“Rispettiamo la decisione dell’Irlanda di fare appello, sebbene sia una decisione strana. Voglio dire che 13 miliardi di euro, in un Paese che è stato danneggiato dalla crisi, potrebbero servire per programmi sociali ed economici”. Il commissario europeo agli Affari economici e finanziari, Pierre Moscovici, commenta così la decisione dell’esecutivo irlandese di ricorrere contro il verdetto Ue sul caso fiscale di Apple.
Intervenendo a margine della riunione dell’Eurogruppo a Bratislava, Moscovici alza leggermente i toni dello scontro fra Dublino e Bruxelles: “Difenderemo il nostro punto di vista davanti alla Corte e lo faremo in modo fermo, perché sappiamo di avere ragione. Non è una decisione arbitraria, non abbiamo creato un problema dal nulla: un problema c’è, basta guardare ai fatti, ai dati e alle regole”.
I cittadini, aggiunge il commissario, “si aspettano che le multinazionali paghino le tasse come tutti. Non è che solo perché hanno schiere di consulenti legali che possono approfittarsi: solo per ricordare una cosa, Apple ha pagato l’1% di tasse nel 2003 e lo 0,005% nel 2014”. Chi paga così poco? “Nessuno – sottolinea -. Non è una decisione contro gli Usa, siamo un’economia aperta ma servono regole comuni e deve arrivare il messaggio: basta con l’evasione fiscale e con la pianificazione fiscale aggressiva”.