CISCO GLOBAL CLOUD INDEX

Cloud, boom in arrivo: nel 2020 viaggeranno 14,1 zettabyte di dati

L’edizione 2016 del Cisco Global Cloud Index fotografa un settore che fra 4 anni sarà quasi 4 volte più grande e dominato dalla componente business, che arriverà al 72% del totale. I data center tradizionali ospiteranno solo l’8% del traffico e ci sarà il sorpasso della nuvola pubblica. IoT e big data i driver

Pubblicato il 16 Nov 2016

cloud-160824110204

Il traffico cloud aumenterà di quasi 4 volte fra 2015 e 2020, passando da 3,9 a 14,1 zettabyte l’anno. E fra 5 anni il 92% dei workload verrà processato da data center cloud, mentre l’8% verrà processato da data center tradizionali. È la previsione di Cisco, contenuta nella sesta edizione del suo Global Cloud Index (2015-2020) che mappa il settore e fornisce i numeri dei vari trend in atto.

La rapida crescita del traffico cloud arriverà dalla sempre più frequente migrazione verso architetture sulla nuvola e dalla loro capacità di scalare rapidamente e supportare più workload rispetto ai data center tradizionali. Con una maggiore virtualizzazione dei data center, gli operatori cloud sono anche in grado di ottenere una maggiore efficienza operativa e, allo steso modo, la flessibilità offre una sempre più ampia varietà di servizi per le aziende e per i consumatori fornendo performance ottimali.

Per meglio comprendere la crescita dei data center, nel report di quest’anno è stata sviluppata un’analisi sugli application workloads. I business workload domineranno le applicazioni data center e cresceranno di 2,4 volte dal 2015 al 2020, ma la loro quota generale di data center workload diminuirà dal 79 al 72%. Anche il fronte consumer, seppur con numeri più piccoli, farà segnare aumenti veloci: durante lo stesso periodo, i consumer workload avranno una crescita di 3,5 volte ed entro il 2020 rappresenteranno il 28% (134,3 milioni) dei data center workload totali, rispetto al 21% (38,6 milioni) del 2015.

I workload IoT/analytics/database cresceranno di più in termini di quota di workload business con i computer e collaboration workload che mantengono ampiamente la loro quota: al massimo nel 2020 rappresenteranno il 22% dei business workload totali (il 2% in più rispetto alla quota 2015). A guidare la crescita lato consumer saranno video e social networking, che copriranno rispettivamente il 34 e il 24% del totale dei workload consumer. La componente search workload rappresenterà il 15%.

Per la prima volta, Cisco ha inoltre quantificato e analizzato l’impatto degli hyperscale data center. Si prevede che questi data center crescano da 259 nel 2015 a 485 nel 2020. Il traffico degli hyperscale data center è previsto quintuplicare nei prossimi cinque anni. Queste infrastrutture rappresenteranno il 47% dei server installati nei data center e sosterranno il 53% di tutto il traffico data center nel 2020.

“In questi sei anni di studio, il cloud computing da una tecnologia emergente si è trasformato in una parte essenziale, scalabile e flessibile, dell’architettura per service provider di ogni tipologia in tutto il mondo – commenta Doug Webster, vice president of service provider marketing di Cisco -. Con video, IoT, Sdn/Nfv e molto altro, abbiamo previsto questa significativa migrazione cloud e l’aumento del traffico di rete generato dal costante impegno nell’ottimizzare infrastrutture che permettessero agli operatori di essere profittevoli fornendo servizi IP-based sia per le aziende che per i consumatori”.

Una tendenza chiave che riguarda le infrastrutture sta trasformando i data center hyperscale (e non solo). Il Software-defined networking (Sdn) e la Network functions virtualization (Nfv) stanno aiutando a ridurre le architetture data center e snellire i flussi di traffico. Nei prossimi cinque anni, si prevede che circa il 60% degli hyperscale data center globali integreranno soluzioni Sdn/Nfv. Nel 2020, il 44% del traffico all’interno dei data center sarà supportato da piattaforme Sdn/Nfv (rispetto al 23% del 2015) dal momento che gli operatori ambiscono a una maggiore efficienza.

Ci sono altri numeri interessanti nel Global Cloud Index di Cisco. Il cloud pubblico cresce più velocemente rispetto a quello privato e nel 2020 sarà già avvenuto il sorpasso: il 68% (298 milioni) dei workload cloud risiederà nei data center di cloud pubblico, rispetto al 49% (66.3 milioni) nel 2015 (35% Cagr 2015-2020); il 32% (142 milioni) dei workload cloud risiederà nei data center di cloud privato, rispetto al 51% (69.7 milioni) nel 2015. Ancora, sempre più consumatori si affideranno al cloud per lo storage (2,3 miliardi di utenti fra 5 anni, circa un miliardo in più rispetto allo scorso anno).

I big data guideranno la crescita generale dei dati archiviati nei data center, che quintuplicheranno tra il 2015 e il 2020, e l’IoT ne sarà un grande generatore. Il report di Cisco segnala infine una significativa opportunità per una crescita ancora maggiore a seconda di quanti nuovi dispositivi verranno collegati online, ma anche miglioramenti in materia di reti a livello globale che aumenteranno la propensione verso l’utilizzo di applicazioni cloud.

La stessa Cisco punta naturalmente in modo deciso sulle potenzialità di business offerta dai sistemi interconnessi, che fanno dell’unione di IoT, big data, industria 4.0, video e altre armi digitali un mix che potrebbe essere letale. Il condizionale deriva anche e soprattutto da un altro grande tema strategico, ossia quello delle competenze digitali che si lega a quanto detto finora. Un ambito in cui la multinazionale californiana sta investendo, con piani declinati nei diversi Paesi in cui opera. Ne è un esempio il progetto Digitaliani, piano triennale da 100 milioni per l’Italia annunciato a inizio anno. “Discutiamo sempre di competenze, ma bisogna avere il coraggio di formare quelle necessarie alla nostra industria, che avrà bisogno di professionalità altamente qualificate”, ha spiegato a CorCom dopo l’annuncio l’Ad di Cisco Italia, Agostino Santoni. E, viste le previsioni, appare ormai scontato ormai affermare che il cloud sarà uno dei protagonisti di questa nuova rivoluzione industriale.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

EU Stories - La coesione innova l'Italia

Tutti
Video & Podcast
Analisi
Social
Iniziative
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia

Articoli correlati