STRATEGIA

“Cloud first policy” per la PA americana: e in Italia?

Dopo quattro anni di sperimentazioni e progetti ecco i risultati, le lezioni utili e gli step necessari per l’adozione della “nuvola” in altri contesti

Pubblicato il 27 Ago 2015

bandiera-usa-stati-150120163843

La prima volta che gli Stati Uniti ci hanno pensato è stato nel 2011, con la “Cloud First Policy”. Un modo per fare in modo che le agenzie (Dipartimenti, ministeri, enti federali e governativi) potessero trarre il massimo vantaggio dall’utilizzo del cloud con un IT flessibile, rapido nell’adattamento e nella risposta, capace di minimizzare i costi. La cosa giusta per il cloud, insomma.

Nel tempo, gli Usa hanno creato una prassi e un insieme di modi di utilizzo del cloud che sono una buona scuola per testare quello che una amministrazione pubblica può fare, come farlo e quali errori evitare. A partire dal primo punto: perché il cloud?

La risposta è simmetrica a quella offerta alle aziende: il cloud dà la possibilità di adattare e sintonizzare con precisione, a “grana fine”, l’utilizzo delle tecnologie, consentendo così di sfruttare capacità di calcolo, memoria e archiviazione in maniera ottimale. Inoltre, sposta i costi dalle spese di capitale a quelle operative e infine consente di avere forti benefici anche dal punto di vista delle O&M, operazioni e manutenzione, uno dei costi più alti per la pubblica amministrazione.

Il secondo punto è quale differenza possa fare il cloud per la pubblica amministrazione. Da questo punto di vista la risposta è semplice: ridurre i tempi necessari a far partire i progetti e quindi creare quella velocità di movimento che le fornitore interne non riescono a dare neanche nei migliori scenari. Piattaforma e infrastruttura sempre disponibile, alto livello di automazione, e bassi costi, possibilità di portare rapidametne le risorse informatiche sui progetti per i quali sono necessarie. Per molte pubbliche amministrazioni il semplice fatto che il cloud consenta di riallocare risorse informatiche vuol dire anche poter riallocare la più preziosa risorsa di tutti, le persone che lavorano internamente, portando un maggior valore al lavoro..

Però, non sono tutte rose e fiori. Il cloud ha anche le sue spine e le sue difficoltà. Come emerge chiaramente pensando a come fare a capitalizzare le opportunità offerte capendo da dove partire. È difficile accendere i motori, per così dire, cioè spingere sull’adozione del cloud. Non è una questione di tecnologia, anche se l’adattamento della tecnologia al cloud non è banale, bensì di sicurezza, accreditamento presso gli enti e gli uffici, di cultura del cambiamento, di evoluzione dei paradigmi. Convincere gli uffici e le amministrazioni che condividere una infrastruttura è l’inizio del processo è difficile, così come è difficile immaginare modi di gestire diversamente il procurement delle risorse, e come prezzare internamente l’utilizzo dei servizi man mano che vengono utilizzati.

Da dove si parte, allora? La risposta è in realtà più semplice di quanto non si creda: tutte le amministrazioni dovrebbero avere una strategia chiara divisa in fasi che spieghi dove vogliono andare e quali obiettivi vogliono raggiungere. Aprire i cancelli e consentire a chiunque di far partire qualunque servizio non funziona; serve coordinamento e vari anni di test e di esperienza negli Usa confermano che è necessario soprattutto costruire le competenze per capire quali tipologie di cloud (privato, ibrido, pubblico) utilizzare per quali progetti e in quali contesti, oltre a mettere in campo una serie di nuovi modelli di funzionamento, sicurezza, gestione, certificazione. Con una forte attenzione al modello dei costi variabili, pay-per-use, che può essere fattore di risparmio o di incremento dei costi a seconda delle tipologie di utilizzo.

In definitiva, il punto per la pubblica amministrazione, secondo quanto hanno capito negli Stati Uniti, non è “se muoversi” nel cloud ma “come muoversi”, quali tipologie di investimenti cost-effective fare, riflettendo su quali tipologie di ambiente cloud sia più corretto, quali programmi, piattaforme o tipo di capacità sono necessarie nel cloud, quale impegno richiede la migrazione (quali costi di transizione), quali cambiamenti tecnologici sono necessari nelle strutture e nei software già impiegati, e infine come si può progettare, oltre al nuovo ambiente, anche un piano efficiente ed efficace di transizione?

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

EU Stories - La coesione innova l'Italia

Tutti
Video & Podcast
Analisi
Social
Iniziative
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia

Articoli correlati