IL BILANCIO

Ciao Expo, dagli investimenti ai byte tutti i numeri della kermesse

Raggiunto (e probabilmente superato) il traguardo dei 20 milioni di visitatori. La kermesse milanese chiude i battenti con un risultato che trascende i concetti di successo e flop: l’Italia è finalmente riuscita a “fare sistema”. Grazie soprattutto alla scelta consapevole di sfruttare tecnologia e innovazione come cardini dell’esperienza del pubblico

Pubblicato il 30 Ott 2015

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Expo sì, Expo no. Sembra ieri che le tifoserie cercavano di prevedere il successo o il flop del mega evento che avrebbe coinvolto Milano per quello che in prospettiva doveva essere un lunghissimo semestre. Domenica quel semestre sarà volato, e il sipario calerà su un progetto che nel bene e nel male (soprattutto nel bene, bisogna dirlo, una volta iniziata) negli ultimi due anni ha fatto parecchio scalpore. La nota sicuramente positiva, al di là di parole tranchant come successo o flop, è che Expo 2015 è stata la prima vera occasione in cui si è realizzato il sogno italiano del “fare sistema”.

Attorno alle criticità che la manifestazione portava inevitabilmente con sé si è riusciti a rispondere con soluzioni integrate che nessun attore, da solo, avrebbe potuto predisporre. Merito della tecnologia digitale in primis, che nella fase di progettazione dell’evento non è stata approcciata dagli organizzatori e dai partner come un generatore di effetto “wow”, o come un elemento fine a se stesso ma imprescindibile per un pubblico che ormai pretende di avere come prima interfaccia il display del proprio smartphone. No, le soluzioni tecnologiche sono state sviluppate per essere il cardine dell’esperienza dei visitatori, e questa scelta ha pagato non solo rispetto all’ordinaria amministrazione del semestre.

Il sito realizzato a Rho è infatti la prima vera smart city italiana. Ed è per questo che se non è possibile dire arrivederci a Expo 2015, ci auguriamo di poter godere innanzitutto dell’eredità infrastrutturale che l’evento lascia a Milano: ancora non si è deciso cosa ne sarà di quella che è a tutti gli effetti una delle aree più avanzate d’Europa, ma il patrimonio di innovazione contenuto nella “piastra” deve assolutamente essere valorizzato. In secondo luogo siamo ansiosi di salutare presto un’altra esperienza all’insegna della lezione – si spera – imparata del “fare sistema”. Un’esperienza capace di mettere in moto numeriche come quelle che ha generato Expo 2015. O perché no, anche superiori.

21 milioni, la stima sul numero di visitatori che hanno superato i tornelli, con il record di 272.758 ingressi effettuati sabato 10 ottobre. Nella settimana dal 19 al 23 ottobre non si sono mai registrati meno di 150 mila visitatori al giorno

33%, la percentuale di visitatori stranieri

+ 20%, l’aumento dei turisti a Milano nei primi quattro mesi dell’esposizione

60, i leader internazionali che hanno partecipato alla manifestazione

512.300, i messaggi online che citano Expo o i suoi partner durante il mese di settembre. Il buzz sui social media è cresciuto del 34% rispetto ad agosto

2,4 miliardi di euro, il costo complessivo dell’Esposizione universale, con 1,3 miliardi di investimenti sull’infrastruttura, 800 milioni costi di gestione, 160 milioni per l’acquisto dei terreni

1 miliardo di euro, gli investimenti dei Paesi partecipanti

380 milioni di euro, la stima sugli incassi generati dai biglietti

400 milioni di euro, gli introiti generati attraverso sponsorship e royalties

200 milioni, gli investimenti dei global partner indirizzati ai progetti tecnologici

10 miliardi di euro, il PIL generato da Expo da qui al 2020

+0,2% la crescita del PIL nazionale riconducibile alla spinta di Expo 2015

15 mila lavoratori, di cui 3.300 già inseriti in un progetto di ricollocazione professionale avviato da ManPower

110 ettari, l’estensione della superficie occupata dalla kermesse

220 km, la quantità di fibra ottica posata sul sito espositivo

200, il numero di server virtuali attivati con 50 terabyte disponibili per lo storage

2.700, i punti di accesso wireless all’interno della smart city

30 mila, le porte ethernet disponibili sul sito

3 terabyte, la quantità di dati scambiati mediamente in un giorno

93 mila, la media degli utenti connessi al giorno, ognuno con 5 megabyte di traffico generato

15 mila, i sensori predisposti per la supervisione e il controllo della rete di sicurezza. Il network comprende 1.500 telecamere anti-intrusione, mille rilevatori di fumo, 2 mila diffusori audio, 200 punti di controllo con tecnologia biometrica

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