L'APPROFONDIMENTO

Digitalizzazione? Troppo “limitante”. Il nuovo mantra è virtualizzazione

Big data, cognitive computing e intelligenza artificiale pongono sfide etiche e tecnologiche e ampliano i confini “fenomenologici”. L’analisi di Fulvio Ananasso, presidente di Sgi e consigliere Cdti

Pubblicato il 27 Dic 2018

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A distanza di un anno dall’insediamento dei nuovi vertici, Socie/i e simpatizzanti di Stati Generali dell’Innovazione (SGI) hanno fatto il punto della situazione in una piacevole Serata Sociale SGI lo scorso 20 dicembre. La presenza in SGI di competenze senior STE(A)M – science, technology, engineering (arts) & mathematics -, ma anche di filosofi, giuristi, sociologi, … ne sottolineano l’approccio inter-/cross-disciplinare nell’Innovazione “at large”, rendendone credibili le capacità di presidiare sia i processi organizzativi che le tecnologie avanzate.

Il 2018 ha visto al riguardo un significativo impegno partecipativo di SGI, Associazione ben presente ed attiva nelle principali tematiche della Società della Trasformazione Digitale. Essa richiede che il concetto di “virtualizzazione” sostituisca quello più limitato di “digitalizzazione”, tanto più ove si consideri la c.d. Geospatial Revolution, il fenomeno evolutivo della cultura geografica che accompagna la trasformazione digitale della società contemporanea.

Uno dei principali obiettivi SGI è la partecipazione a tavoli e iniziative rilevanti per l’innovazione dei processi e lo sviluppo responsabile, quali l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) per il presidio dei 17 sustainable development goals (SDG) dell’Agenda ONU 2030, Open Government Partnership, Internet Governance Forum, Agenda Tevere, Forum Innovazione di Roma Capitale, User Forum Nazionale del Programma Copernicus,  supporto ad attività di formazione per nuovi profili professionali nella Geographic Information / geomatica (Open Geo Data School), … A tale ultimo riguardo va sottolineato come, in riconoscimento del contributo fornito da SGI, l’Assemblea UNINFO del 19 aprile u.s. abbia deliberato di ammettere Stati Generali dell’Innovazione come Socio Onorario UNINFO.

SGI è attiva nel supporto ad attività di divulgazione della cultura del Digitale e dell’Innovazione, come la rete di 57 scuole SIDERA (Scuola, Innovazione, Digitale, Esperienza / Educazione, Rete, Ascolto), il repository RED (Risorse Educative Digitali) del Patrimonio Culturale per la Digital Cultural Heritage (DiCultHer) Arts & Humanities School, progetti di Alternanza Scuola-Lavoro, Social Hackathon, Punti Roma Facile (PRoF) di Roma Capitale, mentoring di progetti innovativi (e.g. Phyrtual Factory della Fondazione Mondo Digitale), ecc.

Estremamente importante per la qualità della nostra Società è altresì il presidio dei temi relativi all’Etica e Responsabilità Sociale nell’Innovazione, con particolare riguardo a quelli legati al potere delle Piattaforme, protezione dei dati personali, profilatura d’utente e prospettive occupazionali nell’Economia di Internet. Il mondo sta cambiando così rapidamente che si sente l’esigenza di un afflato filosofico-umanistico piuttosto che (solo) tecnologico-ingegneristico. 

Le soluzioni big data, cognitive computing, intelligenza artificiale, con associate possibilità di user profiling (che potrebbero essere utilizzate per sanzionare presunte propensioni anziché azioni, discriminare lavoratori per presunte poor performance e/o tracciamenti stili di vita, …) pongono nuove sfide etiche — ad esempio, nelle nuove forme che assume il ‘lavoro’. Per un numero crescente di persone, il lavoro passa dalle piattaforme digitali, grandi infrastrutture tecnologiche che hanno la capacità di gestire attraverso algoritmi sia lavoro ‘esplicito’ e frammentato di quote crescenti di lavoratori (‘gig economy’) che lavoro ‘implicito’ più o meno volontario e gratuito degli utilizzatori, spesso strumentalizzando a fini commerciali i termini ‘condivisione’ (sharing economy), ‘partecipazione’, ‘collaborazione‘ – V. apposizione di like, user generated content (UGC), re-Captcha (addestramento modelli di intelligenza artificiale), …  

