RIVOLUZIONE LAVORO

Digital economy, freno alla fuga di cervelli

Secondo Federprivacy, il nuovo modo di lavorare, anche a distanza con pc e smartphone e nuove figure professionali come “il manager della privacy” possono trattenere i giovani in Italia. Al via il gruppo di lavoro GL5 per la revisione delle norme sulla protezione dei dati

Pubblicato il 16 Set 2015

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Il mercato digitale potrebbe frenare la fuga di cervelli. Nell’era di Internet ci sono dei cambiamenti di scenari destinati a rivoluzionare anche il modo di concepire il lavoro, e che potrebbero indurre un’inversione di tendenza, specialmente nelle nuove professioni, dove diventa sempre più frequente lavorare a distanza con pc e smartphone. “Molte di quelle attività che un tempo erano vincolate all’ufficio, adesso possono essere svolte cCambia on un pc e uno smartphone da qualunque luogo in cui vi sia una buona connessione di rete – osserva Nicola Bernardi, presidente di Federprivacy – ed essendo ormai diventato normale lavorare a distanza, non è detto che cambiare fisicamente nazione rappresenti sempre la soluzione ideale”.

“Più che su un eventuale trasferimento all’estero, i giovani potrebbero avere maggiori possibilità di realizzare i loro obiettivi professionali – avverte – puntando sulle competenze che richiedono multinazionali e altre grandi realtà, ad esempio quelle necessarie per cogliere le opportunità del mercato digitale”.

Inoltre, aggiunge Bernardi, “è proprio in Italia che stiamo vedendo gli sviluppi più interessanti, con i lavori in corso per arrivare alla pubblicazione di una norma Uni che definirà i profili dei professionisti della privacy in modo trasparente e in linea con le reali esigenze del mercato”.

Dopo l’indagine preliminare conclusasi con successo nel mese di giugno, lo scorso 8 settembre la Commissione centrale tecnica Uni ha infatti approvato la creazione del nuovo gruppo di lavoro ‘GL 5 – Tecnologie e tecniche per la protezione della privacy e dei dati personali‘, che svolgerà l’attività di sviluppo e di manutenzione di norme nazionali e internazionali relative agli aspetti tecnologici e alle tecniche in materia di protezione della privacy e dei dati personali.

Il nuovo gruppo di lavoro opererà quale interfaccia nazionale degli organi tecnici ‘Privacy management in products and services‘ e ‘Identity management and privacy technologies‘. Federprivacy, che aveva sollecitato la norma sulla figura del ‘privacy officer’ sin dall’ottobre 2013, ha già aderito alla Commissione servizi di Uni, e sarà membro attivo per seguire direttamente i lavori delle varie norme che saranno adesso sviluppate nel settore della protezione dei dati. Un importante contributo che sarà presentato ai tavoli di Uni, e che costituirà anche un aiuto concreto per i giovani che devono orientarsi nel mondo del lavoro, verrà dalla ricerca condotta da Federprivacy su un campione di 1.000 aziende con sede in Italia che sono direttamente interessate ad avere specialisti della data protection nel loro organico. I risultati saranno presentati il 21 ottobre al 5° ‘Privacy Day Forum‘.

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