CONFINDUSTRIA

Bracco: “Contro la crisi la PA deve innovare”

La vicepresidente per la Ricerca e l’Innovazione di Confindustria: “Il rinnovamento deve permeare il settore pubblico”. E sulle imprese dice: “Serve il credito di imposta strutturale per l’innovazione”

Pubblicato il 05 Mar 2013

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“Questa è la crisi peggiore degli ultimi 50 anni e il semestre cui ci apprestiamo sarà più grave e più importante perché potrebbe essere anche la rinascita dalla crisi”. E’ quanto ha sottolineato la vicepresidente di Confindustria per la Ricerca e l’Innovazione Diana Bracco, oggi a Bologna per il taglio del nastro del Cerr. “Lo sviluppo si fa basandosi sull’innovazione, tramite un processo continuo e diffuso volto a penetrare le imprese di tutte le dimensioni, ma questo processo – ha rimarcato Bracco – deve permeare anche tutto il sistema pubblico e dell’amministrazione; questa è la grave domanda che ci poniamo adesso”.

“Le imprese sono costrette a fare innovazione di processo, di organizzazione e prodotto se vogliono rimanere sul mercato che è molto severo e soprattutto sui mercati esteri” ha continuato la vicepresidente, sollecitando dunque il comparto pubblico a fare altrettanto.

“Nel rapporto con l’ultimo Governo abbiamo molto insistito su di un sistema di finanza per l’innovazione efficace e in linea con i principali Paesi competitori, quindi sul credito d’imposta strutturale, – ha ricordato Bracco – e abbiamo chiesto che quello per le commesse da aziende private alla ricerca pubblica fosse maggiorato, perché diamo grandissima importanza alla collaborazione, al ponte tra pubblico e privato”.

Ma conta, secondo Bracco, anche tenere davanti a sé l’orizzonte europeo. “E’ molto importante il gioco in Europa. Siamo un Paese che sul tema dell’innovazione dà più di quanto prende e quindi dobbiamo modificare questo dato. Confindustria sta lavorando anche con il Ministero dell’Università e della Ricerca perché dobbiamo strutturarci, diventare più bravi e andare in Europa dove ci sono molte risorse, come i circa 80 miliardi sul progetto Horizon 2020, e bisogna che si vada a prendere la nostra parte”.

“Diamo atto al ministro Profumo di averci preparato a questa lotta in Europa attraverso il tema del bando Cluster che è stata una sorta di palestra di esercizio per apprendere il nuovo concetto del lavorare in sistema e che all’Italia manca” ha aggiunto – Ora i cluster vanno migliorati”.

Quanto al prossimo futuro, su cui incombe l’incertezza della formazione del nuovo governo, il lavoro delle imprese prosegue. “Abbiamo una riunione con il ministero la prossima settimana proprio su Horizon 2020 – ha ricordato Bracco – e ci aspettiamo che ai provvedimenti citati si diano gli elementi per renderli veramente operativi”. “Le imprese hanno lavorato fino ad adesso e continuano a lavorare, perche’ sanno che l’innovazione e’ necessaria se vogliono avere un futuro – ha concluso – e certamente ci aspettiamo un supporto anche dal Governo, specie per le Universita’ che avranno il problema dei finanziamenti”.

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