Quindi nessuno spazio a tecnofobia, ma attenzione ai problemi etici e di responsabilità sociali posti dalle nuove tecnologie / scienza dei dati. Occorrono norme più stringenti che assicurino che l’ultima parola su temi etici rilevanti (salute, lavoro, dati personali, …) sia in capo ad esseri umani, NON ad algoritmi. Si potrebbe poi “negoziare l’algoritmo”? Non trattative ‘piattaforma-singoli’, ma ‘piattaforma-piattaforma’, tra quelle che ‘danno lavoro’ a quelle delle comunità ‘pan-sindacali’ dei potenziali lavoratori?

In accordo agli obiettivi prefissati per il 2018, sono stati conseguiti importanti successi nella Programmazione Europea Erasmus+, acquisendo progetti UE nei programmi KA3 “Social Inclusion in Education and Training” (progetto “Crowddreaming: youths co-creating digital culture”, Coordinatore All Digital) e KA2 “Sector Skills Alliance” (progetto “Smart DevOPS”, Coordinatore Hellenic Open University). E’ un primo passo – ma sostanziale – per inserire SGI tra gli attori di rilevanza europea che possano impattare sulle politiche dell’Innovazione UE.

E importanti sono gli sforzi di SGI nel presidio delle tecnologie avanzate.

Ad esempio, le tecnologie Blockchain, che consentono di realizzare un general ledger (libro mastro) condiviso, affidabile, sicuro, aperto, trasparente, senza forme di censura o Autorità centrali fiduciarie, per potenziali applicazioni di smart contracts (assicurazioni, trasporti, …), tracciabilità atti pubblici (Notai, Avvocati, Istituzioni, …), controllo flussi migratori, certificazione dei titoli di studio, tracciamento filiera Agro-alimentare, Sanità, Fintech, ecc.

Nonostante la rilevanza e le interessanti prospettive applicative, occorre però sottolineare che i sistemi attuali permissionless a differenza di quelli permissioned, che rientrano in una sorta di distributed ledger technology (DLT) – presentano al momento una serie di limiti. Ad esempio, relativamente ai consumi, la competizione tra “miners”, basata sulla complessità degli algoritmi per il proof of work (PoW), richiede enormi quantità di energia (paragonabile alle necessità di Paesi come il Perù o l’Irlanda), giganteschi data center in Paesi a bassi costi di energia, con problemi di dissipazione di calore e (ben più importante) sostenibilità ambientale. I costi sono tuttora imprecisati (e non insignificanti), e le apps blockchain-based non sono sostanzialmente realtime. Infine, i tempi di lavorazione transazioni / blocchi sono piuttosto lunghi – ad es. Bitcoin richiede circa 10‘ per un blocco (1.000÷1.500 transazioni) -, e la certezza di transazione a buon fine si ha dopo alcuni blocchi, il che limita l’applicabilità di smart contracts per transazioni che richiedano brevi tempi di risposta. Infine. al momento le blockchain tradizionali (7÷20 transazioni al secondo) mal si adattano (ad esempio) alla fatturazione elettronica (miliardi di fatture / anno in Italia, cioè 500+ transazioni al secondo), o a transazioni di Carte di Credito (decine di migliaia di transazioni al secondo), e non danno certezza dei tempi di esecuzione per nuove transazioni business — da aggiungere a quelle già esistenti sulle varie reti Blockchain.

Una interessante soluzione sembrerebbe offerta dal protocollo Algorand, proposto nel 2017 dal prof. Silvio Micàli (ACM Turing Award 2012) del MIT, che si annuncia come la prima piattaforma permissionless con protocollo proof of stake (PoS) a soddisfare la promessa di una piattaforma di transazioni blockchain che risolverebbe il “blockchain trilemma” (scalabilità, sicurezza, decentralizzazione) di cui le imprese hanno bisogno. Algorand sta cercando di creare un ecosistema mondiale, che vedrà il 22 gennaio p.v. la tappa romana.

