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Digital business, in azienda cambiano i ruoli Ict

Di qui a tre anni si assisterà a una riconfigurazione delle competenze, soprattutto nelle imprese medio-grandi: meno figure operative, si punta sul demand management. Alessandra Luksch (Polimi): “Alle direzioni Ict il compito fondamentale di farsi promotrici del nuovo ecosistema”

Pubblicato il 05 Feb 2014

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“Parole, parole, parole soltanto parole”. Così cantava Mina. Refrain applicabile al nostro Paese per la realizzazione dell’Agenda digitale? I fatti: di 51 provvedimenti solo il 10% sono stati adottati; 22 non sono stati emanati, nonostante la scadenza dei termini di adozione. Il Paese digitalizzato assomiglia al Deserto dei Tartari? Un’attesa lunga una vita? Speriamo non sia così; certo che la velocità non contraddistingue la nostra macchina legislativa. In questo contesto cosa succede al mondo dell’impresa? Il processo di digitalizzazione, soprattutto per le medie e grandi imprese, è avviato e diventa sempre più pervasivo, pur ostacolato e reso meno efficace dalla mancanza di budget, di infrastrutture e di un’adeguata regia.

“Nei prossimi tre anni – dichiara Alessandra Luksch, responsabile delle Ricerche della Digital Business-Innovation Academy della School of Management del Politecnico di Milano – assisteremo a una riconfigurazione dei ruoli all’interno delle direzioni Ict. Oltre il 25% delle risposte – su un panel di 209 Cio – rivela lo snellimento delle figure operative (sistemisti, operatori, sviluppatori, programmatori e tecnici di assistenza), mentre il 32% punterà sul potenziamento del demand management per soddisfare al meglio i clienti interni e le necessità delle line of business”. A livello di singoli settori, il Finance, i Servizi e l’Industria dispongono ancora in modo consistente di figure operative, contrariamente alle Utility&Energy e Media-Telco che, privilegiando l’outsourcing, le usano in quantità ridotta. Inoltre, nell’Industria, nelle Utility&Energy e nel settore Media-Telco sono maggiormente sviluppati i ruoli di presidio della domanda interna, segno della profonda trasformazione che sta accompagnando da qualche anno questi settori.

Dalle direzioni Ict, la crescita e lo sviluppo non solo delle aziende, ma di interi comparti, fino ad arrivare al sistema produttivo in genere. Le sfide organizzative che oggi appaiono prioritarie per le direzioni Ict riguardano l’Innovation Management (37%), in termini di ruoli e processi, il Demand Management (27%) e le soluzioni mobile e per l’enterprise architecture (23% entrambe). “Questi ruoli sono chiamati ad affiancare le line of business – prosegue Luksch – suggerendo le opportunità di innovazione o aiutando ad anticipare i possibili vincoli tecnologici ai progetti di trasformazione” A livello di competenze possedute, il settore Media-Telco è quello mediamente più dotato, in quasi tutte le aree, mentre quello dei servizi eccelle nell’Innovation Management. Se le competenze di progetto e gestionali assumeranno un ruolo sempre più importante, la gestione dell’innovazione viene ritenuta, oltre che cruciale, anche delicata. In genere i Cio la ritengono un’area debole nelle attuali organizzazioni. È evidente il desiderio di “trattare” l’innovazione come un processo e non come un evento estemporaneo o, quanto meno, racchiuso in isolati comparti aziendali. “Alle direzioni Ict – prosegue Luksch – spetta un ruolo fondamentale: diventare promotrici dell’evoluzione culturale, che deve riguardare tutti gli attori, per garantire alla propria impresa un ruolo nel nuovo ecosistema”.

Cosa succederà, invece, per le micro e piccole imprese? Chi avrà la lungimiranza di occuparsi delle loro debolezze? Le medie e grandi imprese, abbiamo visto, sono consapevoli dei loro punti di forza e di debolezza. E su questi ultimi sapranno porvi rimedio. Il mondo associativo, quello che si rivolge alle micro e piccole imprese, è pronto per assumere un ruolo guida in questo percorso di cambiamento? Saprà dare gli indirizzi giusti ma, soprattutto, dispone delle capacità di “vision”, su cui costruire un percorso di crescita per gli associati?

Per i “piccoli” il mondo associativo diventa ancor più importante, perché oltre che dal mercato, anche da lì devono provenire gli stimoli a fare, a capire, a investire. Idee e strumenti. La formazione è, perciò, un altro dei pilastri del rilancio economico del sistema Paese. Fare sistema diventa ancor più urgente ma, anche qui, occorrono individui in grado di avere visioni sistemiche. Il mondo delle associazioni, le direzioni Ict per le aziende più strutturate, le imprese dell’offerta dovranno convergere verso un disegno più complessivo: creare nuove competenze e nuovi ruoli capaci di accompagnare le imprese nei percorsi di trasformazione digitale.

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