MADE IN ITALY

Arduino volta pagina, Musto: “Puntiamo a diventare una fondazione”

Dopo la spaccatura col gruppo di soci che ha fondato il “clone” in Svizzera, l’azienda rilancia sul futuro. Porte aperte a Massimo Banzi

Pubblicato il 15 Giu 2015

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Arduino, il produttore delle schede madri, made in Italy con software open source, potrebbe diventare una fondazione. Lo ha annunciato a CorCom Federico Musto (nella foto), l’amministratore delegato scelto da Gianluca Martino per guidare la realtà di Ivrea dopo lo shock della spaccatura che ha dato vita alle due Arduino: la .org con sede ad Ivrea e la .cc con sede in Svizzera dove sono confluiti gli altri soci fondatori della società amata dai makers per i famosi kit di hardware open source, tra cui Massimo Banzi che è a capo della realtà oltreconfine.

“La coabitazione delle due Arduino dal punto di vista industriale non esiste – ha detto a CorCom Musto – L’unica struttura che produce schede originali è quella di Ivrea”. Una realtà che però deve fare i conti con la sua “omonima” elvetica con la quale è in corso anche una querelle giuridica sui diritti sul prodotto che, essendo un “open source” in realtà è riproducibile, ma non con il nome Arduino in quanto il copyright è di proprietà della azienda italiana. “Finora abbiamo visto solo annunci – continua Musto – da parte di Massimo Banzi”.

Annunci ai quali l’Arduino.org vuole rispondere con i fatti anche puntando all’internazionalizzazione del prodotto. “Siamo una realtà snella con soli 83 dipendenti – racconta Musto – e 17 milioni di fatturato nel 2014, ma oltre i tre stabilimenti di Ivrea e un polo di ricerca a Messina, abbiamo sedi in Germania, Svizzera, Inghilterra, Taipei, Shangai, Tokio e Boston”.

“Nel 2013 abbiamo presentato a New York – spiega Musto – la schede Arduino yun (nuvola in cinese, nd) che abbina la connettività wi-fi con il cloud. Puntiamo all’Internet of things, ma in versione open source che è la filosofia che ci contraddistingue”. La gioia dei makers è infatti un prodotto molto versatile, in grado di diventare il cuore di molti progetti. “si va dalla macchina del gelato – spiega Musto – ad applicazioni di smart home”. E proprio su questo fronte la Arduino di Ivrea è attivo in diversi progetti tra cui Casa Jasmina e Casa Arduino, quest’ultima in partnership con Telecom”.

“La nostra filosofia – conclude Musto – non deve andare persa. Per il futuro di Arduino io vedo una fondazione che possa mettere in atto proprio la possibilità di riunire molte realtà, con contributi internazionali, condivisione di idee e risorse. Una grande innovazione italiana all’estero in cui sono invitati tutti, anche Banzi”.

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