Prima diminuzione del traffico mensile per ChatGpt. La popolarissima chatbot basata sull’intelligenza artificiale lanciata a novembre registra un calo di visite, secondo la società di analisi Similarweb. Il traffico desktop e mobile in tutto il mondo è calato del 9,7% a giugno rispetto a maggio, mentre i visitatori unici del sito web sono diminuiti del 5,7%. Anche la quantità di tempo che i visitatori trascorrono sul sito web è diminuita dell’8,5%. Ma in ogni caso la chatbot impatta sui numeri del web, superando Bing, il motore di ricerca gestito da Microsoft che utilizza la tecnologia di OpenAI mentre alcuni concorrenti di ChatGpt, incluso Bard di Google, sono stati lanciati negli ultimi mesi. Intanto Google lancia in Italia il Social Innovation Fund sull’Intelligenza artificiale da 3 milioni di euro. Sarà messo a disposizione di non profit, istituzioni accademiche e di ricerca, enti civici e imprese sociali “per sviluppare soluzioni con un impatto positivo sull’ecosistema”.
Registrato il primo calo di traffico
La diminuzione del traffico è un segno che la novità del chatbot sta svanendo, sostiene David Carr analista di Similarweb, mentre Rishi Jaluria di Rbc Capital Markets spiega che i dati indicano una maggiore domanda di intelligenza artificiale generativa con informazioni in tempo reale.
ChatGpt ha raggiunto i 100 milioni di utenti attivi mensili a gennaio, due mesi dopo il suo lancio. I download hanno raggiunto il picco il 31 maggio ed è rimasto popolare negli Stati Uniti, con una media di 530.000 download a settimana nelle prime sei settimane di disponibilità. Il recente rallentamento della crescita potrebbe aiutare a controllare i costi di esecuzione di ChatGpt, che richiede un’intensa potenza di calcolo per rispondere alle domande. Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI, ha descritto il costo di gestione dei servizi “strabiliante”.
Si tratta dell’applicazione consumer in più rapida crescita di sempre e ora vanta oltre 1,5 miliardi di visite mensili, uno dei primi 20 siti Web al mondo.
Lo scenario di OpenAI
OpenAI ha previsto entrate per 200 milioni di dollari quest’anno. Oltre a ChatGpt guadagna vendendo l’accesso Api ai suoi modelli di intelligenza artificiale per sviluppatori e aziende sia direttamente sia attraverso la partnership con Microsoft che ha investito oltre 10 miliardi di dollari nell’azienda.
Google investe in Italia 3 milioni nella AI
Intanto Google lancia in Italia il Social Innovation Fund sull’Intelligenza artificiale, da 3 milioni di euro. Sarà messo a disposizione di non profit, istituzioni accademiche e di ricerca, enti civici e imprese sociali “per sviluppare soluzioni con un impatto positivo sull’ecosistema”. “Negli ultimi dieci anni l’Intelligenza artificiale ha mostrato nuove opportunità. È una trasformazione che affrontiamo in modo responsabile e con un approccio collaborativo e siamo felici di poter contribuire a rendere l’AIuna grande opportunità di crescita per l’Italia”, spiega Melissa Ferretti Peretti, VP e Country Manager di Google in Italia.
Il fondo italiano – che fa parte di una iniziativa già partita in Europa – “ha l’obiettivo di rendere disponibili a tutti i vantaggi dell’AI, incoraggiando soluzioni che verranno messe a disposizione gratis e in modalità open source” si legge in una nota. Oltre a 3 milioni di euro, il fondo fornirà anche supporto tecnico, mentorship e formazione su come sviluppare soluzioni IA in modo responsabile”. A livello globale, Google.org ha già donato oltre 100 milioni di dollari a organizzazioni non profit e imprese sociali che utilizzano l’IA per promuovere l’impatto sociale. “Oggi – fa sapere l’azienda – siamo ad un punto di svolta entusiasmante per l’Intelligenza artificiale e abbiamo l’opportunità di renderla ancora più utile per le persone, le aziende e le comunità. Solo affrontando lo sviluppo di questa tecnologia in modo responsabile potremo ottenere benefici a vantaggio di tutti”.
Italian Insurtech Association: “AI ha potenziale rivoluzionario ma non ci sono competenze”
“Dobbiamo concentrarci sugli investimenti, sulla formazione e sul re-skilling del personale per affrontare questa nuova fase del percorso di trasformazione digitale dell’industria”. Lo dice Gerardo di Francesco, Segretario Generale di Italian Insurtech Association commentando i dati della ricerca firmata, oltre che da Iia, da EY, e mirata ad analizzare lo stato di innovazione del settore assicurativo. Secondo di Francesco “i risultati di questa importante ricerca ci dicono che l’intelligenza artificiale trasformerà e sta già trasformando radicalmente l’industria assicurativa, con implicazioni senza precedenti in termini di aumento della competizione tra gli operatori di mercato. Come avvenuto in altri settori, queste tecnologie offrono benefici concreti in termini di efficienza operativa, riduzione dei costi e miglioramento delle pratiche di sottoscrizione delle polizze”.
Stando all’analisi per il 44% degli intervistati la tecnologia con maggiore potenziale per il settore assicurativo è l’Intelligenza Artificiale Generativa, ma solo il 7% riferisce un grado di maturità avanzata nella sua implementazione.
Inoltre secondo il 69% degli intervistati c’è un gap di competenze all’interno della propria azienda per il quale si rende funzionale, secondo il 70% del campione, un processo di up-skilling e re-skilling del personale. “La sfida cruciale ora è adattare un mercato ancora ancorato a dettami analogici per sfruttare appieno il potenziale rivoluzionario dell’AI, riprogettando processi e operatività” conclude di Francesco.