Le telco virano sui data center che rappresentano una nuova e proficua opportunità di business, soprattutto legata all’intelligenza artificiale. Secondo Fierce Network Research, gli operatori telco potrebbero incrementare significativamente i propri ricavi investendo in data center specializzati per l’AI, sfruttando le proprie risorse e competenze per diversificarsi rispetto al tradizionale ruolo di fornitori di connettività.
Da telco a techCo
La necessità di trovare nuove fonti di reddito ad alto margine sta portando le telco a superare il ruolo di esclusivi provider di connettività di base, che vede le big tech atturare la maggior parte del valore, verso l’offerta di servizi e soluzioni diversificate. I data center rappresenterebbero un’evoluzione strategica, permettendo agli operatori di sfruttare asset esistenti come infrastrutture, competenze tecniche e relazioni con i clienti per entrare in un mercato in forte crescita. Ma in questa trasformazione emerge in maniera prorompente il tema dei consumi e dell’accesso alle energie rinnovabili.
La “mossa” di Intred
In questo scenario Intred, operatore di telecomunicazioni che opera in della Lombardia, annuncia la sua ufficiale ammissione come socio di Ida – Italian Datacenter Association, l’associazione che riunisce i principali costruttori e operatori di Data Center italiani, con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo e la crescita di questo settore strategico a livello nazionale.
Questa adesione conferma l’impegno della società nel settore. Con due Data Center di proprietà e un know-how pluriennale di gestione operativa, Intred continua a investire in questo settore per sostenere le esigenze del mercato e dei clienti. Inoltre, nel Piano Strategico 2024 – 2027 è prevista la costruzione di un nuovo Data Center a Brescia, situato in una zona strategica della città, oggetto di un ampio progetto di riqualificazione e bonifica ambientale.
Gli obiettivi strategici
Intred si pone come obiettivo quello di supportare la crescita digitale delle aziende, offrendo soluzioni affidabili e di prossimità, connettendo i Data Center alla rete in fibra ottica di proprietà. L’azienda si concentra sull’infrastruttura tecnologica, ponendo particolare attenzione alla sostenibilità, in linea con le tendenze del settore che mirano a ridurre i consumi, sfruttare fonti rinnovabili e minimizzare l’impatto ambientale. Questi interventi sono essenziali per soddisfare la crescente domanda di potenza necessaria per supportare applicazioni come l’AI, l’IoT e i servizi digitali.
“Siamo molto entusiasti di entrare a far parte di Ida e di condividere la mission di promuovere lo sviluppo e la presenza del settore sul territorio nazionale – sottolinea Daniele Peli, AD e fondatore di Intred – Desidero inoltre esprimere un sentito ringraziamento a Sherif Rizkalla, presidente di Ida, per il suo impegno costante nella promozione dei Data Center in Italia, un settore che rappresenta un asset strategico fondamentale per il nostro Paese”.
“Il settore sta vivendo una fase di forte espansione globale, rispondendo alla crescente esigenza di raccogliere e gestire quantità sempre maggiori di dati – spiega Peli – Intred ha deciso di investire in questo settore con un approccio focalizzato sull’infrastruttura tecnologica e non sulla proprietà immobiliare, differenziandosi così dalla maggior parte dei competitor attuali. Importante sarà il tema dell’energia e del suo costo, alla luce delle sfide energetiche che i Data Center sono chiamati ad affrontare. Ѐ fondamentale lavorare per garantire l’accesso a energia prevalentemente rinnovabile con potenze elevate e in tempi rapidi per sostenere lo sviluppo del settore Datacenter in Italia”.
Il piano 2024-2027
E punta proprio sullo sviluppo nel campo dei data center il nuovo piano strategico 2024-2027 di Intred: l’azienda prevede 80 milioni di euro di investimenti nel periodo 2024-2027, dei quali circa 13 serviranno per la realizzazione del data center di Brescia.
L’obiettivo dell’azienda è a questo punto di interconnettere i data center con la rete in fibra ottica di proprietà “tramite un approccio focalizzato sull’infrastruttura tecnologica e non sulla proprietà immobiliare”, si legge in una nota Intred.