Nell’era della multicanalità, dei social network e del “mobile first”, essere cittadini digitali non è ancora un fatto scontato né un diritto acquisito. Appena due anni fa, nel 2015 (anno oggetto dell’ultima rilevazione Istat sulle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nella PA locale, uscita a febbraio 2017) il 93,5% delle amministrazioni locali usava il proprio sito web istituzionale solo per fornire informazioni agli utenti, l’85% consentiva di scaricare la modulistica, poco più della metà (il 58,3%) di inoltrarla on line, e solo il 33,8% di avviare e concludere per via telematica l’intero iter relativo al servizio richiesto. Per non parlare dei canali più “innovativi”: solo il 19,3% delle amministrazioni locali utilizzava applicazioni mobile nel rapporto con l’utenza, mentre il 31% circa aveva introdotto strumenti web 2.0.
Le amministrazioni sono consapevoli di questo ritardo? E cosa dovrebbero fare per raggiungere nel modo più diretto ed efficace il cittadino digitale? Questo il focus del primo incontro del Cantiere Cittadinanza digitale, il tavolo di lavoro collaborativo promosso da Fpa e Comune di Milano, in collaborazione con Poste Italiane, Fastweb, Sielte, Dxc Technology, che si riunisce oggi nel capoluogo lombardo per il primo dei quattro incontri in programma nel 2017.
“Siamo tutti d’accordo che nella società della rete una buona PA o è digitale o non è – sottolinea Carlo Mochi Sismondi, presidente di Fpa – tuttavia troppo spesso le amministrazioni hanno travisato questo obiettivo, concentrandosi su aspetti estetici, per esempio sul design di portali e servizi, oppure limitandosi a digitalizzare l’analogico. La PA invece deve rivedere i processi dalle fondamenta, non cedere alla tentazione di fare con i bit le stesse cose che faceva con la carta, interrogarsi su come intercettare il cittadino nei “luoghi” in cui questo è già quotidianamente attivo. Per capire a che punto siamo in questo percorso, quali sono le criticità, gli obiettivi da perseguire e le azioni da intraprendere parte oggi il percorso 2017 del Cantiere Cittadinanza digitale, che già lo scorso anno ha visto quattro incontri fortemente partecipati da innovatori del mondo pubblico e privato”.
All’incontro di oggi partecipano i Dirigenti dei settori Ict, Agenda digitale e innovazione e i responsabili dei progetti e-gov di: 14 Comuni (oltre a Milano, Alessandria, Bergamo, Bologna, Brescia, Cesena, Cremona, Genova, Lodi, Mantova, Monza, Pavia, Reggio Emilia, Verona), 4 Regioni (Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Toscana, Veneto), Città metropolitana di Milano, Provincia di Brescia. Inoltre, i rappresentanti di importanti enti e aziende: Inps, Poste Italiane, Fastweb, Politecnico di Milano, CSI Piemonte, Invitalia, Sielte, DXC Technology, Venis Spa – Venezia Informatica e Sistemi, Anusca (Associazione Nazionale Ufficiali di Stato Civile e d’Anagrafe).
“Siamo felici di promuovere e ospitare questo primo incontro – dice Roberta Cocco, assessore alla Trasformazione digitale e Servizi civici del Comune di Milano – L’Amministrazione comunale è al lavoro sin dall’inizio del mandato per mettere in atto un piano di trasformazione digitale trasversale, che coinvolga cioè tutti gli assessorati, dai lavori pubblici alla mobilità, dalla sicurezza alla cultura, dal lavoro alle politiche sociali e che al tempo stesso non lasci indietro nessun cittadino. La tecnologia è ovunque e fa parte del quotidiano, proprio per questo la Pa deve lavorare per creare un ambiente digitale dove il cittadino possa muoversi in modo semplice e in totale sicurezza, dove trovare tutte le informazioni che servono e interagire con il proprio Comune direttamente dal proprio dispositivo mobile. A Milano stiamo lavorando in questa direzione, ma la strada è ancora lunga e confronti come questo possono aiutarci a individuare criticità e possibili soluzioni”.
Nel corso del 2017, l’analisi del Cantiere Cittadinanza digitale si concentrerà in particolare sui seguenti focus tematici: Come raggiungere il cittadino digitale. L’accesso ai servizi digitali della PA nell’era della multicanalità, dei social network e del “mobile first”; Quale modello di interoperabilità per supportare al meglio l’attuazione del “once only principle” (il principio secondo cui le pubbliche amministrazioni dovrebbero evitare di chiedere ai cittadini e alle imprese informazioni già fornite) e abilitare un nuovo mercato di servizi digitali; Come garantire la standardizzazione dei servizi di enti locali omologhi sullo stesso filone amministrativo.