IL CASO

Datagate, Yahoo “minacciata” dal governo Usa per le e-mail degli utenti

Pubblicati nuovi documenti che portano alla luce la battaglia legale con cui l’Internet company tentò, invano, di opporsi al programma Prism. Le autorità americane erano pronte a imporre multe per 250mila dollari al giorno

Pubblicato il 12 Set 2014

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Il governo americano ha minacciato nel 2008 Yahoo! con multe del valore di 250.000 dollari al giorno se si fosse rifiutata di consegnare i dati sulle comunicazioni tra i suoi utenti. E’ quanto emerge da alcuni documenti del tribunale americano cui si era rivolta Yahoo! per contrastare le pretese del governo, ritenute dalla Internet company incostituzionali.

La pubblicazione dei documenti, circa 1.500 pagine, scaturiti dalla revisione del caso da parte del tribunale speciale cui si era rivolta Yahoo!, la Foreign Intelligence Surveillance Court of Review, apre nuovi inquietanti spiragli sulla vicenda dello spionaggio della Nsa denunciata da Edward Snowden e sul ruolo, più o meno volontario, che le aziende tecnologiche sono state costrette a giocare nel famigerato programma Prism. I documenti tracciano infatti la storia della battaglia legale sostenuta e persa da Yahoo!: il tribunale alla fine decretò la costituzionalità delle richieste delle autorità, dando un forte impulso al programma Prism e permettendo di fatto al governo di esigere i dati delle comunicazioni degli utenti non solo da Yahoo! ma da molte altre aziende hitech, come Google, Facebook, Apple, Aol.

Una versione della sentenza della Fisa Court of Review era già circolata nel 2009, ma fortemente censurata, tanto che non era possibile comprendere quali aziende tecnologiche fossero coinvolte e quali tematiche fossero state analizzate, come riporta il Washington Post. “Sapevamo che la Fisa Court of Review aveva preso una decisione di grande importanza, ma non capivamo che cosa stesse succedendo”, afferma Stephen Vladeck, professore di legge alla American University.

Yahoo! chiedeva da tempo la pubblicazione dei documenti e ritiene che la possibilità di accedere oggi alla versione integrale della sentenza sia una vittoria nella battaglia che le aziende hitech stanno portando avanti per la tutela dei dati. ”Riteniamo questo un importante punto a favore della trasparenza e ci auguriamo
 che queste informazioni aiutino a promuovere una discussione 
sulla privacy”, ha dichiarato Yahoo!. “I documenti pubblicati dimostrano che abbiamo cercato di combattere in ogni modo i programmi di sorveglianza del governo americano”.

Dai documenti è chiaro infatti che il programma Prism, con l’avallo del tribunale Fisa, permetteva alla Nsa di ordinare alle tech company americane di dare al governo e-mail e altre comunicazioni da e verso target esterni senza mandati di perquisizione o altre autorizzazioni. Dopo le rivelazioni di Snowden, le aziende hitech sono state accusate di aver volontariamente partecipato allo spionaggio del governo americano e ne hanno subito un forte danno di immagine, anche in Europa, ma oggi sembrerebbe emergere che le stesse tech company statunitensi siano state vittima più che protagoniste del programma Prism.

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