Canepa (Amdocs): “Guideremo le telco italiane nella svolta digitale”

Il customer business executive della società Usa: “Avvieremo una campagna di assunzioni. Mercato in fermento per la fusione Wind-Tre e l’ingresso di Iliad. Gli operatori dovranno essere più reattivi anche grazie a una nuova business intelligence e all’utilizzo dei big data”

Pubblicato il 12 Dic 2016

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“Abbiamo deciso di puntare sull’Italia, nelle prossime settimane partiremo con una campagna di assunzioni. Il mercato locale delle Tlc è in fermento, e il prossimo sarà un anno decisivo per questo settore. Con l’ingresso di nuovi operatori e la fusione tra Wind e Tre gli operatori dovranno essere sempre più veloci e reattivi, e per riuscirci dovranno accelerare in modo deciso sulla digital transformation. Il ruolo che come Amdocs ci proponiamo di svolgere è di stimolare e accompagnare questo loro percorso di modernizzazione”.

Così Stefano Canepa, customer business executive di Amdocs, presenta il piano della società per il nuovo anno. Nata in Israele 35 anni fa, 25mila dipendenti nel mondo di cui poco meno di 100 in italia, headquarter in Usa e focus sui mercati degli Stati Uniti, India e Israele, Amdocs è specializzata nel mercato B2b nei settori Telco e Media, con un portafoglio completo di soluzioni software, dall’implementazione di singole soluzioni alla System integration, fino alla gestione di servizi e ai managed services.

Canepa, come si struttura la vostra presenza in Italia?

Siamo in Italia dalla fine degli anni ’90, e abbiamo in corso diversi progetti con tutti gli operatori tlc. Oggi però si registra una spinta nuova in questo settore, con una particolare attenzione alla customer experience, dai software nell’ambito del Crm, alla fatturazione, al catalogo servizi, fino alla business intelligence e ai big data, senza dimenticare i sistemi di gestione, l’inventory di rete e la network function virtualization. Tutte soluzioni che aiutano l’operatore a “cambiare faccia” verso gli utenti offrendo esperienze di utilizzo più semplici e in definitiva migliori.

Che risposte avete dalle telco? C’è disponibilità a investire?

Le telco sono sempre più consapevoli della necessità di cambiare. Sanno che se non cambiano approccio e non si trasformano con nuovi processi di business e una nuova attenzione agli utenti finali sono destinati a rimanere indietro, e potrebbero essere insidiati sempre più da vicino da nuovi player o concorrenti più veloci a salire sul carro della digital transformation. Di certo il tipo di trasformazione è molto complesso e richiede anche investimenti pluriennali importanti: si tratterà di investire risorse non solo economiche ma anche umane. Per questo riteniamo che sia strategico per noi rafforzarci su questo mercato e offrire soluzioni sempre più organiche e integrate. Ci muoviamo proponendo ai nostri clienti un sistema modulare di software, con la possibilità di integrare le nuove soluzioni scelte dal cliente con quelle che ha già e che decide di mantenere.

Tra i temi “caldi” ci sono la business inteligence e i big data. Cosa c’è da fare?

Le telco oggi dispongono di una grande quantità di dati, che però non utilizzano nel modo migliore: li tengono “separati”, ma dovrebbero cercare di rafforzare i propri modelli predittivi, arrivando alla customer value management “automatica” grazie ai dati. Nel marketing oggi non c’è una conoscenza precisa del cliente, si fa attività di marketing a pioggia. Se però si utilizzassero sistemi più “smart” si acquisterebbe competitività, arrivando a mettere a punto offerte “tailor made” sulle esigenze dei singoli, prendendo in considerazione il suo tipo di utilizzo, il piano tariffario, e le interazioni con il customer care e le abitudini di acquisto.

Per arrivare a questi obiettivi le telco italiane scontano un gap anche in competenze digitali?

Le nuove tecnologie fanno emergere l’importanza di nuove figure professionali. Proprio per questo si sente parlare sempre con più insistenza della necessità di data scientist all’interno delle aziende, professionalità che spesso non esistono e devono essere formate da zero. In generale sono sempre più richieste capability analitiche, a scapito di quelle puramente operative. E’ anche vero però che il processo di trasformazione non è immediato, né rapidissimo: una grande azienda per cambiare i propri modelli di business ha bisogno di tempo, e quello stesso tempo può essere usato per formare il personale alle nuove esigenze. In questo quadro Amdocs non si occupa soltanto della parte tecnologica, ma anche la business readyness: guidiamo l’operatore con un training specifico verso l’evoluzione dell’organizzazione, anche attraverso la formazione.

E l’utente quali vantaggi avrà dalla trasformazione digitale delle telco?

Parlavamo prima delle offerte mirate sulle esigenze di ognuno. Ma non è tutto. Ad oggi uno dei problemi dell’utente è che ottiene risposte diverse a seconda del canale che utilizza per contattare l’azienda. Trai vantaggi principali della nuova era ci sarà l’omnicanalità, dove i mezzi di comunicazione sono diversi ma le informazioni sono armonizzate, e si potrà passare liberamente da un canale all’altro, anche nei processi d’acquisto, rigorosamente in real time.

Quanto conta la cybersecurity per l’affidabilità delle vostre soluzioni?

In questo settore l’attenzione delle aziende è sempre più elevata, si vede anche dal fatto che nelle riorganizzazioni la sicurezza viene sempre più spostata a diretto rapporto del management. Noi come system integrator scegliamo sul mercato i tool più aggiornati e più adatti alle esigenze dei nostri clienti, anche se per il futuro stiamo prendendo in considerazione l’idea di entrare in questo mercato con soluzioni proprietarie

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