GREEN DATA CENTER

Cloud a basso consumo energetico: via a un progetto italiano che fa leva sull’AI

Accordo quadro biennale fra Aruba e il Dipartimento di ingegneria dell’informazione dell’Università di Pisa. Obiettivo: sviluppare una soluzione integrata per la gestione dei carichi basata sulla predizione delle risorse utilizzate dalle virtual machine per ottimizzare e modulare l’uso dell’energia

Pubblicato il 16 Gen 2024

ArubaServer

L’intelligenza artificiale applicata alla gestione dei carichi di lavoro nel cloud computing per data center più green: questo il cuore del progetto su cui lavoreranno Aruba e il dipartimento di Ingegneria dell’informazione dell’Università degli Studi di Pisa.

L’accordo quadro tra le due parti, di durata biennale, prevede la collaborazione su un progetto sperimentale di machine learning e Ai applicata al cloud. L’obiettivo è sviluppare una soluzione integrata per la gestione dei carichi su piattaforme cloud, basata sulla predizione delle risorse utilizzate dalle virtual machine (Vm). Tale predizione si dovrà basare sull’analisi di dati storici relativi alle Vm e, tramite lo sviluppo di specifici algoritmi, punterà a ottimizzare il consumo energetico dell’hardware, garantendo allo stesso tempo i requisiti richiesti dagli utilizzatori di queste macchine.

Data center e efficienza energetica: il progetto italiano

Il tema dell’efficienza energetica sta diventando sempre più importante e determinante nella progettazione di qualsiasi servizio, per ragioni economiche ed ambientali, oltre che per l’attenzione al tema delle normative di riferimento, prima su tutte la Eed – Energy efficiency directive– della Commissione Ue.

Poiché gli ambienti cloud sono generalmente utilizzati in maniera dinamica e flessibile, ed il loro costo è influenzato dal consumo energetico, poter ottimizzare l’utilizzo di tali risorse – ad esempio, modulando in maniera predittiva il numero dell’hardware rispetto alle specifiche necessità dei clienti – può ridurre i consumi quando non necessari e, di conseguenza, offrire il servizio a dei costi più vantaggiosi.

Attraverso il progetto congiunto verranno sviluppati due differenti algoritmi: un algoritmo di profilazione dinamica delle Vm per delineare alcuni profili in base alle risorse utilizzate storicamente; e un algoritmo per la gestione delle Vm che sfrutta i profili per gestire le loro esecuzioni sui diversi hardware che compongono la piattaforma cloud, al fine di ottimizzare il consumo energetico, garantendo le prestazioni richieste.

L’Ai per la gestione green delle macchine virtuali 

Il progetto, dunque, consentirà di sviluppare una soluzione integrata per la gestione delle Virtual machine su piattaforma cloud basata sulla predizione dei carichi e di implementare un proof-of-concept basato su Openstack per la sperimentazione sul campo attraverso casi applicativi.

Tra i benefici principali del progetto ci sono: la possibilità di muovere in maniera predittiva e su base storica il carico tra nodi OpenStack per ottimizzare l’uso delle risorse sui nodi; la possibilità di garantire risorse adeguate alle richieste dei clienti, ottimizzando l’utilizzo dei server dedicati al servizio, senza creare limitazioni artificiali; la possibilità di disporre di nodi di computation in stand-by nei cluster OpenStack da attivare in base alle esigenze di distribuzione del carico.

Machine learning e sostenibilità nel cloud del futuro

“Siamo orgogliosi di annunciare la nuova collaborazione con un istituto di prestigio come l’Università di Pisa, un passo significativo verso l’innovazione nell’applicazione pratica del machine learning all’interno dell’ecosistema cloud, ha commentato Daniele Migliorini, Head of engineering di Aruba. “Questa partnership riflette il nostro impegno continuo nella collaborazione tecnologica con istituzioni accademiche di eccellenza nel panorama italiano al fine di offrire soluzioni all’avanguardia e soddisfare le esigenze in rapida evoluzione del mercato. Siamo fiduciosi che la sinergia tra la nostra esperienza nel settore e l’expertise dell’Università di Pisa darà vita a soluzioni che plasmeranno il futuro del cloud e incentiveranno i benefici che possono derivare dall’intelligenza artificiale, ottimizzando l’uso dell’energia nel settore dei data center in ottica di sostenibilità a lungo termine”.

“Il nostro dipartimento ha una lunga tradizione di dialogo e lavoro accanto alle imprese”, ha commentato il direttore del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione, Andrea Caiti. “Abbiamo attivi diversi laboratori dedicati alla ricerca per il 4.0 e il 5.0, che hanno ormai acquisito una rilevanza non solo locale, ma anche nazionale e internazionale. Sono numerose le richieste di collaborazione da parte di realtà imprenditoriali per corsi di formazione, co-progettazione di soluzioni, uso della strumentazione all’avanguardia dei nostri laboratori per studi di prodotto, e anche per istituire laboratori di ricerca congiunti. Questa apertura al territorio e questo dinamismo ci hanno consentito di contribuire a colmare effettivamente il divario da sempre esistito tra ricerca e impresa, mettendo letteralmente allo stesso tavolo due mondi che solitamente si parlano poco”.

“La possibilità di collaborare con una grande azienda come Aruba”, ha aggiunto il responsabile scientifico della collaborazione Carlo Vallati, “permette al nostro dipartimento di lavorare su temi di frontiera nell’ambito delle tecnologie cloud computing. Questo ci dà la possibilità di realizzare soluzioni innovative con un impatto potenzialmente significativo su ambiti quali l’efficientamento energetico e la sostenibilità ambientale, cruciali nello sviluppo del cloud del futuro.”

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