La Commissione europea ha imposto all’azienda americana dei chip Broadcom delle misure restrittive provvisarie per scongiurare danni al mercato con la sua condotta che, potenzialmente, viola la legge antitrust dell’Ue.
La decisione era attesa e applica a Broadcom le cosiddette misure ad interim, ovvero limitazioni al business mentre è ancora in corso l’indagine guidata dagli uffici della commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager. Broadcom ha 30 giorni per adeguarsi alle misure restrittive e queste possono durare per un periodo lungo fino a 3 anni.
Le misure restrittive
Lo scorso giugno la Commissione europea ha annunciato l’apertura di un’indagine antitrust sul colosso americano dei chip Broadcom per verificare se l’azienda restringe la concorrenza tramite le clausole di esclusività. Sotto la lente degli uffici della Vestager sono finiti in particolare i mercati dei chipset per Tv e modem. Mentre svolg l’indagine, l’esecutivo Ue ha anche stabilito che può imporre delle misure temporanee.
Oggi queste misure sono state confermate: Broadcom, si legge in una nota della Commissione, dovrà sospendere alcune clausole dei suoi contratti con sei dei suoi maggiori clienti. Questo, afferma l’esecutivo europeo, “eviterà danni gravi e irreparabili alla concorrenza probabilmente causati dalla condotta di Broadcom che, prima facie (a un primo esame), viola le leggi Ue sulla concorrenza”.
Consentendo a Broadcom di proseguire con l’attuale condotta, dice Bruxelles, probabilmente verrebbero influenzate alcune aste che saranno bandite in futuro, anche in relazione con la prossima introduzione dello standard WiFi 6 per modem e decoder Tv. Questo potrebbe impedire agli altri fornitori di chipset di competere a pari merito con Broadcom e potrebbe risultare in un grave e irreparabile danno alla concorrenza nella forma di uscita o marginalizzazione dei competitor di Broadcom, continua la nota di Bruxelles.
Sospetto abuso di posizione dominante
L’indagine Ue ha mostrato che Broadcom è, a un primo esame, dominante su tre diversi mercati: “systems-on-a-chip” per decoder Tv, per modem per la fibra ottica e per modem xDSL. Secondo l’Antitrust europeo, Broadcom sta probabilmente violando le norme Ue sulla concorrenza abusando di tale potere dominante tramite accordi con sei produttori di decoder Tv e modem che impongono a queste aziende termini lesivi della libera concorrenza come obblighi di acquisto in esclusiva o bundling di prodotti.
Nelle misure ad interim la Commissione ordina dunque di cessare unilateralmente di applicare le clausole anticompetitive identificate dall’antitrust Ue e informarne i clienti; non applicare più tali clausole o clausole con effetti simili in altri accordi con i clienti e non adottare comportamenti punitivi verso i clienti stessi.
Big Tech nel mirino
Broadcom ha difeso i suoi comportamenti affermando di seguire le regole del mercato ed è ricorsa in appello. Nei giorni scorsi il Financial Times aveva anticipato l’intenzione dell’Ue di confermare le misure ad interim sottolineando che è la prima volta in venti anni che la Commissione europea decide di ricorrrere a questo strumento.
Per questo alcuni analisti hanno letto l’imposizione delle restrizioni provvisorie su Broadcom come il primo passo verso un inasprimento delle politiche di Bruxelles a tutela della concorrenza: la commissaria europea Vestager, che dal primo novembre sarà vice-presidente esecutivo col doppio ruolo di capo dell’antitrust e delle politiche sul digitale, potrebbe procedere con un nuovo giro di vite contro le Big tech e imporre misure temporanee anche ad aziende come Google e Amazon ancora al centro di alcuni dossier.