Campanini (AtKearney): “L’Europa può tornare protagonista”

Ci sono nicchie di eccellenza. Ma sarà fondamentale affrontare la sfida in ottica comunitaria, e non Stato per Stato. E poi bisogna spingere gli investimenti nella formazione o saremo costretti a importare ingegneri

Pubblicato il 04 Mar 2014

claudio-campanini-130228161524

L’Europa nell’hi-tech ha già perso il mercato del business tu consumer, ma ha ancora carte importanti da giocare sul BtoB, dove mantiene nicchie di eccellenza e può tornare protagonista. A questo tema AtKearney dedica uno studio da cui emerge che la rilevanza dell’Europa in questo settore è a rischio. “Nel 2015 la quota europea sulla domanda globale di hi tech sarà del 24% del totale mondiale, un punto sotto al 2012 – afferma Claudio Campanini, partner della Practice communications, media and technology di AtKearney – Stiamo perdendo incidenza per investimenti, per localizzazione delle imprese e per domanda”.

Dottor Campanini, anche le aziende più forti stanno ristrutturando o rimodulandosi. Come si spiega?

La quota del mercato consumer europea si è ridotta molto. Invece il business to business è fatto di molti settori di nicchia, e di un mercato che si consolida. Il problema della crisi degli europei è legato alla contrazione degli investimenti in nuove tecnologie, e alla diminuzione dei volumi del mercato: se c’è eccesso di capacità questo porta inevitabilmente a piani di ristrutturazione. Oggi le aziende emergenti sono nel Far East, dove si sfruttano meglio le curve tecnologiche. Dal nostro studio emerge che soprattutto nei settori più dinamici le aziende europee tendono a prendere traiettorie conservative. Questo le mette al riparo dai rischi ma impedisce loro di cogliere alcune opportunità, con implicazioni sull’occupazione e sulla capacità di mantenere tutto un indotto di forza lavoro e di investimenti.

Cosa può essere affrontato a livello di singolo Stato e cosa a livello Ue?

I singoli Stati hanno un ruolo cruciale nell’applicazione di quanto viene definito a livello europeo. E’ importante che l’Ue faccia fronte comune. Sarà fondamentale favorire l’investimento nell’Ict dove le aziende europee possono giocare un ruolo, e per questo serve un piano a livello europeo, un libro bianco in cui l’Ue stabilisca dove vuole investire in termini di aree di applicazione e di creazione di bacini di eccellenza. Poi è necessario trovare il modo di favorire l’investimento pubblico e privato proprio su questi bacini, per far crescere i segmenti nei quali si decide di andare a investire. Certo, esistono ancora differenze di standard e di regolamentazione, ma affrontare il tema in ottica comunitaria è fondamentale per evitare il declino.

Quali sono i mercati a cui si dovrebbe guardare con più attenzione?

L’hit tech è trasversale a moti altri settori: prendiamo l’automotive: per il futuro il valore di un’auto sarà determinato per più del 60% dall’elettronica. E’ chiaro che ci sono segmenti e mercati di sbocco, i cosiddetti mercati verticali, che richiederanno applicazioni, tecnologie, hardware, sistemi che sono sempre più rilevanti. Non si tratta solo di Pc e tablet, ma di una serie di applicazioni verticali per le quali in Europa, essendo forti sul business to business, possiamo giocare un ruolo ancora importante.

Quanto conta la formazione?

Associerei la formazione con gli investimenti in ricerca e sviluppo. L’Europa ha un deficit di investimenti in innovazione sul Pil di un punto percentuale rispetto agli Usa e di un punto e mezzo rispetto al Giappone, quindi le politiche di investimento vanno rivisitate per dare impulso a Ricerca e sviluppo. Oggi in Ue gli studenti che si iscrivono a facoltà tecnologiche sono il 17% del totale dei nuovi iscritti, rispetto al 30-35 in Asia. Questo è un altro deficit europeo: nel momento in cui la domanda si dovesse sviluppare noi dovremo importare ingegneri.

Ha riaperto al Mise il tavolo sulla Microelettronica. Quali sono le cose da fare per sostenere il settore?

Tutto quello che abbiamo detto finora può essere rapportato in scala su ogni paese. Sarà importante bilanciare alcune leve di breve termine, che risolvono le crisi aziendali, andando ad affrontare in prospettiva gli aspetti più strutturali. E infine è fondamentale che le aziende che hanno la scala per competere siano meno risk adverse e mirino a ingrandirsi e allargare i propri confini. Fatte salve alcune nicchie, ci sono molti segmenti in cui se si vuole competere la “quest for scale” è determinante.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

EU Stories - La coesione innova l'Italia

Tutti
Video & Podcast
Analisi
Social
Iniziative
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia

Articoli correlati