TREND

Digital disruption, occasione d’oro per le media company

Tra i settori più travolti dall'”onda”, l’editoria deve affrontare un processo di ibridazione delle piattaforme non indifferente, reso ancor più ostico dalla disponibilità quasi infinita di testi, foto e video che il Web continua a generare. Ma è questa, sostengono molti esperti, la strada per il successo

Pubblicato il 05 Nov 2015

sicurezza-digitale-151021164330

Quando si parla di digitale, le facce della medaglia sono sempre due. Da una parte le grandi sfide offerte dall’imprevedibile, continua mutazione della scenario competitivo e dalle nuove definizioni di user experience coniate quotidianamente dai consumatori. Dall’altra le grandi opportunità che proprio queste trasformazioni propongono alle imprese disposte a cavalcare, anziché subire, la ormai famigerata disruption.

Tra i settori più travolti dall’ondata c’è sicuramente l’editoria, che ha dovuto affrontare un processo di ibridazione delle piattaforme non indifferente, reso ancora più ostico dalla disponibilità quasi infinita di testi, foto e video che il Web continua a generare, stravolgendo modelli di business rimasti immobili per decenni. Di questo si è parlato al convegno “Vincere la sfida della Digital Transformation – Il caso esemplare del settore dell’editoria”, organizzato nella sede milanese di Assolombarda da The Ruling Companies in collaborazione con Harvard Business Review Italia e The American Chamber of Commerce in Italy.

Soprattutto l’editoria cartacea sta attraversando un periodo estremamente delicato, con i fatturati derivanti dalla raccolta pubblicitaria in continua contrazione e le vendite in edicola decimate dalla diffusione dei nuovi supporti multimediali, che permettono un approvvigionamento di contenuti molto superiore a prezzi decisamente inferiori, se non nulli. Con ricavi in picchiata del 28% e il numero di punti vendita passati da 37 mila a 28 mila nel giro di pochi anni, o i giornali si ripensano, trasformandosi in un elemento di una dieta mediatica più strutturata, completa e allo stesso tempo liquida, oppure prima o poi si chiudono.

Segnali positivi arrivano dai casi di Mondadori Periodici e di Harvard Business Review, al centro della tavola rotonda di ieri, introdotta dai rappresentanti di due dei gruppi che hanno contribuito a scatenare la rivoluzione digitale.

Stefano Venturi, che oltre a essere numero uno per la Penisola di HP è anche presidente dell’American Chamber of Commerce in Italy, ha sottolineato che si tratta di “un tema in divenire, rispetto al quale, in realtà siamo solo all’inizio o poco più avanti, e che costituirà un cambiamento continuo e ancora più ampio”.

Carlo Purassanta, amministratore delegato di Microsoft Italia conferma: “Dobbiamo fare attenzione, perché nel nostro Paese abbiamo affrontato il tutto con una certa moderazione, visto che sono vent’anni che investiamo in tecnologia la metà delle risorse che spendono i competitor europei. Un grosso gap che evidenzia anche un’opportunità: se siamo riusciti a rimanere al passo senza usare questa leva, pensiamo a cosa possiamo diventare puntando davvero sul digitale”. Purassanta è poi entrato nello specifico del tema a cui era dedicato l’incontro. “Anche nell’editoria, come in altri settori, vedo il rafforzamento di un trend: le aziende hanno compreso che l’interazione con il cliente è necessaria prima, durante e dopo il momento del consumo. È un’esperienza a 360 gradi, giocata sulla multicanalità, e ha lo scopo primario di trasformare il consumatore in un fan del proprio marchio. Come si ottiene questo risultato? Creando e proponendo contenuti. La verità”, ha chiosato Purassanta, “è che tutte le imprese stanno diventando media company. Agli editori tradizionali ora spetta il compito di accompagnarle lungo questa ennesima trasformazione”.

