USER EXPERIENCE

ChatGpt, parte dagli smartphone la rivoluzione Microsoft

Nuove applicazioni mobile Bing ed Edge, per migliorare l’esperienza di ricerca. Fra le funzionalità più innovative il search vocale. Versione “potenziata” di Skype grazie all’intelligenza artificiale

Pubblicato il 23 Feb 2023

robot, intelligenza, smart city

Microsoft rilancia sull’Intelligenza artificiale riscrivendo le app per smartphone Bing e Edge. Redmond ha infatti rilasciato oggi l’anteprima delle nuove declinazioni mobile del motore di ricerca e del browser, aggiungendo funzionalità che fanno leva per l’appunto sulle tecnologie sviluppate insieme a OpenAi, la società che ha dato vita a ChatGpt.

Mettere il nuovo motore di ricerca con intelligenza artificiale nelle mani degli utenti di smartphone significa per Microsoft provare a costruire un vantaggio strategico rispetto a Google, che domina il settore della ricerca su Internet, ma non ha ancora rilasciato al pubblico un chatbot di questo tipo. Nelle due settimane trascorse da quando Microsoft ha presentato il suo rinnovato Bing, più di un milione di utenti in tutto il mondo ha sperimentato un’anteprima pubblica del nuovo prodotto dopo essersi iscritti a una lista d’attesa per provarlo. Microsoft ha dichiarato che la maggior parte di questi utenti ha risposto positivamente, ma altri hanno riscontrato comportamenti in qualche caso definiti inaspettati o addirittura bizzarri.

Le nuove funzionalità di Bing

Disponibile su iOS e Android, l’app mobile di Bing offre un nuovo look e una nuova esperienza di ricerca. Toccando l’icona di Bing in basso, si aprirà una sessione di chat in cui si potrà interagire con le stesse modalità accessibili finora da desktop. Inoltre, con l’introduzione della nuova app mobile di Bing, Microsoft aggiunge l’accesso vocale, una delle funzioni più richieste dagli utenti in fase di anteprima. Disponibile da mobile e desktop, la ricerca vocale offre una maggiore versatilità nel cercare e ricevere risposte da Bing. Per coloro che hanno accesso all’anteprima, la nuova esperienza di Bing sarà disponibile a partire dalla homepage dell’app mobile Microsoft Edge.

L’aggiornamento e il perfezionamento di questa funzionalità consentiranno a Microsoft di implementarla in futuro anche su altre piattaforme di comunicazione, come Teams. “Microsoft”, si legge in una nota, “fino ad ora ha dato accesso all’anteprima di Bing ed Edge con l’Ai a più di un milione di persone in 169 Paesi e grazie all’utilizzo attivo delle nuove funzionalità di Search, Answers, Chat e Creation, ha riscontrato il 71% di feedback positivi sulle nuove funzionalità di ricerca e di risposta. Proprio grazie ai feedback degli utenti la soluzione è in continuo aggiornamento e miglioramento”.

Verso la nuova frontiera della collaboration: l’Ai applicata a Skype

Sempre nell’intento di estendere la funzionalità dell’Ai anche alla sfera della collaborazione, Microsoft ha introdotto Bing per Skype potenziato dall’Intelligenza Artificiale. Utilizzato da più di 36 milioni di persone ogni giorno per connettersi, chiamare e chattare con utenti da tutto il mondo, Skype ora consente la creazione di nuovi scenari e funzionalità utili e divertenti, ma per il momento orientati al tempo libero.

Microsoft descrive la funzionalità come “un copilota per i vostri amici e familiari mentre siete in contatto e organizzate la vostra prossima riunione. Basta aggiungere Bing al gruppo, come si farebbe con un qualsiasi contatto Skype, e ora è possibile chiedere a Bing di rispondere a domande e fornire informazioni per l’intero gruppo. Ad esempio, se la vostra famiglia sta chattando sulla prossima riunione, potete semplicemente chiedere a Bing suggerimenti sulle destinazioni di viaggio, sulle previsioni del tempo e sugli eventi interessanti che si svolgeranno nel periodo del viaggio, e tutti i partecipanti alla chat avranno accesso ai risultati. Quando ci si incontra con gli amici, si può chiedere a Bing di recuperare semplicemente le informazioni dal web, ad esempio le ultime notizie o le premiazioni di ieri sera, da aggiungere alla conversazione”.

È possibile scegliere come visualizzare le risposte: punti elenco, testo o una risposta semplificata. Bing è in grado di soddisfare le vostre preferenze. Grazie alla conoscenza di oltre 100 lingue e alla capacità di tradurle, Bing può offrire un valore unico a questo strumento di comunicazione globale.

