IL PAGINONE

Customer care, rivoluzione social

Si moltiplicano i canali di contatto con cui le aziende devono fare i conti per mantenere il rapporto con il cliente. Telefono sempre più marginale, Internet tiene banco

Pubblicato il 02 Mar 2013

call-center-130116151910

La rivoluzione dei contact center è iniziata: abilitata dalle tecnologie mobili e alimentata dal fenomeno dei social media, sta imponendo alle aziende di tenere conto del numero crescente di canali di contatto (voce, chat, e-mail, sms, reti sociali) per venire incontro alle modalità di accesso adottate soprattutto (ma non solo) dalla Generazione Y. Se molti contact center restano alla finestra, tutti sono consapevoli che cambiare sarà presto un imperativo: mobilità e servizi Internet-based crescono a passi da gigante, con una trasformazione innescata “dal basso” in cui sono i consumatori a dettare alle aziende, e non viceversa, come, quando e per quali scopi adotteranno i canali di interazione a loro disposizione.

“L’imperativo, per ogni azienda, è seguire il cliente in ogni fase e poter disporre di tutte le informazioni rilevanti sui suoi bisogni e interessi”, ribadisce Diego Lo Giudice, Vice President Forrester. “Questi vengono oggi espressi contestualmente attraverso più canali e le aziende devono essere in grado di recepirli, pena l’abbandono del servizio da parte del cliente”. Secondo ricerche effettuate dalla Perdue University, infatti, il 92% dei consumatori si forma un’opinione sul brand tramite il suo contact center e il 73% dei giovani della generazione Y abbandona un’azienda dopo una sola esperienza di contatto negativa.

Qualche numero per farsi un’idea: le aziende che usano i social network (Facebook, Twitter e Youtube) per gestire il customer care sono raddoppiate in un anno, passando dal 18,6% del 2011 al 33,1% del 2012, secondo Dimension Data. Il 79,3% delle aziende dispone già o sta allestendo servizi Internet per gestire i rapporti con la clientela; il 19,2% offre applicazioni smartphone; il 46,3% pensa che userà quest’anno le web chat. Il telefono in questa fase è ancora principe (soprattutto per la gestione delle situazioni più complesse), ma si potrebbe dire che difficilmente manterrà la corona: nel 2008, quasi il 70% delle interazioni si sono svolte tramite telefono, ma nel 2011 erano scese al 55%, e il resto si è svolto in modalità self-service. I consumatori vogliono canali di contatto interattivi e collaborativi, dove sono protagonisti – con tanti pro e contro per le aziende: mentre lo sviluppo del self-service riduce i costi e le tecnologie offrono la possibilità di comunicare col cliente sempre e ovunque (raccogliendo anche preziosi dati sulle sue caratteristiche), social network e web possono trasformarsi in una piattaforma impietosa dove i giudizi negativi si riverberano “viralmente” e mettono a dura prova la reputazione dei brand, costringendoli ad essere molto attenti nella loro pratica di business e nel trattamento dei clienti.

In questa altalena di novità ci sono tecnologie che salgono e tecnologie che scendono. Il riconoscimento vocale, considerato tempo fa uno strumento promettente, oggi conta meno. Il dilagare del web non ha intaccato invece l’utilizzo dei risponditori automatici (sistemi Ivr), che continuano a crescere non meno delle applicazioni per social media e smartphone. Per i provider contano sempre di più le soluzioni hosted e cloud: permettono di acquistare tecnologie nuove e adattabili a costi contenuti e di avere operatori disponibili sempre e ovunque. Ma la base dei contact center evoluti è essere multichannel, saper integrare e gestire coerentemente i vari canali di contatto col cliente: le informazioni raccolte al telefono non possono essere slegate da quelle reperite su web o per email. Utilizzare la business intelligence per analizzare le informazioni è il passo successivo: la offre, insieme alle tecnologie ontologico-semantiche, la nuova piattaforma Iride Customer Centric Suite sviluppata da Almawave, la società di innovazione tecnologia del Gruppo Almaviva. “Con questa piattaforma si gestiscono le richieste del cliente poste con linguaggio naturale e si effettuano, nelle attività di customer care, ricerche e analisi di dati relativi ai clienti. Le aziende ottengono una visione integrata delle aspettative del cliente e riescono a elaborare una risposta qualificata sia sui canali tradizionali che su quelli nuovi”, sottolinea Valeria Sandei, Ad di Almawave.

Insomma, se da un lato pochi contact center sono già moderni (solo il 6,7% di quelli intervistati da Dimension Data si definisce “highly advanced”), per chi vuole stare al passo coi tempi, comprendere e soddisfare le richieste del mercato e differenziarsi dalla concorrenza, la direzione da prendere è chiara: qualità, multicanalità ed evoluzione tecnologica del customer care.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

EU Stories - La coesione innova l'Italia

Tutti
Video & Podcast
Analisi
Social
Iniziative
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia

Articoli correlati