L'AUDIZIONE

Cardani: “Scorporo rete Tim volontario, non ci sono presupposti per obbligo”

Il presidente Agcom in audizione alla Camera: “Si tratta di una separazione sostanzialmente societaria e non di una separazione completa della rete che sarebbe invece il primo passo verso una società nazionale della rete”. E sulla cornice definita dal nuovo Codice delle Comunicazioni elettroniche: “Salvaguardare il ruolo delle Authority e dare certezza delle risorse”

Pubblicato il 24 Lug 2018

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Al momento la separazione della rete prospettata da Tim è “del tutto volontaria” e “non ci sono a mio parere i presupposti per una separazione obbligatoria che Agcom avrebbe il potere di imporre”. Lo ha affermato il presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, Angelo Cardani in un’audizione alla commissione Trasporti della Camera. Si tratta di una separazione sostanzialmente societaria, che non porta a una separazione completa della rete che “sarebbe invece il presupposto per una società nazionale della rete”, spiega Cardani. Sulla possibilità dell’acquisizione di Open Fiber, il presidente dell’autorità osserva di aver “detto che è un progetto serio e ragionevole e chiesto di andare nel dettaglio”. “Tim sta preparando il progetto del dettaglio – ha aggiunto – che valuteremo insieme all’analisi del mercato”.

Il modello di rete fissa di telecomunicazioni unica, afferma Cardani, è “molto complesso, influenzato pesantemente dall’ideologia ma anche da una teoria economica alquanto vecchiotta, ma tutt’ora in piedi, che sostiene che ciò che fa da servizio generale può benissimo avere un unico proprietario purché i servizi che si svolgono siano competitivi”.

Nel mese di giugno, ha ricordato Cardani, “il Parlamento europeo e il Consiglio hanno raggiunto un importante accordo volto a modificare il quadro regolamentare europeo delle comunicazioni elettroniche“. Il Codice proposto dalla Commissione, “oltre a promuovere lo sviluppo delle reti 5G e ad incrementare il livello di tutela dei consumatori, avrà come obiettivo primario quello di promuovere lo sviluppo e la diffusione delle reti fisse ad alta velocità. Al riguardo, il nuovo framework regolamentare promuove i co-investimenti e la condivisione del rischio nei progetti di sviluppo delle reti di nuova generazione, nella direzione di favorire sia la concorrenza infrastrutturale, sia il modello wholesale only, visti quali strumenti per conseguire la più ampia infrastrutturazione e il maggior grado di concorrenza”.

Il lavoro di affinamento tecnico del testo, ha sottolineato Cardani, “è ancora in corso: nei prossimi mesi che porteranno alla pubblicazione del Codice nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea assicureremo un presidio costante in tutte le sedi, al fine di non far mancare il nostro contributo tecnico. Contributo che non faremo mancare anche nei successivi anni in cui il testo dovrà essere trasposto nel nostro ordinamento (indicativamente entro il 2020)”.

In questo quadro, Cardani si è appellato ai deputati della commissione Trasporti per salvaguardare e rafforzare “l’indipendenza delle Autorità nazionali di regolamentazione, la garanzia delle loro competenze e la certezza delle risorse a loro disposizione“, nell’ambito del nuovo quadro comunitario di regole in materia di comunicazioni elettroniche. Cardani ha sottolineato, in particolare sul tema delle risorse, che “molte delle previsioni legislative che hanno attribuito nuove competenze all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, non contemplano formule di finanziamento dei relativi costi”.

“Tali previsioni – secondo il presidente dell’authority – oltre a minare la certezza delle risorse a disposizione dell’Autorità, rischiano di generare nuovi contenziosi volti ad ostacolare strumentalmente l’esercizio delle nuove competenze”.

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