IL PIANO

Chip Europa: hub Infineon da 5 miliardi in Germania, tutto tace su Intel

Via libera del governo tedesco alla fabbrica per la produzione di semiconduttori di potenza e circuiti integrati che creerà mille posti di lavoro e, secondo stime, genererà un fatturato pari all’investimento. In stallo invece il progetto del chip maker Usa che, però, si dice soddisfatto del via libera del Parlamento Ue al Chips Act

Pubblicato il 17 Feb 2023

chips act Ue

Via libera del governo tedesco di Olaf Scholz alla realizzazione, da parte di Infineon, alla fabbrica di chip da 5 miliardi di euro che sorgerà a Dresda e che creerà mille posti di lavoro.

Le attività dell’impianto

Una volta a regime la factory produrrà semiconduttori di potenza e circuiti integrati a segnale e si stima che produrrà un fatturato pari all’importo dell’investimento.

Con 5 miliardi di euro, si tratta dell’investimento più corposi di sempre per Infineon che nel primo trimestre 2023 ha registrato ricavi che sfiorano i 4 miliardi di euro, trainati dalla crescita di domanda di soluzioni per la digitalizzazione e l’efficientamento energetico, oltre che dalle tendenze dell’elettrificazione nel settore automobilistico.

Il piano di Intel

Procede al ralenti, invece, il piano di Intel che ha annunciato, nell’ambito del piano per l’Europa,  l’intenzione di aprire una fabbrica di chip in Germania mentre in Italia – il Veneto è in pole – dovrebbe sorgere il sito di packaging.

Nelle scorse settimane il chip maker Usa avrebbe chiesto un maggiore supporto economico dal governo tedesco, portando il sostegno previsto da 6,8 a circa 10 miliardi di euro. La richiesta a seguito delle mutate condizioni economiche, dell’inflazione e di conseguenza costo dei materiali, ma anche tassi di interesse molto più alti che in passato.

Intel ha accolto con favore l’adozione da parte del Parlamento Ue delChips Act“, che mira a rafforzare la capacità tecnologica e l’innovazione nel settore dei semiconduttori, e l‘impresa comune “Chip” per aumentare gli investimenti e rafforzare l’ecosistema industriale europeo dei semiconduttori. Il Parlamento è ora pronto ad avviare i negoziati con i governi Ue su entrambi i dossier.

Nel blogpost aziendale Hendrik Bourgeois, vicepresidente degli affari governativi europei di Intel, ha accolto con favore questo nuovo passaggio in sede europea. “Oggi abbiamo visto cosa può succedere quando grandi idee e buoni politici si uniscono“, ha sottolineato. Nel post il manager fa riferimento anche agli aiuti di Stato, che per Intel sono un elemento centrale per concretizzare l’Eu Chips Act.

In particolare, Intel si dice soddisfatta della definizione di una tempistica di sei mesi per l’approvazione degli aiuti di Stato e di procedure rapide per le autorizzazioni nazionali.

Il ruolo dell’Italia

Tra i progetti sul tavolo di Intel per l’Europa, c’è uno stabilimento italiano dedicato ad assemblaggio e confezione dei chip di cui si parla ormai da diversi mesi. A gennaio il Consiglio regionale del Veneto ha approvato all’unanimità una risoluzione, a sostegno della Giunta, per favorire l’insediamento della società a Vigasio, nel Veronese. E anche il governo guarda con attenzione al piano, come spiegato a più riprese dal ministro delle Imprese, Adolfo Urso.

“Il Governo è in prima linea in questo progetto, un progetto in cui crediamo perché improntate e significativo anche dal punto di vista dello sviluppo tecnologico e per il quale abbiamo risposto positivamente a tutte le esigenze che ci sono state sottoposte”, ha dichiarato Urso, precisando che “starà all’azienda scegliere dove vorrà insediarsi. Siamo in contatto costante sia con Intel che con le istituzioni europee per cercare di garantire all’Italia l’insediamento di Intel. Tutto quello che è stato chiesto all’Italia e quindi al Governo nazionale così come alle Regioni che hanno candidato i propri territori è stato fatto e noi abbiamo risposto a tutte le richieste dell’azienda”.

Intel, dal canto suo, ha ribadito che “continuano i dialoghi con l’Italia per uno stabilimento di produzione all’avanguardia per le fasi di back-end e continuiamo ad essere entusiasti del progetto. Questo si aggiunge ad altri progetti che stiamo valutando in altre parti del mondo, di cui non abbiamo ancora stabilito luoghi e tempi”.

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