No al geoblocking ma si’ alla tutela di alcune eccezioni mirate. E’ la posizione dell’Italia dopo la presentazione da parte della Commissione Ue del pacchetto sul mercato unico digitale. “Noi siamo per i minori blocchi possibili”, per questo, ha affermato il sottosegretario Sandro Gozi a margine del Consiglio Ue competitivita’, “siamo per identificare una ‘white list’, ovvero una lista molto ristretta dei blocchi giustificati per i diritti d’autore e alcuni altri aspetti, che devono essere identificati in modo chiaro e certo
da un punto di vista giuridico”. Ma “tutto il resto deve essere legalmente fruibile”, ha sottolineato. Quanto al merito della proposta di Bruxelles, “e’ stata presentata solamente ieri, adesso dobbiamo studiarcela e avviare i negoziati, l’Italia e’ molto interessata a procedere rapidamente, tenendo conto che e’ un lavoro molto complesso”.
L’intesa dei 28 sull’accesso agli abbonamenti di contenuti online come film o musica quando si viaggia all’estero e’ stata raggiunta “con grande soddisfazione dell’Italia”, a cui sia dal vicepresidente della Commissione Ue Andrus Ansip sia dalla presidenza olandese di turno “e’ stato riconosciuto un ruolo di mediazione molto costruttivo”. Questa, dice Gozi, “e’ l’Europa di cui abbiamo bisogno, quella che risolve i problemi concreti dei cittadini, perche’ non ha senso parlare di mercato unico digitale e poi avere 28 barriere” e non poter utilizzare il proprio abbonamento a musica o video quando si va, per esempio, da Aosta a Chamonix.
Ora che l’analisi del provvedimento approda all’Europarlamento “dobbiamo lavorare perche’ anche li’ la soluzione sia quella giusta, che si basa sulla residenza anche per evitare abusi”, ed e’ questo il criterio che “ci sembra quello piu’ facile da seguire”. Allo stesso tempo “dobbiamo evitare qualsiasi rischio di violazione della privacy”, dato anche il parere negativo del Garante sulle implicazioni per il rispetto della vita privata con l’introduzione di un tetto di giorni di portabilita’. Per questo, ha sostenuto Gozi, “l’Italia non poteva accettare restrizioni quantitative sulla portabilita’”, sebbene sia “stata erroneamente riportata sulla stampa una posizione che non era quella del governo italiano” che al contrario “e’ stata sempre quella di assicurare la massima portabilita’ possibile”.