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Gara Cloud for Europe, Agid chiude il primo step

Il progetto, da 4 milioni, vede in lizza 24 partner provenienti da 12 Paesi. Punta a sostenere la diffusione della “nuvola” nella PA in vista del digital single market

Pubblicato il 17 Set 2015

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L’Agenda Digitale Europa prescrive che si debba investire di più in R&S per garantire che le idee migliori giungano sul mercato. L’Europa continua, infatti, a investire troppo poco nelle attività di ricerca e sviluppo connesse alle Tlc nonostante che con il pre-commercial public procurement si siano sufficientemente affinati gli strumenti giuridici atti a consentire partenariati pubblico-privato nel campo della ricerca e dell’innovazione per soddisfare gli emergenti bisogni pubblici.

In merito si tenga presente che l’art. 32 del D.L. n. 179 del 2012, attribuisce all’Agenzia per l’Italia Digitale i progetti di cui all’articolo 20 del decreto-legge n. 83 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 134 del 2012, come modificato dal comma 1, riguardanti lo sviluppo di una nuova tecnologia e l’integrazione di tecnologie esistenti in sistemi innovativi complessi che si traducono nella realizzazione di un prototipo di valenza industriale che sia in grado di qualificare un prodotto innovativo, nonché le attività di ricerca finalizzate allo sviluppo di un servizio o di un prodotto innovativo in grado di soddisfare una domanda espressa da pubbliche amministrazioni. Attribuisce poi all’Agenzia anche i servizi di ricerca e sviluppo di nuove soluzioni non presenti sul mercato volte a rispondere a una domanda pubblica.

Sotto il diverso profilo speculare alla problematica dell’innovazione competitiva pubblica il legislatore ha però imposto anche politiche di risanamento dei bilanci perseguite per mezzo del doppio binario delle politiche di pressione fiscale e di lotta all’evasione, e del contemporaneo contenimento delle spese intesa come riduzione dei flussi finanziari in uscita, obiettivo perseguito con la centrale Consip, e delle varie Centrali di Committenza a livello Regionale, che si pongono quindi come un modello organizzativo necessitato connesso alle straordinarie esigenze di contenimento della spesa pubblica.

In questa logica l’e-procurement, per le esperienze sino ad ora realizzate, consente l’ottimizzazione della spesa attraverso l’utilizzo di un sistema di approvvigionamento con strumenti operativi e gestionali volti al miglioramento dell’efficienza delle attività di gara per ridurre costi e tempo per la selezione dei fornitori, per favorire così la competizione tra le imprese e la più ampia partecipazione delle Pmi agli appalti pubblici, quest’ultima assicurata con la previsione normativa dell’illegittimità dei criteri che fissano limiti di accesso connessi al fatturato aziendale.

Nel quadro di queste competenze l’Agenzia per l’Italia Digitale ha concluso da pochi giorni la prima fase della gara pre-commerciale da 4 milioni di euro di Cloud for Europe – progetto europeo che vede 24 partner provenienti da 12 diversi paesi e che mira a sostenere la diffusione del cloud computing nella Pubblica amministrazione per consolidare una strategia di cloud che possa contribuire all’unificazione del mercato europeo proprio attraverso l’uso del procurement pre-commerciale.

La nuvola informatica contenitore di risorse informatiche per l’archiviazione, l’elaborazione o la trasmissione di dati, con disponibilità on demand una volta configurata sarà messe in opera per gli utenti.

Lanciato nel 2013 da Neelie Kroes, Commissario a capo dell’agenda digitale europea e finanziato nell’ambito del settimo programma quadro, il progetto che riunisce i partner provenienti da 12 diversi paesi, si divide in tre fasi: la prima che consisteva nella preparazione dell’appalto pre-commerciale, implementazione gara PCP, condivisione e diffusione dei risultati è stata, dall’Agid quale centrale di committenza per conto del Governo Italiano e di altre istituzioni europee, espletata con la valutazione, in sei mesi, di ben 30 proposte da parte di soggetti pubblici e privati, provenienti da 13 diversi paesi.

Le 12 proposte vincitrici, della prima fase, che si aggiudicano in tutto circa 600mila euro coinvolgono aziende ed enti di ricerca provenienti da 8 differenti paesi. Entro dicembre partirà la seconda fase di gara, la terza e ultima permetterà la definitiva selezione dei prodotti pilota entro la fine del 2016.

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