Questo significa tornare a concentrarsi sul proprio core business. Che, nel caso dell’editoria (anche classica) non è stampare giornali, bensì produrre contenuti. È l’assunto che ha guidato Carlo Mandelli, direttore generale dei Periodici Mondadori quando tre anni fa ha cominciato a riorganizzare la sua divisione puntando su efficienza interna, potenziamento dei brand più consolidati in chiave multimediale e naturalmente interventi sulla linea dei costi. “Siamo passati da un contesto in cui l’ebitda era minore di zero, con un terzo dei prodotti in perdita, a una situazione in cui i margini sono tornati, grazie a fonti di ricavo alternative e all’interazione con un’audience che ci segue sui magazine, in televisione e on line. Il marchio Donna Moderna, per esempio, oggi non dipende più dalla carta per il 40% delle revenue. È il momento più eccitante per vivere la trasformazione”, ha concluso Mandelli, che è riuscito rivoluzionare alcuni dei processi interni anche grazie al supporto di Joseph Nierling di Porsche Consulting, che portando a Segrate un po’ del know how maturato nelle linee produttive dell’automaker tedesco ha generato un aumento della capacità produttiva delle redazioni del 30%.

Anche nel caso di Harvard Business Review, magazine di respiro internazionale dedicato alla comunità del top management, si è rivelato fondamentale giocare sul valore del brand per declinarlo attraverso i vari supporti multimediali. “L’espansione sulle diverse piattaforme è stata utile sia per raggiungere i lettori, sia per fornire agli investitori pubblicitari più scelta tra gli strumenti promozionali”, ha spiegato Adi Ignatius, editor in chief della rivista. “Prima non esisteva dialogo con i lettori. La tecnologia è servita prima di tutto a creare un’interazione, mentre Internet ha rappresentato l’opportunità di ideare i giusti format per i diversi tipi di audience. Il digitale non ci ha mai danneggiato: anzi ha aumentato il reach dei lettori, e la loro volontà di pagare per avere contenuti più puntuali. Ci ha dato nuovi strumenti per imparare, capire e capitalizzare il nostro business”.

Fabio Vaccarono, country manager di Google con alle spalle anni di esperienza nel mondo della raccolta pubblicitaria per i media tradizionali, ha condiviso con il pubblico alcune considerazioni sulla necessaria evoluzione di cui il comparto dovrà essere capace nei prossimi anni, quando la digital disruption accelererà “fino a diventare una singolarità, un fenomeno totalmente imprevedibile”. Per Vaccarono è imprescindibile che, con lo sviluppo di un pubblico globale sempre più affamato di contenuti, le media company passino attraverso un processo di internazionalizzazione. “Occorrerà poi andare oltre l’equilibrio economico che alcuni editori sono riusciti a raggiungere: c’è ancora molto da fare, soprattutto perché Internet costringe a concentrarsi sulle core competence e sulla trasformazione dei modelli transattivi, alla ricerca di comunità e canali verticali capaci di monetizzare contenuti coerenti. Le community tra l’altro vanno trattate in modo agnostico rispetto ai punti di contatto fisico e virtuale, tenendo presente che gli utenti oggi sono generalmente più preparati di noi rispetto al tema della crossmedialità”. Il numero uno di Google ha infine aggiunto che ogni publisher sarà un video publisher, con grande enfasi sul mobile.

“E se il digitale, in realtà, fosse morto?”, ha commentato provocatoriamente ma fino a un certo punto Daniela Canegallo, amministratore delegato di MSLGroup. “Uscendo dall’alveo in cui era inserito, ha ormai contaminato ogni aspetto della comunicazione, ogni piattaforma. Oggi, ancora più di prima, è necessario osservare come cambia – come non cambia – l’uomo che sceglie e usa questi strumenti e questi contenuti”.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

EU Stories - La coesione innova l'Italia

Tutti
Video & Podcast
Analisi
Social
Iniziative
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia

Articoli correlati