LA RACCOMANDAZIONE

Chip, AI, quantum e biotecnologie: la Ue svela la lista delle tecnologie “critiche”

Saranno sottoposte a restrizione per evitare “fughe” verso Paesi extra europei, in primis la Cina. Gli Stati membri dovranno collaborare con la Commissione per valutare i rischi. La presidente von der Leyen: “Puntiamo a rafforzare la nostra resilienza economica”

Pubblicato il 03 Ott 2023

ursula von der leyen1

Chip, intelligenza artificiale, quantum e biontecnologie. Sono questi i settori tecnologici critici per la sicurezza della Ue, messi nero su bianco in una raccomandazione presentata oggi dalla Commissione. Si tratta di tecnologie  che saranno poste a restrizione nei commerci con la Cina nell’ambito della strategia di de-risking.

“Oggi presentiamo dieci aree tecnologiche critiche vitali per la sicurezza economica europea – scrive su X la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen – Con gli Stati membri valuteremo innanzitutto i rischi per quattro tecnologie prioritarie: semiconduttori, intelligenza artificiale, quantistica e biotecnologia. Ciò ci aiuterà a decidere quali misure sono necessarie per rafforzare la nostra resilienza economica”.

“Con questo approccio resteremo un partner globale aperto e prevedibile, ma che coltiva il proprio vantaggio tecnologico e affronta le proprie dipendenze. Di conseguenza, il nostro Mercato unico non potrà che rafforzarsi in tutte le sue parti – ha spiegato la vicepresidente della Commissione Ue responsabile per il Digitale Vera Jourova, nel presentare il documento – Dal momento in cui la tecnologia è attualmente al centro della competizione geopolitica per i Ventisette è necessaria una posizione unitaria, basata su una valutazione comune dei rischi”.

“Definire una lista di tecnologie per le quali può essere messa a rischio l’autonomia e la sicurezza della Ue nel caso in cui possano essere utilizzate da Stati terzi non significa essere protezionisti”, ha poi sottolineato il commissario all’industria Thierry Breton spiegando la decisione comunitaria di mettersi sulla scia di Usa, Giappone, Australia, Regno Unito che già hanno definito una loro lista di tecnologie di fascia alta da difendere.

“Non ci sono decisioni, che verranno successivamente prese dopo una fase di analisi della situazione – ha detto Breton – Oggi avviamo un processo che porterà a identificare necessità, soluzioni, per esempio rafforzando i partenariati per rafforzare l’autonomia strategica della Ue, mettendo dei ‘filtri’ agli investimenti (provenienti dai paesi terzi). Breton ha fatto appello alla cooperazione degli stati in questo processo: va sottolineato che finora si è assistito a decisioni nazionali, come è stato il caso dell’Olanda che come gli Usa ha messo al bando la vendita della tecnologia per produrre semiconduttori alla Cina”. Occorre infatti, dice Breton, “evitare la frammentazione del mercato interno attraverso azioni unilaterali”.

“L’Europa si sta adattando alle nuove realtà geopolitiche, ponendo fine all’era dell’ingenuità e agendo come una vera potenza geopolitica – ha concluso – Oggi stiamo mantenendo la nostra promessa di ridurre i rischi per l’economia europea, soprattutto per il rischio di fusione civile-militare con la prospettiva di adottare misure per preservare i nostri interessi strategici e la nostra sicurezza”.

La raccomandazione

La presente raccomandazione – scrive la Commissione in una nota – riguarda la valutazione di uno dei quattro tipi di rischio previsti da tale approccio globale, vale a dire il rischio tecnologico e la fuga di tecnologia. La valutazione del rischio avrà carattere oggettivo e in questa fase non è possibile prevederne né i risultati né eventuali misure di follow-up.

Nella raccomandazione la Commissione presenta un elenco di dieci settori tecnologici critici. Queste aree tecnologiche sono state selezionate in base ai seguenti criteri: natura abilitante e trasformativa della tecnologia: potenziale e rilevanza delle tecnologie per determinare aumenti significativi di prestazioni ed efficienza e/o cambiamenti radicali per settori, capacità, ecc.; il rischio della fusione civile e militare: la rilevanza delle tecnologie sia per il settore civile che per quello militare e il suo potenziale per far avanzare entrambi i domini, nonché il rischio di usi di determinate tecnologie per minare la pace e la sicurezza; il rischio che la tecnologia possa essere utilizzata in violazione dei diritti umani: potenziale uso improprio delle tecnologie in violazione dei diritti umani, inclusa la limitazione delle libertà fondamentali.

Le aree tecnologiche critiche

Delle dieci aree tecnologiche critiche, le raccomandazione identifica quattro aree tecnologiche che si ritiene con elevata probabilità presentino i rischi più sensibili e immediati legati alla sicurezza tecnologica e alla fuga di tecnologia: tecnologie avanzate dei semiconduttori (microelettronica, fotonica, chip ad alta frequenza, apparecchiature per la produzione di semiconduttori); tecnologie di Intelligenza Artificiale (high performance computing, cloud ed edge computing, analisi dei dati, visione artificiale, elaborazione del linguaggio, riconoscimento di oggetti); tecnologie quantistiche (informatica quantistica, crittografia quantistica, comunicazioni quantistiche, rilevamento quantistico e radar); biotecnologie (tecniche di modificazione genetica, nuove tecniche genomiche, gene-drive, biologia di sintesi).

Valutazione collettiva dei rischi

Si raccomanda agli Stati membri, insieme alla Commissione, di condurre inizialmente valutazioni collettive del rischio in queste quattro aree entro la fine di quest’anno. La raccomandazione comprende alcuni principi guida per strutturare le valutazioni collettive del rischio, compresa la consultazione del settore privato e la tutela della riservatezza. Nel decidere in merito alle proposte di ulteriori valutazioni collettive del rischio con gli Stati membri su uno o più dei settori tecnologici aggiuntivi elencati, o su sottoinsiemi di essi, la Commissione terrà conto delle azioni in corso o pianificate per promuovere o collaborare nel settore tecnologico in questione. Più in generale, la Commissione terrà presente che le misure adottate per rafforzare la competitività dell’Ue nei settori pertinenti possono contribuire a ridurre alcuni rischi tecnologici. La Commissione collaborerà con gli Stati membri, attraverso i forum di esperti appropriati, per avviare le valutazioni collettive del rischio per i quattro settori tecnologici sopra menzionati.

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