L'ASSEMBLEA

Call center alla svolta 4.0. Assocontact: “Chance da cogliere, ma occhio all’occupazione”

In occasione dell’Assemblea Annuale dell’associazione riflettori puntati sull’applicazione dell’intelligenza artificiale nei servizi di customer care. Paolo Sarzana rieletto alla presidenza: “In campo per trovare soluzioni alle crisi ma anche per vincere la sfida del cambiamento”

Pubblicato il 20 Apr 2018

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Un settore spesso condito da notizie di cronaca negativa, dallo stato dell’occupazione dei suoi dipendenti, fino al problema delle telefonate moleste ma che rappresenta una macchina di circa 80mila dipendenti per lo più giovani e del Sud Italia che per i suoi grandi numeri si sta sempre più trasformando in una industria.

E’ quello dei call center sui cui ha acceso i riflettori Assocontact. In occasione dell’Assemblea Annuale di Assocontact, che si è tenuta a Roma il 18 aprile, l’associazione di categoria che riunisce più di 60 imprese di call center in outsourcing ha discusso dei problemi che affliggono il settore e delle possibili soluzioni che partono dalla politica e dall’impegno degli imprenditori che sono i primi a chiedere il rispetto di regole certe e lavoro di qualità.

L’evento, moderato da Federica Meta, giornalista di CorCom, si è svolto presso la cornice di Terrazza Civita, a pochi passi dal Parlamento, e ha visto riunirsi i delegati delle imprese che fanno parte di Assocontact e ha riconfermato la sua governance, rieleggendo Paolo Sarzana presidente dell’associazione: “Nel mio nuovo mandato continuerò a sostenere con il massimo impegno il ruolo di rappresentanza di Assocontact presso tutti gli interlocutori, in una fase sempre delicata per il settore, attraverso un costruttivo confronto con le Istituzioni e le associazioni sindacali maggiormente rappresentative, consapevole delle enormi difficoltà di questo mercato e delle tematiche cui trovare una soluzione”.

Tra le questioni sul tavolo: le novità che interesseranno il settore dall’entrata in vigore del nuovo regolamento europeo sulla privacy, il Gdpr, dal prossimo 25 maggio: un’opportunità per la difesa dei dati sensibili dei consumatori; la stabilizzazione del settore e il problema delle telefonate moleste.

Ospiti dei panel, esponenti delle istituzioni e dei media, dell’autorità garante della protezione dei dati e delle imprese di contact center. Secondo Riccardo Acciai, rappresentante dell’Autorità garante della protezione dei dati, la privacy è un valore ed è necessario uno sforzo culturale maggiore.

Tra le istituzioni presenti durante la giornata di lavori, Ubaldo Pagano, deputato del Partito Democratico, ha sottolineato l’importanza della qualità dei serviz icitando l’esempio francese della certificazione Label per le gare indette dalle società che operano nei mercati regolamentati o titolari di concessioni pubbliche; mentre per l’onorevole Claudio Mancini (Pd): “in questa legislatura la preoccupazione maggiore è la regolamentazione normativa complessiva. Con l’onorevole Stefania Pezzopane intendiamo ripresentare a Montecitorio il Ddl di riordino del settore call center già presentato in Senato nella scorsa legislatura”.

Il telemarketing molesto è l’argomento caldo della giornata e Moreno Morello (Striscia la notizia), ha puntato il dito sulle imprese che inquinano il settore chiedendo trasparenza ma allo stesso tempo ha sottolineato l’impegno di Assocontact per contrastare le telefonate moleste attraverso il codice etico che regolamenta le attività delle aziende aderenti approvato due anni fa.

Infine, il tema della robotica, visto come opportunità per il settore e non una minaccia: “l’intelligenza artificiale è un’occasione. Il dipendente di call center può diventare un consulente professionista” ha ricordato alla platea dei delegati Luca Scarabosio, vice presidente di Assocontact.

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