Anche Amazon punta sull’Ai: la partnership con Hugging Face

Nel frattempo anche Amazon ha deciso di scendere sullo stesso campo su cui si stanno già confrontando Microsoft e Google. La divisione cloud del colosso fondato da Jeff Bezos, Aws, ha infatti siglato una partnership strategica a lungo termine con Hugging Face, una società che sta sviluppando un chatbot dalle caratteristiche simili a quelle di ChatGpt, con l’obiettivo di accelerare la disponibilità di modelli di apprendimento automatico di nuova generazione rendendoli più accessibili alla comunità di sviluppatori, aiutandoli a ottenere le massime prestazioni a costi inferiori.
I nuovi modelli di apprendimento automatico Transformer e Diffuser, che elaborano e generano testo, audio e immagini, hanno registrato progressi significativi. Tuttavia, la maggior parte di questi modelli di intelligenza artificiale generativa non sono disponibili pubblicamente, aumentando il divario di capacità di apprendimento automatico tra le più grandi aziende tecnologiche e tutti gli altri. Per contrastare questa tendenza, Aws e Hugging Face stanno collaborando per democratizzare la tecnologia. Grazie alla partnership appena avviata, Hugging Face sfrutterà Aws come provider cloud di riferimento, in modo che gli sviluppatori della comunità dell’azienda possano accedere agli strumenti di Aws (a partire da Amazon SageMaker, Aws Trainium, Aws Inferentia) per addestrare, perfezionare e distribuire i modelli sulla piattaforma. Ciò consentirà agli sviluppatori di ottimizzare ulteriormente le prestazioni dei modelli per i loro casi d’uso specifici, riducendo al contempo i costi.

Anche se ufficialmente le due società non hanno indicazioni al riguardo, gli strumenti creati da Hugging Face potrebbero consentire ad Amazon di implementare nuove, più potenti versioni di Alexa, l’assistente virtuale che equipaggia gli smart speaker del gruppo, che riuscirebbe a trarre benefici pure rispetto alla user experience offerta ai clienti sul versante dell’e-commerce.

Bain & Company si allea con OpenAi: Coca-Cola il primo cliente

La corsa all’intelligenza artificiale comincia a coinvolgere d’altra parte anche società non strettamente tecnologiche, come quelle che si occupano di consulenza. Bain & Company ha annunciato di aver lanciato una collaborazione globale con OpenAi per adotterne le tecnologie a beneficio di tutti i team di esperti del gruppo, che conta oggi circa 18 mila dipendenti nel mondo. Nell’ultimo anno, Bain ha già integrato le tecnologie OpenAi nei propri sistemi interni di gestione delle competenze, nella ricerca e nei processi, al fine di migliorare l’efficienza.

Visti i primi successi di queste iniziative, le due aziende stanno lavorando insieme per mettere le capacità di OpenAI al servizio dei clienti a livello globale. Attraverso questa alleanza, Bain combinerà le sue capacità di implementazione digitale e le sue competenze strategiche con gli strumenti e le piattaforme di OpenAi, tra cui ChatGpt, per aiutare i suoi clienti globali ad identificare e implementare il valore dell’intelligenza artificiale per massimizzare il potenziale aziendale.

Più nello specifico, l’obiettivo è quello di integrare l’intelligenza artificiale nelle operazioni dei clienti – principalmente aziende industriali, del settore manifatturiero e dell’energia – e per supportare i cambiamenti necessari per migliorare la tecnologia, i processi, il modello operativo e i data asset. Oltre a use case già consolidati, la collaborazione mira a supportare le aziende dei diversi settori nell’adozione dell’intelligenza artificiale generativa attraverso le loro specifiche value chain.

Coca-Cola è la prima azienda coinvolta nella proposition scaturita da questa nuova alleanza. “Vediamo l’opportunità di migliorare il nostro marketing attraverso un’intelligenza artificiale all’avanguardia, oltre a poter esplorare modi per migliorare le nostre operazioni e capacità aziendali”, dice James Quincey, presidente e amministratore delegato di The Coca-Cola Company

Il mercato dell’Ai varrà 383 miliardi nel 2030

A confermare un trend che pare inarrestabile ci sono le previsioni di GlobalData, secondo cui il mercato globale dell’intelligenza artificiale dovrebbe crescere a un tasso di crescita annuale composto (Cagr) del 21,4%, passando da 81,3 miliardi di dollari nel 2022 a 383,3 miliardi di dollari nel 2030.
L’ultimo rapporto tematico della società rivela più nello specifico che l’esplosione del volume dei dati dei sensori, insieme alla maggiore sofisticazione dei modelli avanzati di deep learning, all’emergere dell’Ai generativa e alla disponibilità di chip creati appositamente per i processi di Ai, ne guideranno la crescita nei prossimi anni.
“Nonostante il clamore, l’intelligenza artificiale generale, ovvero la capacità delle macchine di fare tutto ciò che può fare un essere umano e di possedere una coscienza, è ancora lontana decenni”, spiega Josep Bori, direttore della ricerca di GlobalData Thematic Intelligence. “Tuttavia, un’intelligenza artificiale ‘sufficientemente buona’ è già presente, in grado di interagire con gli esseri umani, di muoversi e di prendere decisioni”.
Sulla scia di preoccupazioni etiche e politiche, l’uso dell’Ai per il riconoscimento facciale condurrà a conflitti negli standard e negli approcci normativi. Ciò porterà alla disgregazione della catena di fornitura globale nel segmento, come è già in corso nei semiconduttori. In ultima analisi, una regolamentazione etica più severa spezzerà il mercato globale dell’Ai in silos geopolitici, isolati l’uno dall’altro.
“Le tecnologie AI più avanzate, come la computer vision e i modelli linguistici generativi, si basano su potenti chip”, prosegue Bori. “Per questo motivo, la disputa commerciale in corso tra Stati Uniti e Cina, che ha portato gli Stati Uniti a vietare le esportazioni in Cina di chip di Ai o degli strumenti per produrli, sconvolgerà il panorama competitivo. La Cina perderà la sua posizione dominante sul mercato dell’Ai se non riuscirà ad assicurarsi l’accesso a tecnologie avanzate di produzione dei chip”.

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