L’ANNUNCIO

Crisi dei chip, il Giappone accelera: aiuti statali per i nuovi stabilimenti sull’isola

Il governo si prepara a concedere sussidi pubblici per le nuove realtà produttive, a iniziare da quella annunciata da Tsmc in collaborazione con Sony. Allo studio norme per far rientrare i semiconduttori nella lista delle industrie prioritarie per l’economia nazionale

Pubblicato il 08 Nov 2021

Chip

Introdurre nell’attuale sistema normativo in vigore in Giappone una serie di modifiche che consentano la concessione di contributi pubblici per la realizzazione di stabilimenti industriali strategici, in modo da poter sostenere l’impegno di Tsmc che ha programmato l’apertura di una nuova sede produttiva per i chip nella prefettura di Kumamoto, in collaborazione con Sony. E’ questa l’intenzione annunciata dal governo giapponese, guidato da Fumio Kishida, che avrebbe intenzione di sottoporre al parlamento le proprie proposte già entro il mese di dicembre. Si tratta di una risposta diretta alla crisi dei chip che si sta registrando da mesi su scala globale e che sta rallentando pesantemente i mercati nella fase post covid, a partire dall’automotive per allargarsi in generale al mondo del manufacturing in tutti i verticali in cui la tecnologia svolge un ruolo di primo piano.

Non si tratta per il Giappone di una strategia che viene adottata per la prima volta: un’operazione simile per il sostegno statale alle industrie di importanza strategica venne portata a termine già in passato per aiutare le imprese impegnate nello sviluppo del 5G. Con le nuove norme l’industria dei semiconduttori verrà definita prioritaria per l’economia giapponese, e potrà così contare su stanziamenti sostanziosi da parte del governo, grazie a una serie di emendamenti al bilancio dell’anno fiscale 2021. In cambio del sostegno statale ai chip maker che ne beneficeranno il governo potrà richiedere garanzie sui quantitativi di produzione e sui tempi di arrivo sul mercato dei chip, oltre che investimenti specifici sull’innovazione e sullo sviluppo di nuovi prodotti.

Il nuovo stabilimento del gigante taiwanese Tsmc, che investirà in Giappone una cifra vicina agli 8,8 miliardi di dollari, dovrebbe essere operativo, secondo la tabella di marcia dell’azienda, dal 2024, e sarà dedicato in modo particolare alla poduzione di chip con un occhio di riguardo per l’automotive. Sorgerà accanto a un grande stabilimento Sony in cui vengono realizzati sensori d’immagini per gli smartphone.

L’operazione messa a punto dal governo giapponese punta a far riguadagnare posizioni all’industria giapponese dei chip proprio in un momento in cui tutti i grandi player globali stanno mostrando difficoltà a rispondere alla richiesta globale di semiconduttori, concentendo al Paese di tornare a conquistare la vetta in un mercato in cui aveva ceduto il passo negli ultimi anni ai colossi del resto dell’Asia e a quelli statunitensi. Tra gli obiettivi del governo giapponese nel finanziare lo sviluppo di  nuove tecnologie per i semiconduttori c’è anche quello di attirare i grandi player statunitensi del settore, cercando di trarre vantaggio dalla guerra dei Chip che gli Usa hanno in corso con la Cina.

Alla luce di questa prospettiva va letto anche il progetto annunciato da Tsmc per la creazione sull’isola di un nuovo grande centro di ricerca e sviluppo in collaborazione con alcune delle principali aziende giapponesi dei semiconduttori, come Ibiden, Jsr e Disco. L’attività del centro dovrebbe mirare alla messa a punto di tecnologie all’avanguardia per la realizzazione di semiconduttori 3D, grazie alla collaborazione con Ibiden e sull’esperienza dell’Istituto nazionale di scienze industriali avanzate e tecnologia di Tsukuba, a Nord di Tokyo. La nuova tecnologia, su cui sono al lavoro anche i competitor di Intel e di Samsung, abiliterà un minore consumo energetico per il trasferimento dei dati rispetto alle architetture in 2D, e prestazioni migliori per applicazioni di intelligenza artificiale.

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