“Nelle prossime settimane proseguiranno le vertenze sui territori per la difesa del lavoro nelle singole aziende e nel settore. Ma questo non basta più, non è più sufficiente. La battaglia per una politica industriale, per un ruolo forte dello Stato nell’economia, per maggiori investimenti in ricerca e sviluppo e per una vera formazione permanente, devono diventare obiettivi generali non solo del sindacato, ma di tutti”. Lo afferma Roberta Turi, segretario nazionale della Fiom Cgil, nel suo editoriale pubblicato dal periodico dei metalmeccanici Cgil, iMec, in un’edizione monografica dedicata all’Ict.
“Una rete di telecomunicazioni pubblica che consenta un pari accesso alla rete deve diventare una delle battaglie generali da affrontare tutti insieme nella Coalizione sociale – prosegue Turi – Il sapere e la conoscenza possono essere la leva per trasformare positivamente la società e il mondo del lavoro. Per questo è necessario dare a tutti la possibilità di averne accesso. L’Ict è esattamente questo, è tecnologia dell’informazione e della comunicazione. E il divario digitale è divario culturale e democratico”.
“Internet può e deve essere un luogo di nuova occupazione di qualità, di conoscenza, di innovazione e libera espressione – conclude Turi – È questa la discussione che ci deve accompagnare nei prossimi mesi. Tutti insieme, nelle tante coalizioni che partiranno nei territori. L’Ict è un bene comune da difendere, valorizzare e rilanciare, attraverso una vertenzialità diffusa, che vada anche oltre i luoghi di lavoro”.