Cybersecurity, Houssaini (BT): “Crime-as-a-service il vero nemico”

Il vice president di BT Security Europe: “Non siamo più di fronte a hacker in cerca di notorietà, ma a organizzazioni internazionali che vogliono monetizzare la loro attività. In questi casi la miglior difesa è l’attacco, e i big data sono fondamentali per la prevenzione”

Pubblicato il 26 Gen 2017

houssaini-ramy-170125170940

Per difendere gli Stati, le aziende e le infrastrutture critiche nazionali dagli attacchi informatici la miglior difesa è l’attacco. E l’analisi dei big data può essere fondamentale, anche su scala internazionale e in un’ottica di collaborazione pubblico-privato, per fare intelligence e prevenire le minacce di un cybercrime sempre più “industrializzato”, che mira a ottenere vantaggi economici dalla propria attività. E’ questo in sintesi uno dei punti chiave della vision sulla cybersecurity che Ramy Houssaini, vice president di Bt Security Europe, illustra in un’intervista a CorCom

Houssaini, in Italia e in Europa è ormai tempo di digital transformation. Quanto conta la cybersecurity in questo campo? Fallire su questo punto può essere un fattore di rallentamento per la rivoluzione in corso?

Il digitale sta diventando sempre più un priorità. Lo vediamo in termini di investimenti, ma anche dalla strategia sull’Agenda digitale adottata della Commissione europea. Sono sempre di più le aziende che hanno capito l’importanza della trasformazione digitale: in questo quadro la security è senza dubbio un “abilitatore”, ma se affrontata nel modo sbagliato o senza la sufficiente attenzione può diventare un ostacolo. Oggi il focus si sta spostando dalla messa in sicurezza delle infrastrutture e dei device a quella dei dati e delle identità. La security può diventare un propulsore, accompagnando ad esempio il passaggio al cloud: un processo positivo, che però non si può affrontare se non si è fino in fondo consapevoli dei rischi che comporta e del contesto regolatorio, oltre che degli investimenti necessari. Passare al digitale vuol dire, anche in termini di cybersecurity, avere una roadmap adeguata e la mentalità giusta.

Quali sono i pericoli più grandi per aziende, reti e PA?

Il quadro emerge con chiarezza se analizziamo dove vengono destinati oggi la maggior parte degli investimenti nella sicurezza informatica: si punta soprattutto a proteggere i dati, e a fare in modo che gli effetti di eventuali data breach siano minimizzati, difendendo i sistemi dagli attacchi Ddos come dagli altri rischi che minacciano la disponibilità delle informazioni. Man mano che ci immergiamo nella digital economy l’affidabilità diventa essenziale: basti pensare al settore della salute o a quello finanziario, dove tutto dipende dalla sicurezza delle transazioni. Un altro fattore chiave è il mantenimento della confidenzialità delle informazioni. Quando parliamo di infrastrutture critiche nazionali è importante capire che su di esse fanno spesso affidamento i sistemi industriali, e che a oggi non si vedono ancora investimenti adeguati in sistemi Scada, cioè i sistemi informatici distribuiti per il monitoraggio elettronico delle infrastrutture critiche: puntare su questo vorrà dire essere pronti per l’avvento di Industry 4.0 e dell’internet of things applicato all’industria. In questo periodo stiamo assistendo a una crescita importante di consapevolezza sulla security nella maggior parte delle aziende, anche a livello di board. Ma c’è anche da dire che troppo spesso la consapevolezza non si traduce in investimenti adeguati e in azioni concrete: su questo c’è ancora molto da fare.

Ha sentito dell’operazione “EyePyramid” e della centrale di cyberspionaggio smantellata in Italia? Che idea si è fatto di questa vicenda?

Come abbiamo potuto vedere da diversi casi di cronaca, a partire dalle elezioni presidenziali negli Usa, il cybercrime sta diventando un “service”. Da una parte il livello di sofisticazione degli attacchi è sempre più alto, e dall’altra c’è ormai sul mercato una quantità di strumenti di offesa a costi bassi, alla portata di tutti. La sfida, quando si è attaccati, è di saperlo e capirlo in tempo reale, per poter prendere le giuste contromisure minimizzando i danni. Se volessimo fare un esempio “analogico” potremmo pensare alla Casa Bianca: è un edificio molto sicuro, protetto da un muro. Ma nonostante questo a volte il muro viene scavalcato, e lì intervengono i servizi segreti. Nel campo cyber è la stessa cosa: quado le difese vengono aggirate, bisogna avere a disposizione l’intelligence per scoprirlo e per correre ai ripari.

Come è cambiato il cybercrime negli ultimi anni?

Ci sono due tendenze principali che emergono nell’ultimo periodo: sempre più Stati e organizzazioni si stanno attrezzando con strumenti per effettuare attacchi informatici. Ci sono oggi 140 Paesi nel mondo che hanno e utilizzano qualche forma di cyberweapon, vere e proprie armi informatiche per combattere guerre. Tanto che il “cyber” è diventato un settore aggiuntivo all’ordine del giorno della Nato nell’ultimo summit di Varsavia.

Il secondo trend è l’industrializzazione del cybercrime. C’è oggi una nuova classe di cyber-imprenditori che basano sugli attacchi informatici il proprio business, come ha recentemente svelato l’Interpol con le proprie indagini. Siamo al “crime as a service”: veri e propri gruppi criminali che operano su scala globale per “monetizzare” le opportunità che vengono dal cybercrime, che diventa così sempre meno un terreno per giovani hacker che sfidano i giganti per farsi pubblicità. Questi due trend devono metterci nella condizione di dare una nuova forma alle nostre strategie di difesa, anche nella prospettiva di difese nazionali. Essere in grado di prevenire i cybercriminali attaccando è una scelta che deve seriamente essere presa in considerazione: bisogna collaborare per sapere in anticipo chi può essere interessato alle nostre informazioni, in che modo si muove e con quali strumenti. E’ un atteggiamento molto più vantaggioso rispetto allo stare semplicemente ad aspettare che un attacco si verifichi, e solo a quel punto reagire.

Quanto contano nella strategia di Bt sulla cybersecurity l’analisi dei big data per prevenire gli attacchi?

Noi ci caratterizziamo come un operatore globale, che ha attività in più di 170 Paesi, oltre che come operatore di infrastrutture critiche: il nostro obiettivo non è soltanto proteggere la nostra rete, ma anche le informazioni e i dati dei nostri clienti. Per questo investiamo massicciamente in sicurezza, cosa di cui siamo orgogliosi e che fa parte del Dna della nostra organizzazione. Non vendiamo i nostri prodotti, ma la nostra esperienza nel difendere le nostre stesse infrastrutture. Partendo da questo aiutiamo i nostri clienti a trarre il massimo dei benefici delle nostre scelte nelle architetture di difesa. Da questo punto di vista la security è un esempio importante del possibile utilizzo dei big data. Siamo impegnati costantemente a riunire i dati sulla sicurezza che raccogliamo ovunque siamo presenti, per poter prevedere e prevenire le minacce e aiutare i nostri clienti a tenere al sicuro le proprie informazioni.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

EU Stories - La coesione innova l'Italia

Tutti
Video & Podcast
Analisi
Social
Iniziative
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia

Articoli correlati