Cardani: “Uno Stato digitale potrebbe cambiare l’Italia”

Il presidente Agcom: “Il Paese sconta una pericolosa arretratezza sulla banda larga. Il pubblico potrebbe intervenire laddove i privati non si sentano di investire”. Approvata la delibera per l’accesso alla rete Telecom da parte degli Olo: “Provvedimento che ci avvicina all’Europa”

Pubblicato il 29 Lug 2015

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“Noi diamo un’idea agli operatori di quelli che saranno i prezzi, compresa la parte relativa alla fibra. Abbiamo un grosso problema di arretratezza generale del digitale italiano che si esprime su tante debolezze”. Lo dice in un’intervista a La Repubblica il presidente dell’Agcom, Angelo Marcello Cardani, aggiungendo che “l’accesso alla rete è un fattore irrinunciabile. Ma quando si scende nel dettaglio, spesso si incespica in disservizi inevitabili. La rete in rame è diffusa oltre che relativamente vecchia. Ovvio che ci siano rotture e malfunzionamenti. Il nostro problema è che siamo gli unici ad avere una sola rete generale. In altri Paesi è stata cambiata la rete in fibra e il cavo tv costituisce una buona alternativa”.

Quello della banda larga, spiega Cardani, “è un tema complesso. Quello che serve sono i servizi che viaggiano sulla fibra. Se ci fosse una domanda forte gli operatori fornirebbero i loro servizi molto volentieri a prezzi piu’ alti nella misura in cui sono più efficienti. Ma l’Italia si trova in condizione di svantaggio per la mancanza di una sana pressione concorrenziale”. Sulla fibra, sottolinea il presidente dell‘Agcom, “c’è la possibilità di trasportare in maniera efficiente l’intrattenimento. Ma non solo: è lo Stato che ne potrebbe beneficiare maggiormente. Penso alla telemedicina, all’anagrafe elettronica direttamente a casa. Questo per dire che lo Stato potrebbe intervenire se i privati non dovessero sentirsi di investire nell’innovazione somme importanti. Penso a uno ‘Stato digitale’ che potrebbe cambiare l’Italia”.

Ieri il Consiglio Agcom ha approvato lo schema di delibera di analisi dei mercati dell’accesso all’ingrosso alle rete fissa di Telecom Italia, valido per il periodo 2014-2017, definendo regole e e prezzi per l’accesso alla rete di Telecom Italia in rame e fibra da parte degli operatori concorrenti, uniformi su tutto il territorio nazionale, “dando così certezza al mercato e creando le condizioni per nuovi investimenti nelle reti Nga”, spiega una nota.

Le principali regole riguardano: l’accesso disaggregato alle linee in rame da centrale locale (unbundling) o dal cabinet stradale (sub-loop unbundling), in continuità con l’attuale quadro regolamentare; la fornitura disaggregata dei servizi di manutenzione e attivazione delle linee in unbundling e sub-loop unbundling; nuove misure sulla non discriminazione tese a ridurre le differenze nella fornitura e nella qualità dei servizi di accesso tra le divisioni interne di Telecom e gli operatori concorrenti; semplificazione amministrativa tramite l’armonizzazione del sistema degli Sla e delle penali tra i vari servizi di accesso, la maggiore efficienza nei procedimenti di approvazione delle offerte di riferimento di Telecom; penali più stringenti, in capo a Telecom Italia, in caso di ritardo nella fornitura dei servizi di accesso e nella riparazione dei guasti, chiare regole per l’uso del vectoring, in modalità Mov (Multi-Operator Vectoring), nel caso di accesso al cabinet; nuove misure per incentivare l’apertura, in unbunbdling, di centrali di minori dimensioni; chiare regole nel caso di switch-off, da parte di Telecom, delle centrali aperte all’unbundling, con agevolazioni per il passaggio alla fibra da parte degli operatori già co-locati.

Riguardo agli obblighi di fornitura dei servizi di manutenzione e quella realtiva alle misure no discriminatorie sull’accesso agli Oli, Telecom dovrà formulare, entro 60 giorni dalla pubblicazione della delibera finale, una proposta di implementazione che sarà sottoposta all’Autorità, che la approverà nell’ambito di un apposito procedimento.

Il testo adottato dall’Autorità sarà notificato alla Commissione Europea, che avrà 30 giorni per valutare la proposta: l’approvazione definitiva è prevista entro l’autunno. “Con questo provvedimento, Agcom mira a dare impulso ulteriore al circolo virtuoso di concorrenza e investimenti che ha caratterizzato il mercato dal 2013 e ha permesso all’Italia di raddoppiare la copertura delle reti Nga in due anni (oggi al 35% circa) – spiega Agcom – In questo modo, l’Italia potrà allinearsi agli altri paesi europei e raggiungere l’obiettivo dei 30 Mbit/s al 100% della popolazione nel 2020, previsto dall’Agenda Digitale Europea”.

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