#INNOVATIONFIRST

Desiderio (F5 Networks): “Spingere su innovazione e servizi digitali”

Per il country manager Italia e Malta, per facilitare gli investimenti delle telco in reti ultraveloci e nuove applicazioni la regolazione deve essere stabile e certa. “Giusto pensare a Internet veloce come servizio universale”

Pubblicato il 09 Feb 2018

Maurizio-Desiderio-Country-Manager-F5-Italia-e-Malta1

“L’impegno dei governi Renzi e Gentiloni per la banda ultralarga è sicuramente di un impegno da proseguire anche da guiderà il Paese dopo le elezioni”, osserva Maurizio Desiderio, country manager F5 Networks Italia e Malta – È ormai evidente come tutto il mercato, a livello mondiale, si stia spostando in questa direzione ed essere “superconnessi”, ottenendo maggiore velocità e affidabilità, è norma ormai in molti Paesi e un’esigenza comune dalla quale non possiamo prescindere.

Alla banda ultralarga sono state destinate molte risorse pubbliche attraverso Infratel. Si tratta di andare avanti sulla via indicata dalla legislatura appena finita o è necessario un ripensamento, magari con un ruolo più significativo dei privati rispetto al pubblico?

Spesso e volentieri le risorse ci sono, ma da cittadino direi che quello che a volte manca è una vera volontà e una strategia concreta che porti a definire le priorità in modo specifico. Servono, infatti, pianificazione, precise istanze e proposte operative. Sia che si tratti di Infratel o di altri attori, pubblici e privati, credo sia necessaria una volontà comune e una reale partecipazione di tutti, in modo da sfruttare strumenti, competenze e talenti che in buona parte il nostro Paese già possiede.

Che pensa dell’affermazione di Gentiloni per cui Internet a banda larga è un servizio universale?

Non si può che concordare. In effetti in molti Paesi l’accesso a Internet su banda larga è un diritto esplicitamente sancito per i cittadini, non ultimo in UK che ha dichiarato di voler promuovere una legge apposita nei prossimi mesi. Internet a banda larga e innovazione viaggiano in parallelo. Per quanto riguarda le telco, oggi la telefonia ha preso quasi un ruolo di secondo piano rispetto alla connessione, con la possibilità di accedere alle app, ai servizi in cloud e utilizzare i device IoT. Viviamo, infatti, in un periodo di profonda trasformazione, dove cambiano le nostre abitudini e si aprono davanti a noi nuovi scenari come l’industry 4.0 o il futuro delle smart city, abilitati proprio da una società interconnessa, nella quale i big data svolgeranno un ruolo fondamentale.

Quanto sono importante stabilità e supporto normativi per aiutare gli investimenti delle telco?

Si tratta di aspetto molto importante. Le telco investono in funzione del mercato ma vivono oggi un periodo complesso, dove le pressioni per incrementare il fatturato sono sempre più consistenti mentre crescono le esigenze degli utenti e si deve affrontare una concorrenza sempre più agguerrita, con l’ingresso di nuovi operatori che a volte propongono prezzi stracciati. Le normative, quando vengono implementate bene, danno chiarezza e aiutano a compiere delle scelte migliori, motivate e in funzione regole ben precise. Davanti alle pressioni del mercato e degli azionisti questo aspetto non è da trascurare, perché solo avendo una visione chiara anche dal punto di vista normativo è possibile impostare una strategia e definire un piano di crescita. Supportare in questo modo gli investimenti in innovazione delle Telco è fondamentale perché solo avendo il coraggio di investire in innovazione quest’ultime avranno il potere di differenziarsi.

Le infrastrutture da sole non bastano, è necessario anche lo sviluppo dei servizi digitali. Concorda? Come la politica può favorire la digitalizzazione di imprese, pubblica amministrazione, cittadini?

Gli operatori parlano sempre di infrastruttura ma c’è una parte che, anche se spesso omessa, sta acquisendo sempre più importanza e valore, ed è legata al servizio che viene fornito tramite le applicazioni. Per gli operatori è cruciale pensare a questo aspetto, cioè a degli applicativi che devono essere sempre più veloci, affidabili e sicuri. I servizi digitali, infatti, sono fondamentali, per i cittadini e anche per le aziende, alle quali offrono opportunità di crescita rilevanti a prescindere dal settore del mercato nel quale operano. Dal punto di vista della politica, credo che il passaggio fondamentale per favorire la digitalizzazione sia la riduzione della burocrazia e di tutte quelle pratiche complesse che non facilitano gli investimenti. Molte volte i fondi vengono stanziati ma risultano bloccati per motivi burocratici.

L’Italia ha detto di volere essere all’avanguardia in Europa sul 5G tanto da sperimentarne i servizi in 5 città. La convince tale enfasi?

Sì, certamente. Se in Italia c’è una volontà di fare veramente una cosa, siamo capaci di portarla a termine con successo. Esperienze passate, come l’Expo, lo hanno dimostrato. Nel nostro Paese ci sono competenze e preparazione e il percorso di avvicinamento alle reti di nuova generazione ha già toccato tappe importanti.

A quali condizioni l’Italia può effettivamente diventare leader nel 5G?

La parola chiave è: innovazione. Solo attraverso di essa, sviluppando tecnologia, infrastrutture e servizi, il nostro Paese potrà vincere questa sfida. Dal punto di vista di F5, credo che il ruolo dei vendor tecnologici si rivelerà fondamentale per supportare l’innovazione del Paese in virtù della loro padronanza completa, con risorse e competenze, delle tecnologie che abilitano tale trasformazione, come la virtualizzazione, il cloud e il software-defined, imprescindibili per affrontare lo scenario del 5G.

Che ne pensa del “modello francese” con lo Stato che ha dato in uso pressoché gratuito le frequenze 5G agli operatori esistenti in cambio di una veloce e diffusa posa delle nuove reti?

A mio avviso si tratta di un modello molto lungimirante. Le aste di per sé fanno cassa per lo Stato ma la Francia si è resa conto che dando le frequenze in uso a fonte di servizi migliori offerti dalle aziende è possibile creare nuovo valore, che genera, a sua volta, ulteriore fatturato.

Cosa dovrà fare il nuovo governo per favorire l’uso e i servizi delle reti 5G?

Necessariamente facilitare gli investimenti alle aziende che sono responsabili della creazione dell’infrastruttura e continuare ad investire nella digitalizzazione delle imprese.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

EU Stories - La coesione innova l'Italia

Tutti
Video & Podcast
Analisi
Social
Iniziative
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia

Articoli correlati