In aggiunta al monitoraggio costante delle iniziative a banda ultra larga (BUL), net neutrality, …, la partecipazione al “Laboratorio  Smart City” del Forum Innovazione del Comune di Roma permette a SGI di contribuire alla sperimentazione 5G con Ericsson-Fastweb-ZTE (2018÷2020) per applicazioni di Realtà Immersiva Virtuale (valorizzazione dei Beni Culturali), Smart mobility e Sicurezza. Il 5G, ultimo paradigma fisso-mobile abilitante nuovi servizi personalizzati con le interessanti opzioni applicative di network slicing e softwarization (network function virtualization / software defined radio, NFV / SDR), permette velocità (almeno) un ordine di grandezza superiori al 4G, latenze inferiori a 5 msec (goal 1 msec), ingenti volumi di dati scambiabili in mobilità, altissime densità di utenti per cella (fino a 1 milione/km2), … con opportunità di rivisitare l’intero tema della «neutralità» (rete, servizi, piattaforme). Incidentalmente, alcune Organizzazioni – tra cui l’Università di Oulu (Finlandia) – hanno iniziato la ricerca sulle reti mobili 6G prima ancora che le reti 5G abbiano avviato le operazioni commerciali – previste nel periodo 2020÷2022.

In generale, i progetti in corso o in via di lancio mirano a presidiare aree importanti della Trasformazione Digitale della nostra Società, attraverso competenze senior / gruppi di lavoro nei settori: 

  • Artificial Intelligence / (Big) Data Management / Machine Learning
  • ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile
  • Tecnologie Blockchain
  • Etica e Innovazione
  • Geo-Spatial Revolution – Rubrica mensile SGI su TechEconomy
  • IBoR – Internet Bill of Rights / Net Neutrality
  • IMPREM – Infrastructure Monitoring for Predictive Maintenance 
  • NGAN – Next Generation Access Network (5G / BUL)
  • SINFI – iniziative di supporto al popolamento del Sistema Informativo Nazionale Federato delle Infrastrutture
  • SPLAT – Smart Platform (e.g. Digital Tranformation in Agricolture)

In sintesi, sono disponibili sistemi e tecnologie avanzate presidiati da competenze senior di Stati Generali dell’Innovazione, quali GIS / infrastrutture geo-spaziali, reti (ultra)broadband (UBB) fisse e mobili – con le interessanti opzioni applicative dell’imminente 5G -, Internet of Things (IoT), Intelligenza Artificiale, Blockchain, Realtà Aumentata e Virtuale, ecc. Essi rendono possibile la fornitura di servizi digitali tramite “Smart Platform” (SPLAT) in fase di approfondimento SGI per applicazioni di “green & sustainable development” (Sicurezza, Agricoltura di precisione / Farming 4.0, tracciamento della filiera alimentare, e-health, ecc.), utilizzando caso per caso le combinazioni più appropriate delle tecnologie citate. Sostanzialmente, con la disponibilità di competenze senior multidisciplinari e tecnologie avanzate fruibili “as a service” nel Cloud, e il supporto di ricercatori ed esperti nei vari “verticals”, è possibile realizzare iniziative di Trasformazione Digitale in vari settori applicativi, tra cui stiamo considerando il progetto Infrastructure Monitoring for Predictive Maintenance (IMPREM) – monitoraggio IoT per la ‘manutenzione predittiva’ delle infrastrutture (onde evitare tragedie del tipo Ponte Morandi a Genova) – e Agricoltura Digitale.

Stati Generali dell’Innovazione intende cioè mettere le proprie competenze e professionalità specifiche a supporto di Istituzioni, Enti Locali, Aziende, … che intendessero farsi carico delle applicazioni di Trasformazione Digitale citate sopra. In  particolare, per quanto concerne advisory e supporto tecnico alla realizzazione del monitoraggio IoT / SHM (internet of things / structural health monitoring) e relativi algoritmi predittivi / intelligenza artificiale, che consentano di monitorare con continuità lo stato di salute delle infrastrutture ed una manutenzione mirata, evitando che si verifichino situazioni di crollo. Relativamente al secondo progetto SPLAT (Agricoltura Digitale), il kick off è stato effettuato lo scorso 21 dicembre 2018 a Velletri (Roma), e una prima riunione operativa è prevista per la fine di Gennaio 2019.

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