BlackBerry, ritorno alle origini

Il Director business sales Diego Ghidini: “Punteremo su Byod e mercato enterprise”. Sulla nuova piattaforma Bes12 girerà anche Windows Mobile

Pubblicato il 26 Mag 2014

BlackBerry torna alle origini e rifocalizza la sua strategia sul settore enterprise che ne ha decretato la fortuna fin dalla nascita. A spiegarlo è Diego Ghidini, director Business sales di BlackBerry in Italia, che fa anche il punto sulle ultime soluzioni dell’azienda dedicate alle imprese.

Dottor Ghidini, quali sono le motivazioni di questa scelta?

Quando abbiamo lanciato i primi dispositivi abbiamo anche messo sul mercato una killer application che si è poi rivelata fondamentale: la posta elettronica in mobilità. Una piccola rivoluzione implementata oggi con l’introduzione del nostro ultimo sistema operativo, BlackBerry10, puntando sulla produttività in termini di messaggistica non limitata alla posta elettronica aziendale ma estesa agli account privati e a quelli dei social network. In un unico contenitore – il BlackBerry Hub – viene poi riunita tutta la messaggistica in entrata e in uscita, un elenco che può anche essere filtrato gestendo le priorità dei messaggi. L’altra possibilità interessante è l’aspetto multitasking del device: con un semplice gesto, da qualsiasi applicazione è possibile spostarsi nell’Hub per controllare le ultime notifiche.

BlackBerry torna in questo modo alla sua vocazione originaria?

Siamo in parte ancora percepiti solo come produttori di smartphone ma fin dall’inizio BlackBerry aveva alle spalle del dispositivo un’infrastruttura: è così da 15 anni. Quando affermiamo che torneremo alle origini ci riferiamo alla possibilità di sfruttare al meglio, in modi diversi, la nostra infrastruttura globale unica: siamo interconnessi con oltre 650 carrier in più di 170 paesi. Questo consente un livello di sicurezza che in tanti hanno cercato di copiare ma nessuno ha replicato, su rete interconnessa utile a tutte le aziende che hanno bisogno di una sicurezza intrinseca molto alta.

Qual è il valore aggiunto delle vostre soluzioni nel Byod?

Quando abbiamo lanciato i primi smartphone c’erano solo i BlackBerry e funzionavano attraverso la nostra piattaforma di gestione, il Bes, ancora alla base dell’Mdm di moltissime aziende. BlackBerry nasce con un dna aziendale. Negli ultimi anni, invece, il cambiamento ha riguardato l’ingresso in ambito enterprise di dispositivi nati e costruiti per un mercato consumer, come Android o iOs. Quando è arrivato sul mercato il fenomeno del Byod è nata la problematica legata alla gestione di questi dispositivi. Fino allo scorso anno avevamo una piattaforma, il Bes5, che gestiva esclusivamente i BlackBerry. Lo scorso anno, invece, abbiamo lanciato il Bes10, che gestisce anche i terminali iOs e Android e rappresenta la nostra risposta alle esigenze legate al Byod. E i nostri clienti che da anni utilizzano la nostra piattaforma possono ora gestire sulla stessa infrastruttura anche dispositivi di altri brand.

Si parla già del Bes12. Quali sono le caratteristiche principali?

Passeremo a Bes12 entro la fine dell’anno e ci sono due grandi differenze rispetto a Bes10: prima di tutto l’estensione al supporto di Windows mobile, oltre che Android e iOs. La seconda caratteristica è che il Bes12 è un vero e proprio upgrade anche in termini di infrastruttura: il cliente può decidere di utilizzare lo stesso server dove oggi gira il Bes5, installare il Bes12 e utilizzare la stessa macchina per gestire altre piattaforme mobili.

È vero che volete abbandonare il mercato dei dispositivi?

Assolutamente no. BlackBerry è l’unica società in grado di offrire, nel panorama mobile, una sicurezza end to end con standard elevatissimi, garantendo che i dati dei clienti transitino in tutta sicurezza da un punto A a un punto B, dove il punto A può essere uno smartphone. E lo facciamo gestendo in sicurezza sia la parte hardware dello smartphone che il sistema operativo.

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