Dall’università Roma Tre a Cupertino: Stamplay, startup italiana fondata da Giuliano Iacobelli e Nicola Mattina, il primo laureato al dipartimento di Ingegneria Informatica, il secondo docente a contratto del Dipartimento di Economia Aziendale dello stesso ateneo, è stata acquistata dalla Apple. La startup si occupa di sviluppo in cloud e realizzazione di App senza ricorrere al codice.
Ad annunciarlo l’Università Roma Tre dalla quale provengono non solo i due fondatori ma l’intero team di sviluppo della start up specializzata nello sviluppo cloud e nella realizzazione di app senza ricorrere al codice. Cristian Roselli, Claudio Petrini, Mirko Di Serafino e Alessandro Oliveri sono infatti gli under 30 anni, ex studenti dell’ateneo romano che hanno preso parte al percorso imprenditoriale di Roma Tre e che oggi hanno fatto della loro passione una professione di successo. “Roma Tre da almeno dieci anni – sottolinea Carlo Alberto Pratesi, delegato di Ateneo per le Startup e imprese – investe nel creare imprenditori innovativi mettendo insieme team multidisciplinari. Giuliano Iacobelli è stato tra i partecipanti alle prime edizioni del percorso di imprenditorialità che conduciamo da anni con passione e che nelle ultime edizioni ha preso il nome di Dock3. Il successo riscosso da Stamplay ci conferma che stiamo procedendo sulla strada giusta. Siamo sempre alla ricerca di giovani talenti, quindi chiunque volesse iscriversi avrà tempo fino alla fine di marzo 2019”.
Dock3 – The Startup Lab è un programma dell’Università degli Studi RomaTre, in collaborazione con “Started”, progetto finanziato dalla Commissione Europea finalizzato allo sviluppo delle competenze imprenditoriali dei ricercatori èaperto anche a studenti e professionisti esterni che possono contribuire con le proprie competenze allo sviluppo di un progetto imprenditoriale di un team di studenti di RomaTre.
Non è la prima volta che Apple fa shopping in Italia. Nel 2012 aveva comprato una divisione di Redmatica, startup emiliana che si occupa di software per la riproduzione, la registrazione e l’editing di audio digitale. All’epoca l’azienda aveva un fatturato di circa 100mila euro. E Apple mise le mani sulle attività e le risorse che più le interessavano per lo sviluppo dei propri prodotti: i software e i diritti di proprietà intellettuale a essi collegati, oltre ai contratti in licenza già stipulati e la divisione che si occupa della ricerca e dello sviluppo di nuovi programmi.