo settore è sovrano”) quanto i talenti e le competenze, che sono scarsi in questa fase ma che in realtà fanno la differenza. “L’errore da evitare – dice Davenport – è cominciare a esplorare i Big data senza alcuno scopo di business e obiettivo concreto. Oppure tenerli separati dai dati interni dell’azienda e analizzarli in modo differente”. Niente più silos, dunque.

La promessa dei Big data porta con sé delle conseguenze molto grandi. Studiando i Big data si può lavorare con software sofisticati che manipolano le informazioni e ne estraggono il significato implicito, invisibile senza la capacità di creare correlazioni impreviste a priori. Si passa dal semplice sapere che cosa succede in modo descrittivo, caratteristico della business intelligence tradizionale, alla comprensione delle cose, cioè al perché succedono le cose. Questi modelli, basati sul cosiddetto machine learning (fatto di sistemi automatici di apprendimento che letteralmente “imparano” il significato delle informazioni e le trasformano in conoscenza) permettono di predire cosa succederà, cioè avere modelli capaci di formulare ipotesi su cosa faranno i consumatori piuttosto che i mercati finanziari oppure quali parti di un impianto industriale si logoreranno per prime e andranno quindi sostituite in modo proattivo.

“Il senso profondo di questo tipo di analisi – spiegano gli esperti – è che permette di capire quel che sta succedendo e formulare proposte di valore”. Il cambiamento oltretutto passa attraverso il mercato dei consumatori: sono i sistemi come gli assistenti personali contenuti nei telefoni cellulari che interagiscono con il cloud quelli che promettono per primi di rivoluzionare le nostre vite: il telefono vibra e ci ricorda che se vogliamo arrivare in tempo dobbiamo muoverci subito perché, sul tragitto per andare al nostro appuntamento rispetto al posto dove ci troviamo secondo il Gps del telefono, il traffico è peggiorato e ci vogliono 15 minuti di più. Oppure l’orologio ci informa che oggi abbiamo camminato poco, la nostra pressione e la presenza di glucosio nel sangue sono alterate e ci consiglia di stare in piedi anziché seduti per fare la prossima telefonata: quanto basta per consumare un pugno di calorie in più.
Questo tipo di soluzioni, che sono già presenti nel marketing di Apple, di Google e di Microsoft, adesso cominciano ad essere alla portata anche delle soluzioni per le Pmi. Che hanno il vantaggio di poter accedere più rapidamente a queste tecnologie tramite il cloud perché non sono vincolate da investimenti di capitale in centri dati obsoleti che però debbano ancora essere ammortizzati.

“Dopotutto – dice Davenport – le conseguenze dei Big data sono notevoli: permettono di avere uno sguardo sul mondo esterno all’organizzazione, creare nuovi prodotti e servizi per i clienti e gestire gli apparecchi prodotti anche a distanza”.
Tramite i Big data si ripetono quei cambiamenti nell’organizzazione mondiale del lavoro a causa di Internet che Thomas Friedman, giornalista del New York Times, aveva descritto dieci anni fa nel suo libro “Il mondo è piatto”. Questa volta non sono il pc, la rete e i software per la produttività a innestare il cambiamento, ma la possibilità di raccogliere una mole inedita di dati e trovare nuove informazioni che innescano possibilità di business per grandi e piccole imprese.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

EU Stories - La coesione innova l'Italia

Tutti
Video & Podcast
Analisi
Social
Iniziative
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia

Articoli correlati