MOBILE PAYMENT

Big Mac nel menù del cellulare

Prime sperimentazioni in Francia, Austria e Australia. E in Italia in forte aumento l’adozione delle contactless card

Pubblicato il 02 Gen 2013

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Sono 15mila i pagamenti con carte contactless conclusi ogni mese nei ristoranti italiani di McDonald’s, dove il roll out dell’m-payment è partito a fine 2010 ed è stato implementato in 430 negozi su 450. “La copertura completa della tecnologia contactless, in collaborazione con Mastercard, sarà conclusa entro l’anno – annuncia Adalberto Santi, Cio di McDonald’s Italia – con la distribuzione dei Pin pad necessari per accettare i pagamenti. Si tratta in totale di 3mila Pin pad installati sul territorio”.

Ad oggi, McDonald’s registra 15mila pagamenti contactless al mese. “Iniziamo già a vedere risultati – dice Santi -. All’inizio le carte compatibili presenti sul mercato erano poche, mentre negli ultimi tempi quelle con tecnologia PayPass di Mastercard o PayWave di Visa sono sempre più diffuse”. Il pagamento avviene avvicinando la carta al lettore abilitato, in grado di registrare la transazione tramite chip in modalità wireless.

Il vantaggio fondamentale è che per i pagamenti sotto ai 25 euro non è necessaria la firma del cliente – precisa Santi -. Il nostro scontrino medio è di 8 euro, quindi la possibilità di accettare pagamenti contactless migliora sensibilmente il servizio, producendo anche notevoli risparmi, in termini di meno contante da gestire”. La virtualizzazione dei pagamenti elimina una voce di costo pesante per i ristoranti, legati alla gestione del cash, che tra le altre cose è molto più soggetto a furti. “Meno contante gira nei nostri store e più siamo tranquilli”, dice Santi.

La resistenza degli italiani nei confronti del pagamento virtuale o con carta di credito è un dato di fatto, ma le cose stanno rapidamente migliorando. “Prima del roll out dei pagamenti contactless, avevamo una percentuale di pagamenti con carta molto bassa, pari al 2% – 3% – racconta il Cio di McDonald’s -. In breve tempo abbiamo raggiunto il 10% dei pagamenti complessivi tramite carta in Italia. Nell’arco di due anni abbiamo triplicato i pagamenti tramite carta tradizionale e contactless”.


È pur vero che l’Italia, insieme alla Germania, è il paese più legato al contante. Diverso l’atteggiamento dei consumatori in Francia, dove nei fast food ben il 50% dei pagamenti avviene tramite carta, con punte fino all’80%. “La mentalità dei francesi è diversa dalla nostra, ma stiamo migliorando – aggiunge Santi -. In particolare nei ristoranti dove ci sono i chioschi”. Sono una quindicina gli store italiani di McDonald’s che hanno al loro interno i chioschi, aree dedicate dove i clienti in modalità self service ordinano il pasto da soli e pagano esclusivamente tramite carta.

I chioschi si trovano negli store più frequentati, fra cui piazza Duomo a Milano, ma anche piazza di Spagna e Anagnina a Roma. “In piazza Duomo si arriva a punte del 20% – 25% di pagamenti – dice Santi – dove la parte chioschi è molto ampia. Dopo l’ordinazione e il pagamento i clienti hanno una corsia preferenziale per ritirare il vassoio già pronto”.
Per quanto riguarda l’integrazione della tecnologia Nfc (Near field communication) e il pagamento wireless via smartphone, McDonald’s è pronta. “Abbiamo fatto simulazioni già tre anni fa – racconta Santi -. Altri test li abbiamo fatti con esito positivo due anni fa, con soluzioni di alcuni istituti bancari. Adesso anche altri player stanno lanciando i loro pacchetti Nfc e sono compatibili con le tecnologie dei nostri ristoranti. Le telco stanno lavorando con i circuiti di carte, Visa e Mastercard e anche Poste sta lanciando i suoi servizi. Presto la diffusione sarà capillare”.

Presa ordini via mobile e pagamento via mobile sono in rampa di lancio. “Abbiamo dei test in corso in Francia, Austria e Australia che saranno conclusi entro fine anno – precisa il Cio -. I nostri colleghi francesi, con 1200 ristoranti sul territorio, 800 dei quali muniti di chioschi, stanno facendo test sul campo con il mobile order e con il pagamento online”.
Concretamente, il cliente può fare l’ordine online via smartphone ancor prima di trovarsi nel ristorante”. Una volta arrivato, passerà lo smartphone di fronte ad un lettore QR Code, in grado di leggere l’ordine, comunicarlo in cucina e successivamente ritirare un buon pasto caldo in un ambiente confortevole.

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