La crisi economica e il calo dei consumi cambiano la struttura del commercio. Soffrono i piccoli esercizi che nel 2011 scendono a 757 mila unità, aumentano invece le attività nel settore informatico e tlc e continua la forte crescita dell’e-commerce. E’ la fotografia scattata da Confcommercio sulla mappa regionale del commercio in Italia.
Analizzando le vendite “alternative”, via internet e tv, vendita a domicilio , l’associazione sottolinea che “si tratta di attività che hanno raggiunto un livello di diffusione elevato, come nel caso della distribuzione automatica che conta in Italia oltre 2 milioni di macchine installate e dell‘e-commerce che ha una efficace leva di marketing nei prezzi contenuti e nello sviluppo dei gruppi di acquisto on line”.
L’Osservatorio Nazionale del Commercio nel 2011 ha registrato 32.718 imprese che operano fuori dai negozi, banchi e mercati (+1.706 rispetto al 2010) così suddivise: 10.268 imprese di vendita a domicilio, 9.228 che vendono via internet, 2.847 che vendono per corrispondenza, telefono, radio, tv, 3.842 che utilizzano distributori automatici, 6.533 imprese di cui non è specificata la modalità di vendita. Il dato più rilevante è la crescita rispetto al 2010 del 19% delle imprese dell’e-commerce, mentre si è ridimensionato il settore delle vendite per corrispondenza, telefono e tv (-2,3%). Oltre il 50% di queste attività è ubicata al Nord, soprattutto in Piemonte (5.049 imprese), Lombardia (4.767) e Veneto (2.697), nel resto del paese si riscontra un numero elevato di imprese solo nel Lazio (4.493).
A livello geografico Molise (-1,9%), Friuli Venezia Giulia (-1,1%) e Liguria (-0,9%), le regioni che, nel complesso, registrano le maggiori perdite di esercizi; tra i comparti merceologici, spicca l’aumento nel settore delle apparecchiature informatiche e telecomunicazioni (con un +2,6% di esercizi).