L'INTERVISTA

Data economy, Ingrosso: “Serve un modello di governance democratico”

Il presidente della Fondazione Pico, digital hub di Legacoop: “Per contribuire a uno sviluppo più equo e sostenibile è necessario che gli utenti possano decidere insieme alle grandi piattaforme che uso fare o non fare delle proprie informazioni. In questo modo si crea valore per le imprese, ma anche per le comunità e i territori”

Pubblicato il 22 Set 2023

Piero Ingrosso_ foto (3)

Un modello “democratico” per l’utilizzo dei dati che consenta agli utenti di decidere insieme alle piattaforme che uso farne. È questa la visione che anima l’attività della Fondazione Pico, il Digital Innovation Hub di Legacoop nazionale. Delle prospettive di diffusione di questo modelli alternativo a quello del capitalismo delle piattaforme ne parliamo con Pietro Ingrosso, da giugno alla presidenza.

Presidente Ingrosso, i dati sono il motore dell’economia digitale e il tema della loro gestione è al centro delle sfide regolatorie e anche della scelta dei modelli di business: che governance serve per una economia più sostenibile ed equa?

Come Fondazione Pico e Legacoop stiamo cercando di portare i valori cooperativi nel digitale; quindi secondo noi i principi “ispiratori” già esistono e possono essere declinati all’interno dei business digitali. Riteniamo che per rendere l’innovazione e l’uso dei dati davvero etici, sia necessario garantire un controllo democratico di strumenti e informazioni da parte degli utenti che, in qualità di “generatori” di quei dati e di soci delle piattaforme che li utilizzano, possano esercitare il diritto proprietario e decidere insieme che uso farne – o non farne – in modo da produrre nuove opportunità condivise e distribuire equamente i vantaggi generati, economici e non solo.

Alla luce di questa convinzione, come possono cambiare i processi di innovazione?

Il processo di innovazione in questo modo diventa più condiviso e distribuito. E sebbene possa risultare inizialmente meno rapido in confronto a modelli in cui a decidere sono in pochi, tuttavia garantisce una decisione che dà la forza di un impulso collegiale a strumenti, progetti e imprese.

Le cooperative portano avanti una visione alternativa a quella del capitalismo delle piattaforme, il cooperativismo di piattaforma. Ci spiega qual è il valore aggiunto di questa visione e come si sostanzia?

Le piattaforme digitali cooperative sono uno strumento che consente quanto ci siamo detti finora: favoriscono lo scambio di informazioni, dati e buone pratiche tra socie e soci, insieme a governance aperte e trasparenti ed alla circolarità di servizi; simili piattaforme, se destinate a favorire prestazioni lavorative e professionali, garantiscono qualità e tutela del lavoro. Se dedicate all’offerta di beni e servizi, proteggono i consumatori e valorizzano l’economia della condivisione. Esistono già centinaia di imprese cooperative in Europa e nel mondo che hanno sviluppato progetti di innovazione digitale, applicando chiaramente i principi cooperativi nell’uso della tecnologia e dei processi di trasformazione; crediamo fermamente che sia giunto il momento di riunire questa vasta esperienza per raccogliere buone pratiche e diffondere strumenti concreti a favore delle nuove generazioni.  Per questo motivo il 29 e 30 settembre abbiamo organizzato allo spazio Dumbo Bologna – insieme a Cecop (confederazione europea delle cooperative di produzione e servizi), Fondazione Centro Studi Doc e AlmaVicoo (centro universitario per la cooperazione) – Cooding, la prima fiera B2B e conferenza internazionale dedicata all’innovazione digitale, con centinaia di esperti, ricercatrici e cooperative provenienti da oltre 15 Paesi Ue ed extra Ue.

La Fondazione Pico è il digital hub di Legacoop: quali sono i progetti strategici messi in campo e quelli in cantiere?

Lavorando in rete con 14 sedi territoriali Pico e 22 partner tecnologici, sinora abbiamo misurato la maturità digitale di oltre 230 imprese e stiamo attualmente supportando lo sviluppo di circa 40 progetti risultati vincitori o idonei nell’ambito di Cooperazione Digitale, un’iniziativa realizzata da Alleanza delle Cooperative Italiane con un fondo da 3,5 milioni di euro finanziato da Google.org (la divisione filantropica di Google) e supportata dalla Fondazione Pico. Si tratta di progetti che non prevedono la semplice introduzione di tecnologie nell’impresa, ma un vero e proprio processo di trasformazione digitale che abbia un impatto positivo sia per le cooperative, a partire dagli oltre 10 mila socie e soci delle imprese coinvolte, che per le comunità di riferimento.

Il vostro impegno è stato riconosciuto anche in ambito internazionale…

Siamo partner di 4 Poli europei di innovazione digitale (Edih) finanziati dalla Commissione Ue, tra i quali Artes 5.0 – Restart Italy, un network che raccoglie i principali centri di competenza e Digital innovation hub italiani nell’ambito del quale stiamo per lanciare nuovi servizi dedicati alle imprese, tra cui assessment di profondità verticali, convegni sulla doppia transizione digitale e verde, oltre a 30 webinar e workshop di formazione specialistica sui temi dell’intelligenza artificiale applicata ai principali comparti di produzione e servizi che coinvolgono le cooperative italiane. Sono solo alcune delle iniziative che stiamo portando avanti per realizzare una grande ambizione: rendere l’Italia più unita, più cooperativa e sostenibile grazie alle nuove tecnologie.

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