IL REPORTAGE

Sfida assistenti virtuali, Avaya: “Così diremo addio al mercato delle app”

Digital innovation, si scaldano i motori sulle soluzioni IA-based. Savio Tovar Dias, Sale Engineering per Avaya di Asia, Medio Oriente, Africa e Pacifico: “Settore in rapida crescita. Banking, assicurazioni, retail e salute i settori che verranno coinvolti per primi”

Pubblicato il 07 Dic 2016

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I progetti d’innovazione digitale di un’impresa sono destinati a fallire se non vengono condivisi e compresi nelle loro reali potenzialità da tutta l’organizzazione, a ogni livello. Insomma, non basta la motivazione delle prime linee e l’ok sulla carta di dipendenti, clienti e partner ma serve anche convincerli della bontà di un progetto. Ben l’84% dei piani di digital transformation che non hanno seguito questo iter di condivisione sono falliti. A sostenerlo Avaya. La multinazionale Ict ha presentato i dati della sua ricerca all’Avaya Engage 2016, in corso fino a domani a Dubai, una quattro giorni di dibattiti e convegni sulla digital innovation per fare il punto sui risultati economici dell’azienda e sui trend di mercato.

“Le organizzazioni”, ha affermato Nidal Abou Ltaif, Presidente per Europa, Medio Oriente e Africa, e Asia del Pacifico di Avaya, “devono assicurarsi che i lavoratori abbiano una formazione mirata e tutti gli strumenti per aderire ai progetti di digital transformation, perché questi sono estremamente complessi. Bisogna creare ambienti aperti all’innovazione. Purtroppo oggi le maggiori differenze in termini di competitività si registrano tra le imprese che innovano di più coinvolgendo lavoratori e clienti e quelle che innovano di meno. Questo fa la differenza, non tanto l’accesso alle nuove tecnologie che ormai sono appannaggio di tutti”.

E dal palco dell’Atlantis Resort di Dubai, Ltaif ha anche tracciato le strategie commerciali future della multinazionale, che continuerà a puntare sul mercato del cloud ma anche degli Unified communication products, ossia le piattaforme di comunicazione integrata. Secondo stime dell’azienda, la spesa per questi servizi in Europa, Medio Oriente e Africa aumenterà con un tasso annuale di crescita composto del 12% entro il 2020.

Uno scenario interessante per Avaya. Non a caso proprio nel 2016 l’azienda ha rilasciato la sua nuova piattaforma per l’unified communication, Equinox, che si va ad aggiungere a Breeze, Oceana a SDN FX. Solo nel 2016 sono state ben 16 le soluzioni lanciate sul mercato dalla multinazionale californiana. “L’anno più innovativo della nostra storia”, lo ha definito Avaya non senza una punta di trionfalismo nella nota sui risultati finanziari del primo quadrimestre, da cui si evince che nei primi 4 mesi del 2016 gli investimenti in ricerca e sviluppo ammontano al 16% del fatturato e che i conti godono di buona salute, con un ebitda al 30%.

ASSISTENTI VIRTUALI, AVAYA PRONTA A LANCIARE NOOR NEL 2017. Ma durante la quattro giorni si è anche parlato d’intelligenza artificiale e di big data. La multinazionale ha così anticipato che nel 2017 debutterà Noor: l’assistente virtuale targato Avaya. Il progetto per il momento è in fase di test, ma ha già attirato l’attenzione di qualche compagnia telefonica europea e di alcuni gruppi bancari.

Si tratta di una sorta di Siri ma più sofisticata, perché attraverso i big data pescati nella Rete, sui social media, in base ai gusti e alle preferenze manifestate, può suggerire all’utente acquisti e consentire di effettuare pagamenti digitali o più in generale interagire con lui risolvendo problemi complessi attraverso lo smartphone.

Ci sono già dei gruppi bancari, come Nbd Emirates, che stanno valutando l’utilizzo di questi sistemi negli sportelli e nei call center in sostituzione o a supporto di cassieri e centralinisti in carne e ossa.

“Questa soluzione che integra servizi voce, intelligenza artificiale e piattaforme analytics ed è abilitata dalla nostra soluzione Breeze potrebbe trovare applicazione in vari settori – ha spiegato Savio Tovar Dias, Sale Engineering per Avaya di Asia, Medio Oriente, Africa e Pacifico: in quello bancario assicurativo, ma anche nell’industria retail e della salute. Dobbiamo però ancora rendere la soluzione adottabile, perché il mercato per adesso non è pronto”.

Tuttavia, secondo Tovar Dias, nei prossimi anni la crescita sarà rapida, anche in conseguenza della saturazione del mercato delle app. “Inizialmente le funzionalità saranno di tipo base, prevalentemente limitate al calcolo e allo shopping, per poi evolvere verso sistemi di risoluzione dei problemi sempre più complessi”. Funerale delle applicazioni all’orizzonte? “Non credo nell’immediato. Penso che assistente virtuale e app convivranno ancora per qualche tempo e s’integreranno gradualmente”.

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