British Telecom promette di migliorare la velocità e la qualità della rete broadband nazionale, in una tempestiva replica agli assalti delle aziende rivali che hanno firmato una lettera aperta, pubblicata sul Financial Times, chiedendo una “radicale riforma del mercato della banda larga” che favorisca la concorrenza e gli investimenti.
A firmare l’appello sono stati Jeremy Darroch, Ceo di Sky, Dido Harding, Ceo di TalkTalk, Jeroen Hoencamp, Ceo di Vodafone Uk, Simon Walker, direttore generale dell’Institute of Directors, Malcolm Corbett, Ceo della Independent Networks Cooperative Association, Chris Bryce, Ceo dell’Association of Independent Professionals and the Self Employed, e Chris Pateman, Ceo della Federation of Communication Services.
La lettera denuncia la scarsa qualità dei servizi di banda larga in Uk e chiede a Ofcom e all’Antitrust britannico (la Cma) di aprire un’inchiesta sul ruolo di BT sul mercato. “La proprietà di British Telecom della rete di telecomunicazione nazionale ha portato a un’esperienza al di sotto degli standard accettabili per milioni di clienti”; una “radicale riforma” del mercato è urgente perché i “problemi fondamentali” del mercato attuale non si potranno risolvere emendando l’attuale quadro normativo, si legge. “E’ cruciale che Ofcom si muova il più rapidamente possibile per chiedere alla Competion and markets authority (Cma), con i suoi ampi poteri, di intraprendere un’indagine completa del mercato. Solo la Cma, col sostegno di Ofcom, può affrontare e risolvere le barriere strutturali alla concorrenza e far partire una nuova fase di investimenti”.
Il messaggio è chiaro: la divisione Openreach di BT deve essere separata dal resto del gruppo. Le telco rivali lo chiedono da tempo perché, sostengono, questo darà loro miglior accesso alla rete broadband nazionale di cui hanno bisogno per vendere servizi Internet ai loro clienti.
La lettera afferma che ci sono gravi problemi insiti nella proprietà della rete nazionale di telecomunicazioni da parte di BT Openreach, incluso “un conflitto di interessi nel ruolo di BT, scarsa qualità nel servizio clienti e difficoltà nell’implementare e far rispettare l’esistente regime regolatorio”. Il risultato è “una riduzione delle opportunità per i provider alternativi di competere efficacemente”.
“Ogni famiglia e ogni impresa in Gran Bretagna merita accesso alla banda larga veloce e affidabile. Questo è essenziale se la Gran Bretagna vuole realizzare il suo potenziale di diventare la maggiore economia digitale del mondo”, scrivono i Ceo. “Purtroppo il mercato della banda larga oggi è al di sotto delle aspettative di tutti i suoi utenti, consumatori e imprese. E’ ora di pensare a una riforma radicale. Ofcom sta già conducendo la più completa revisione del mercato delle comunicazioni da dieci anni a questa parte”, continua la lettera, “e ha riconosciuto che esistono seri problemi con la proprietà da parte di BT Openreach della rete telecom nazionale”. “C’è bisogno urgente di maggior concorrenza cosicché i fornitori alternativi siano stimolati a investire e innovare per affrontare le nuove sfide, come investire per portare la banda larga nelle aree remote, migliorare la qualità e affidabilità del servizio, fornire prodotti in fibra adatti alle Pmi e nuovi servizi di banda ultra-larga”.
La lettera, commenta il Financial Times, segna una “escalation” nella battaglia tra BT e le sue rivali, che accusano l’ex incumbent di fornire un servizio di bassa qualità e di investire troppo poco nella rete. Come noto, BT, leader del mercato britannico della banda larga (e che ha da poco anche acquisito l’operatore mobile EE), possiede le reti nazionali in rame e in fibra tramite la divisione Openreach che serve tanto i clienti BT quanti i clienti dei fornitori rivali. Questa struttura, sostengono i concorrenti, permette a