LA SURVEY

Cambiamento climatico, il 46% dei consumatori si “affida” alle tecnologie

Secondo i risultati di un nuovo report del ConsumerLab Ericsson l’innovazione è fondamentale per affrontare le sfide ambientali future. E il 36% del campione vorrebbe poter disporre direttamente sullo smartphone di una guida ai comportamenti responsabili

Pubblicato il 28 Mag 2020

sostenibilità

La tecnologia può contribuire in modo essenziale a vincere le sfide della sostenibilità e avere un impatto positivo sulla protezione dell’ambiente e del clima: è l’opinione espressa dai consumatori globali intervistati dal ConsumerLab di Ericsson per il nuovo report “Consumatori, sostenibilità e Ict”.

In particolare, il report rivela che il 46% degli intervistati identifica l’innovazione tecnologica come fondamentale per affrontare le sfide ambientali future e il 36% vorrebbe che i propri dispositivi offrissero una guida per vivere in modo più rispettoso dell’ambiente.

Negli ultimi due decenni i consumatori che nutrono preoccupazioni in merito all’inquinamento di aria e acqua sono aumentati, da uno su cinque a quasi uno su due. L’interesse verso i cambiamenti climatici e il riscaldamento globale è cresciuto, passando dal 13% degli intervistati al 50%.

Basato su uno studio quantitativo che ha coinvolto 12.000 utenti Internet di tutto il mondo, il report svela l’attuale mentalità dei consumatori sulla conduzione di uno stile di vita sostenibile a livello ambientale. I paesi coinvolti nello studio includono Stati Uniti, Brasile, Regno Unito, Germania, Spagna, Russia, Sudafrica, Arabia Saudita, India, Malesia, Cina e Australia. Il campione analizzato è  composto da 1.000 intervistati per ciascun paese.

Il ruolo degli operatori nell’azione sul clima

Rispetto alla totalità degli intervistati, i consumatori che attribuiscono alla tecnologia un ruolo cruciale per risolvere le sfide ambientali future esprimono quasi il doppio dell’interesse per le soluzioni Ict in grado di aiutarli ad adottare uno stile di vita più rispettoso dell’ambiente.

“Gli strumenti e i servizi Ict possono svolgere un ruolo importante, supportando i consumatori nel loro impegno quotidiano per ridurre l’impatto ambientale personale”, afferma Zeynep Ahmet Vidal, Senior Researcher di Ericsson Consumer & IndustryLab e autore del rapporto.

“Secondo il nostro studio ‘Consumatori, sostenibilità e Ict’, i consumatori percepiscono l’Ict come utile nella loro vita quotidiana, sia per ragioni ambientali, di salute, economiche o legate alla convenienza”, continua Vidal. “Ma l’Ict possiede anche il potenziale per abilitare l’innovazione nella climate action; in questo ambito gli operatori hanno un’opportunità e una posizione uniche per fornire nuove soluzioni per aiutare i consumatori a compiere scelte più sostenibili nella loro vita quotidiana”.

Il report svela che l’84% degli intervistati sottostima il reale impatto ambientale delle proprie abitudini alimentari, mentre due terzi di loro sopravvaluta l’impatto dell’utilizzo dello smartphone.

Sul clima la responsabilità è collettiva

Il report include le opinioni dei consumatori su chi abbia la responsabilità maggiore nel mitigare l’impatto ambientale. A livello globale, 8 consumatori su 10 considerano i governi responsabili della protezione ambientale, mentre circa il 70% degli intervistati ritiene che anche i cittadini abbiano la loro responsabilità. I consumatori vedono anche la necessità di un’azione collettiva: 5 intervistati su 10 si aspettano che aziende e brand si assumano la loro parte di responsabilità.

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