Citrix Systems prosegue l’espansione nei prodotti di collaboration e mette nel mirino la piattaforma Wrike, per la quale è pronta a sborsare 2 miliardi di dollari. Lo riporta Bloomberg. Per la piattaforma di workspace digitale sarebbe la più grande acquisizione della sua storia.
La crescita del mercato delle applicazioni business per la collaborazione a distanza, trainata dallo smart working, giustifica lo sforzo finanziario di Citrix: Wrike amplierebbe i prodotti nel suo portfolio e la renderebbe uno dei maggiori attori dell’industria della collaboration. La firma del deal con Vista Equity Partners, proprietario di Wrike, potrebbe arrivare già questa settimana.
Sfida a Salesforce
Citrix già sviluppa prodotti basati su cloud per il lavoro remoto e supporta le aziende clienti nei loro processi di digital transformation e di migrazione verso la “nuvola”. L’integrazione con Wrike rappresenterebbe tuttavia un cambio di passo, perché la società sviluppa un software di workplace collaboration che incorpora gli elementi della pianificazione, della gestione del workflow e del project management.
La piattaforma di Wrike si integra inoltre con tecnologie di collaborazione e condivisione molto diffuse come quelle di Box, Salesforce, Microsoft, Google e Slack. L’azienda ha più di 20.000 clienti tra cui alcuni gruppi di alto profilo come Walmart, Nickelodeon, Fitbit, Capgemini.
Tra i concorrenti diretti di Wrike ci sono Trello e la menzionata Slack, che sono state da poco acquisite, rispettivamente, da Atlassian e Salesforce.
Definire il lavoro del futuro
Citrix ha in passato già messo a segno delle acquisizioni, ma non ha mai messo sul piatto cifre analoghe a quella offerta per Wrike. A novembre del 2018 ha comprato Sapho, sviluppatore di micro-app, per 200 milioni di dollari. A febbrario dello stesso anno aveva acquisito Cedexis, società del web traffic management, per una cifra mai resa nota.
La missione di Citrix è definire il futuro del lavoro nei suoi spazi, nei suoi modelli e nelle sue tecnologie e l’attività di M&A si volge naturalmente verso le piattaforme di collaboration esplose durante la pandemia con i lockdown forzati e il lavoro da remoto. Gartner riferisce che, nel 2020, l’88% delle organizzazioni mondiali ha adottato strategie di lavoro da casa contro il 33% dell’anno precedente in reazione all’emergenza Covid-19.