IL RAPPORTO

Economia digitale, la crisi delle competenze spaventa le HR

L’Osservatorio HR Innovation Practice del Polimi disegna un quadro in chiaroscuro: nei prossimi 2 anni aumenterà l’offerta di lavoro ma trovare talenti digitali sarà difficile. Cloud, mobile e analytics ancora poco sfruttati

Pubblicato il 25 Mag 2017

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Lo sviluppo di cultura e competenze digitali è la principale sfida del 2017 e le direzioni delle risorse umane sanno di dover giocare un ruolo da protagonista nella digital transformation. La quasi totalità si è già mossa per affrontare la sfida digitale con iniziative specifiche, in particolare con progetti di open innovation e, a dispetto degli scenari più foschi, emerge un nuovo ma cauto ottimismo sulle prospettive occupazionali.

Sono queste le principali indicazioni che emergono dall’Osservatorio HR Innovation Practice della School of Management del Politecnico di Milano, presentata stamattina al convegno “Costruire l’organizzazione del futuro partendo dalle persone: il ruolo della direzione HR nella Digital Transformation”. La ricerca, che ha coinvolto oltre 170 HR Executive di medio-grandi aziende operanti in Italia, disegna uno scenario confortante rispetto al rapporto fra innovazione digitale e risorse umane, pur segnalando alcuni ostacoli.

Il 47% dei direttori HR pensa che nei prossimi 2 anni la trasformazione digitale genererà una richiesta di nuovo personale. Ma si prevede una crisi di competenze: per il 97% dei referenti HR sarà necessario adeguare le skill dell’organico aziendale (per il 69% di tutte le persone, per il 28% solo di alcuni). Intanto, i lavoratori non vedono in un impatto imminente, ma entro i prossimi 10 anni il 55% ritiene che il proprio lavoro subirà cambiamenti o non esisterà più per effetto della digitalizzazione.

La partita HR non riguarderà solo il supporto dell’organizzazione, ma anche la modifica dei processi utilizzati, che dovranno utilizzare più cloud, mobile, social e analytics. Oggi l’uso in almeno un processo è limitato a una minoranza (22%). Alcuni ambiti di questi ambiti sono tuttavia già ben sviluppati: i social sono utilizzati dal 68% delle aziende per almeno un processo delle risorse umane.

Tra le priorità delle direzioni HR acquista sempre più importanza quella di attrarre e trattenere talenti, in particolare attraverso politiche di employer branding: il 48% delle aziende le adotta già e il 16% lo farà nel 2017. Per ricercare i candidati, i canali più utilizzati sono le segnalazioni (indicati dall’83% dei responsabili HR) e i social network professionali (81%), seguiti da agenzie del lavoro (76%), dai corporate career site (76%) e dalle società di ricerca e selezione (76%).

“Le direzioni HR sono ormai pienamente consapevoli che la digital transformation avrà un impatto significativo sul mondo del lavoro nel prossimo futuro, soprattutto per la richiesta di nuove professionalità, la necessità di un aggiornamento continuo delle competenze digitali in azienda e la revisione continua dei processi – spiega Mariano Corso, responsabile scientifico dell’Osservatorio HR Innovation Practice -. Nei prossimi anni, la competitività e la sopravvivenza stessa delle organizzazioni dipenderanno dalla capacità di trasformare processi, prodotti e modelli di business per rispondere alle sfide della rivoluzione digitale. Alla radice di questa capacità, ancor prima che le risorse tecnologiche e finanziarie, ci saranno le competenze interne, il capitale umano dell’organizzazione”.

Le direzioni HR, aggiunge il direttore dell’Osservatorio Fiorella Crespi, “sembrano aver compreso che le tecnologie possono essere a supporto delle loro attività. Oggi tuttavia il livello concreto di adozione di queste tecnologie e per lo più nelle fasi iniziali”.

In occasione del convegno, l’Osservatorio ha assegnato gli HR Innovation Award 2017 alle organizzazioni che si sono distinte per la capacita` di utilizzare le tecnologie digitali come leva di innovazione e miglioramento dei principali processi di gestione e sviluppo delle risorse umane. Sono state premiate: Allianz, Amplifon, Heineken, Intesa Sanpaolo, Leroy Merlin, Retail Care, Sace e Siram.

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