IL CASO

Copernico, fra storia e lavoro del futuro. La via torinese allo smart working

Nel capoluogo piemontese il nuovo hub dell’azienda. L’ad Martani: “Condividiamo spazi e risorse all’insegna dell’innovazione”

Pubblicato il 24 Gen 2017

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Lo smart working nelle grandi imprese è sempre più diffuso, ed è poco meno che raddoppiato dal 2015 al 2016. I lavoratori “smart” nel nostro Paese, secondo i dati dell’osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, in Italia sono oggi 250mila, il 40% in più rispetto al 2013. Per andare incontro alle loro esigenze di condividere ambienti, conoscenza e relazioni, con l’obiettivo di stimolare la creazione di valore e la crescita delle persone e delle organizzazioni, nasce il nuovo hub di Copernico a Torino, nella storica sede di L’Oreal in Corso Valdocco, a pochi passi dalla stazione di Porta Susa, a disposizione degli smart worker che lavorano e transitano per il capoluogo piemontese.

La struttura di Torino, su tre piani, per una superficie complessiva di 12mila metri quadrati, ospita uffici arredati, coworking, sale meeting, spazi eventi, oltre a un’area più “social” composta dal club e dal café: ambienti di lavoro informali e flessibili ideali per il worksumer, il lavoratore 3.0 sempre più dinamico e alla ricerca di luoghi e contesti che facilitano la produttività e la conciliazione tra vita personale e professionale. La sede di Torino va ad aggiungersi alle altre otto su cui Copernico può contare in Italia e all’estero, in cui convivono aziende internazionali, Pmi, startup, professionisti e freelance.

A spiegare la filosofia che sta guidando Copernico nella sua continua espansione, che porterà la società ad aprire nuovi spazi a Milano, Roma, Bologna, Napoli, Cagliari, Firenze, Verona, Brescia, Padova e Venezia, è l’Amministratore delegato della holding, Pietro Martani: “Copernico rappresenta un modo innovativo di concepire il mondo del lavoro – afferma – pensato per rispondere alle esigenze di un mercato e di un lavoratore in evoluzione, sempre più flessibile e sempre più in cerca di connessioni e di conoscenza. La nostra piattaforma si compone di tre dimensioni fondamentali per la creazioni di un ecosistema fertile, in cui far crescere imprese e persone: quella spaziale, quella relazionale e quella culturale. Copernico rende fisiche le necessità di condividere non solo gli spazi e le risorse, ma soprattutto le esperienze all’interno di un sistema dinamico, dove si sviluppano nuove idee, che possono poi realizzarsi concretamente”.

A motivare la decisione di aprire la nuova sede a Torino c’è il fatto che si tratta di una città in fermento, che la Commissione Ue ha messo al secondo posto in Europa, dopo Amsterdam, per capacità di innovare, e la circostanza che il capoluogo piemontese stia sviluppando un modello di smart city legato a politiche e processi integrati che promuovono iniziative di open innovation, pubbliche e private.

“La piattaforma Copernico vuole essere fortemente connessa al tessuto urbano e aprirsi alla città – conclude Martani – Copernico a Torino diventerà un crocevia tra la vivace e trafficata Corso Valdocco e Via Garibaldi, pedonale e più appartata, e rappresenterà la doppia anima torinese, sempre rivolta al futuro e all’innovazione e allo stesso tempo elegante e misurata. Il cafè nel social floor al piano terra sarà la connessione con l’esterno e il luogo ideale per fare networking e sviluppare nuove idee e progetti per la città di Torino”.

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